Pizza, ricotta, Oreste e …Boom!

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La giornalista Alessia Candito lascia oggi, nel web, un pezzo notevole, scritto per la testa telematica Corriere della Calabria. Un pezzo che inizia e finisce con la Famiglia Pizza (Pino e Massimo), e che nel lungo ragionamento dell’articolo, combina nomi che definire eccellenti è sicuramente semplificatorio e riduttivo.

Nomi e ambienti di riferimento vengono riassunti riferendo di atti giudiziari che non vanno in alcun modo considerati “come tra i tanti”.  Il magistrato inquirente Giuseppe Lombardi (con  il personale specializzato della DIA) mi immagino che “mazzo” (mi scuso del termine) si stia facendo per riannodare continuamente i fili d’Arianna di un labirinto, disegnato a più livelli, quale è quello rappresentato dalla bellissima e drammatica terra di Calabria e il suo legame con i Bruzi residenti a Roma e nel Mondo. Molti e ben introdotti nei palazzi del Potere.  Alcuni Bruzi, altri siciliani, altri provenienti dal resto del Mondo. Molti massoni o pseudo tali. Non ci si deve perdere tra i nomi citati nel pezzo. Alcuni già noti al mondo intero (Nicolò Pollari, Francesco Pazienza, Licio Gelli, la famiglia Gambino) altri “new entry”, come Alberto Manenti. Come potete immaginare, se siete attenti lettori di Leo, possiamo solo che essere lieti di questa attenzione, in quanto abbiamo segnalato la complessità dei Pizza e dei loro ambienti di riferimento, sin dal nostro post LEGITTIMATI DAL RIGORE DI PAPA FRANCESCO, È ORA DI FARE “PIZZA” PULITA ANCHE IN ITALIA del 6 ottobre 2013 e TOTÒ CUFFARO, MASSIMO PIZZA ED ALTRI “UOMINI ONESTI” IMPEGNATI A GARANTIRE IL FUTURO DELL’ITALIA E DEI LORO AMICI del 8 ottobre 2013 e per quanto riguarda Alberto Manenti (Lupo Alberto), da tempo sosteniamo che sarebbe opportuno andasse in pensione. I nostri Servizi vorremmo cominciare a non vederli sempre citati in situazioni limitrofe a quelle di questo tipo. Anzi, sogniamo che le donne e gli uomini che dovranno avere l’onore di silenziosamente servire la Repubblica nelle Agenzie preposte al contrasto dei nemici dello Stato, non vengano mai più accostati a questi gaglioffi, ai loro business o sfere di influenza. Sogniamo una Repubblica in cui i direttori del servizio siano a capo di una élite di servitori dello Stato fieri di essere prescelti a guardare le spalle agli Italiani, finalmente visti come compatrioti, primi e ultimi datori di lavoro.

Bravi quindi Alessia Candito e il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardi che non molla l’osso. Anzi, ci sembra, senza fare accostamenti irriguardosi che si tratti di una soppressata, sugosa e piccantissima.

Oreste Grani/Leo Rugens


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