Chi ha fatto fare carriera a Paolo Scaroni? La sparo grossa: Margherita Boniver

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Qualcuno chiede in rete, nella più assoluta genericità, “descalzi connessioni politiche” e la sensibilità dei motori di ricerca portano fino al marginale e ininfluente Leo Rugens, luogo telematico dove ci si augura che si spenga per sempre la specie degli uomini con i piedi per terra. Mi immagino come ci si deve sentire ad essere uomini potentissimi, ricchissimi, concretissimi e sapersi anche valutati da un luogo dove la concretezza è solo accettata quando, nel rispetto dell’etimologia (cum crescere in latino), ci convince, mostrandoci la crescita legata al cum, cioè “insieme”. Così ricordo di aver appreso al Liceo Mameli, a via Micheli, negli anni sessanta. La domanda è semplice, cum-creta, ma non la risposta, gentile lettore/visitatore anonimo.

Soprattutto se si tiene conto delle liti furibonde che dobbiamo presumere essersi scatenate a seguito di questa inchiestona (quella riassunta nel Libro ENIGATE di Caudio Gatti), dove si gioca il destino (e i saldi in banca) di più boiardi di Stato.

Prendiamola alla lontana con la solita ormai conosciutissima tecnica dei cerchi concentrici o detta anche del “sasso nello stagno“: Paolo Scaroni è banalmente cugino di Margherita Boniver. E “non” viceversa. E questa, ci tengo, è la prima chiave di lettura originale che propongo (serve a dare risposta adeguata al quesito in rete) e di cui rivendico il primo suggerimento interpretativo non banale. Ho sottolineato che Scaroni è cugino della Boniver anche se, ovviamente, anche la Boniver è cugina di Scaroni.

Me ne sono andato su Scaroni, perché se non vi impratichite dell’ex AD ENI, difficilmente potrete valutare Claudio Descalzi, la di lui “epifania” manageriale, i suoi legami/difficoltà con Luigi Bisignani.

Torniamo a Margherita Bonivier e alla sua di carriera politica e di potere. Anche se in teoria non si dovrebbe fare, partiamo dalla data di nascita della signora: 11 marzo 1938, cioè 80 suonati.

Paolo Scaroni, il cugino, è solo del 28 novembre 1946. La madre di Paolo è Clementina Boniver che sposa Bruno Scaroni. Paolo è il cugino piccolo, pertanto. E, da questo momento, vedremo chi ha determinato la carriera di chi. Quella nazionale e quella internazionale, introducendo Paolo Scaroni nel giro socialista e negli ambienti che contano. Come dovete cominciare a sospettare, mi sto inventando tutto. Viceversa chiamate credibilità per osmosi e effetto alone quella che ha sparato in alto Paolo Scaroni. Prima, quando si era socialisti, con Bettino vivo e vegeto e poi quando Berlusconi eredita tutto. Dove si spinge la mia invenzione interpretativa dell’ascesa di Scaroni, prima in ENEL (ricordatemi di approfondire in altra puntata la vicenda WIND) e poi in ENI? Ma diciamo fino a notare come sia Margherita ad introdurre/garantire, sempre con discrezione, il cugino nel giro che, nel Mondo, fa capo ad alcuni ambienti statunitensi, proprio quelli, per intendersi, dove si è formata la bella senatrice. Perché la Boniver, per capirsi, si è formata nell’Università di Georgetown, Washington (DC). Non pizza e fichi. Come poi si vedrà, pur essendo donna “di sinistra” (io la ricordo in Amnesty International quando le persone non sapevano neanche cosa facesse quell’organizzazione e poi attiva sul tema dell’aborto) è stata sempre stimata negli ambienti NATO, quando la NATO, da queste nostre parti, e in mezzo mondo, era tutto.  Non a caso Margherita entra in ASPEN e in TRILATERAL quando Scaroni non era certo ancora iniziato a nulla. Continuo, ovviamente, a farneticare da incallito complottista, come vi sarà facile verificare e, conseguentemente, sputtanarmi.

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La Boniver è una donna in gambissima, sempre in jeans e gilet. Una tipa senza paure (è andata in giro per il mondo in situazioni estreme a trattare, con successo, anche liberazione di ostaggi, dove molti non se la sarebbero sentita neanche di avvicinarsi). Le uniche paure di cui soffre la Boniver sono circoscritte nell’immaginario adolescenziale perché, essendo cresciuta in Romania quando il padre era a Bucarest in diplomazia, le leggende di Dracula e vampiri che le venivano raccontate dalla servitù la spaventavano”a morte”. Ma questo quando era piccolina. Per il resto un vero 007 in gonnella (pardon jeans). La definisco un “agente segreto” (spero che non si offenda) perché ritengo che tale sia stata, nella mia accezione del termine. Non come li intendente voi in chiave folcloristica ma molto molto molto efficiente in campo diplomatico e di guerra. Leggete con la dovuta attenzione la ricostruzione delle attività svolte (quelle che ci sono note) e ditemi chi aveva peso tra i due cugini. Chi garantiva secondo voi per l’altro? Così mi diverte ragionare di Paolo Scaroni e della sua subalternità. In attesa che qualcuno mi smentisca raccontandomi che i cugini si odiavano e che ho preso lucciole per lanterne.

Fine della prima puntata della risposta (fantasiosissima ed articolata) a chi, nella rete, vuole sapere quali siano le “connessioni politiche di Claudio Descalzi”. Figura, spero lo cominciate a capire, minore. Di Margherita Boniver, sicuramente. Ma anche di Paolo Scaroni, gran mascalzone ma sicuramente capace. Certamente, non un mediocre.

Oreste Grani/Leo Rugens più arrogante del solito.

Post scriptum: da dove traggo spunto per queste fantasie? Sono stato sposato, per anni, in prime nozze, con una compagna socialista, collega di direzione nel PSI di Margherita Boniver, Maria Magnani Noya, Alma Cappiello. Tanto per fare tre nomi, tra i tanti possibili.

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