Francia amara

parigi-lapresse-20181201174120-27897432

“Francia amara” scelse così di intitolare un articolo, tale Felix Guattari. Non Fulvio Guatteri, che è altri, e non certo capace di pensare cose come quelle che potete leggere di seguito. Le stesse iniziali, F.G., ma altra stoffa e altra capacità di elaborare pensiero complesso.

Oggi che si parla solo di Francia (centinaia di arrestati – forse oltre mille – anche questo sabato a casa di quel ciuccio presuntuoso di Macron), mi è sembrato giusto andare a recuperare questo elaborato, sempre covato dalle parti di Parigi, ma oltre 37 anni addietro. Prima di riproporvi il testo che mi ha incuriosito per dove era comparso (la testata era “metropoli”) aggiungo alcune parole semplici semplici su quanto sta accadendo oltre le Alpi.   

I francesi si sono messi in marcia anche se, questa volta, non partendo da Marsiglia. Da cui, come certamente sapete, la Marsigliese. Direi che a “scontri aperti” (c’è chi va a votare e chi, astenutosi alle ultime elezioni, irrompe in piazza) Macron, quello portato all’Eliseo a sentirsi re sole, da sufficienti percentuali a suo favore ormai evaporate (ma ve l’ho sempre detto che bisogna guardare i numeri assoluti per capire come improvvisamente può mutare il vento), ha davanti la scalata del K2, a piedi nudi e con la destra legata dietro alla schiena, senza che il ragazzotto sia mancino. Anche oggi centinaia di arresti (li chiamerei, a quest’ora, fermi) e decine di feriti.

Parigi

Molti francesi sono in marcia verso la Sesta Repubblica e quell’esempio di possibile cambiamento in Europa che tutti si sarebbero aspettati venisse dall’Italia, mi sembra prenda improvvisamente forma ma in Francia. E a mettere in moto questo cambiamento potrebbe essere non gli ultimi ma milioni di penultimi preoccupati di dover precipitare nella povertà. Sono quei milioni di cittadini sospesi ad un filo fragile-fragile che esistono anche in Italia ma che la presenza taumaturgica del M5S aveva impedito che mettessero a ferro e a fuoco, loro per primi, i centri cittadini. Le accise sulla benzina ci sono anche in Italia e le tasse tartassano anche in Italia i cittadini onesti. Sono milioni di incazzati neri che sono stati convogliati (e controllati) dentro alla speranza pentastellata. Il tema è se questi milioni dovessero sfuggire dal recinto e irrompere nelle piazze. Per ora torniamo a 37 anni addietro e leggiamoci il pezzullo sulla Povera Francia a firma Felix Guattari. Quello.

Oreste Grani/Leo Rugens

Francia amaraFrancia amara 1