Ma Israele pur di avere amici è pronta ad accettare anche uno come Salvini?

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Non credo che ci sia mai stato un ministro dell’Interno, dal dopoguerra ad oggi, come quello che avete attualmente al Viminale. Abbiamo avuto problemi di altra natura da quelle parti ma mai mai mai uno che, in una sola settimana, riuscisse a creare difficoltà a chi, con ristrettezze di mezzi ma con grande dedizione, lavora al contrasto alle quinte mafie (questa volta era quella nigeriana) e a mettere in pericolo i nostri soldati esposti in zone dove fioccano i proiettili veri e non si sparano solo cazzate. Se poi in realtà questo stesso ministro imprudente e, diciamolo (e mi avvalgo in spirito di reciprocità di quella stessa informalità da bar che è solito usare il lombardo), un po’ spaccone, viene additato, nelle stesse ore, da una autorevolissima trasmissione di Stato (quando Report addenta difficilmente ci si salva) di frequentazioni/collaborazioni calabro-nerissime, le cose, per i suddetto ministro, si potrebbero mettere molto male. Molto male per il politico di turno (quanto ne ho visti salire e cadere precipitevolissimevolmente?) e per la sua formazione organizzata di volta in volta per provare a gestire una fetta di potere o di prosciutto a seconda dei gusti.

A me che la Lega stia al 32% frega poco o niente perché vengo da una militanza politica (quella repubblicana) che a volte scendeva fino al 2/2,5% ma aveva ragione.

Vi prego pensate a come parlavate di Matteo Renzi solo qualche mese addietro? Vi prego, un po’ di pudore e prudenza perché siete gli stessi che prendevano il 40% renziano per maggioranza consapevole. Vi ripeto, in quasi assoluta solitudine, che i sondaggi scientemente rimuovono che il 32% attribuito alla Lega è eventualmente calcolato a mala pena sul 55% degli aventi diritto al voto. E quello parla di voler rappresentare  60 milioni di Italiani. Nei sondaggi  la settimana scorsa il M5S ha perso un altro 1% e ci si è dimenticati di ricordare che in quel lasso di tempo gli astenuti sono saliti del 2,4%. I numeri sono difficili da capire  ma per non fare la fine di un Macron qualunque bisogna avere sotto controllo non solo i numeri assoluti ma cosa quelli che si astengono hanno intenzione di far se gli dovessero girare troppo i coglioni o le ovaie.   

In  Francia, ad esempio, in poche settimane, l’attenzione agli ultimi (cento euro a tutti i lavoratori, un “una tantum” prima di Natale, stop agli aumenti dei carburanti e quindi dei beni trasportati) è stata imposta da chi non era più tra i cittadini votanti e riconducibili ad una qualche forma di consenso per le istituzioni. Con uno spruzzo, come vi ho scritto in tempi non sospetti, di qualche manina/manona che sapeva cosa doveva fare per appesantire la Francia.

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Tornando al vostro ministro Salvini (dell’Interno o degli Esteri?) che si trova benissimo con Netanyahu tende a rimuovere che lo stesso è, a sua volta, al capo linea in un Paese complesso come Israele dove non è lecito fare ciò che si dice che abbiano fatto il Premier e sua moglie. Capisco che un leghista cieco, muto e sordo rispetto a ben 49 milioni della collettività di cui non si capisce cosa se ne sia fatto sia insensibile a questi ragionamenti ma in Israele, come in tutti i Paesi seri del Mondo, non è lecito toccare i soldi dello Stato. Inoltre, sentisse a me il ministro di polizia, le orecchie e gli occhi di Aman, ovvero l’Intelligence Militare, dello Shin Bet, organismo che cura, con estremo rigore ed efficacia, la sicurezza interna e il mitico Mossad, che è il Servizio Segreto Estero e che risponde al Primo ministro o il primo ministro risponde al Mossad, sanno benissimo di quanti neonazisti (avete letto bene), odiatori di semiti e di rom, è circondato, in Italia e in Europa, l’esuberante leghista. Gli informatori (intendo dire chi, con assoluta serietà e strumenti culturali adeguati alimenta l’articolata Intelligence israeliana che rimane su questo terreno tra le più attendibili del mondo) appartengono, tra gli altri, alle varie comunità ebraiche diffuse anche nel nostro Paese e quelli attendibili sono tutti, spero che capiate cosa scrivo, poco propensi a forme di indulgenza nei confronti di persone alla Mario Borghezio, Francesco Storace, Gianluca Iannone, Domenico Furgiuele. Queste figure sono opportunamente tutte classificate (con modalità riservatissime) come pericolosi nemici del popolo del Libro e, sia pur tollerati in alcuni momenti o condizioni storiche particolari, vengono giustamente considerati come nemici giurati di Israele, e del suo popolo in diaspora. Anche se smentiscono in pubblico, ascoltati nel segreto, sono considerati nostalgici delle Leggi Razziali e di personaggetti alla Erich Priebke che fino ai cento anni compiuti rimase fedele ai suoi ideali e atti compiuti. Tanto per fare un nome simpatico agli ambienti che oggi sostengono a spada tratta Matteo Salvini. I politici neo leghisti che erano già tutti adulti quando si dibattevano queste quisquiglie e pizzellacchere intorno alle Fosse Ardeatine.  Adulti e forse leggeri quando parlavano di uno dei boia di quella strage.

 

Il ministro quindi deve prudentemente imparare che in alcune cancellerie (e ancor più nelle nunziature vaticane) non viene creduto e, anzi, più fa il democratico antirazzisata più vengono attenzionati i suoi fedelissimi che democratici non sono certamente. Perde tempo a farsi bello e buono. Questo credo e questo scrivo senza timore referenziale.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Esiste la possibilità che Salvini non capisca un cazzo di tutto quello che ho scritto e che non sappia distinguere tra una posizione e l’altra ignorando che i suoi alleati e sostenitori nei territori dove sembra crescere il consenso per la nuova Lega, democratica e tricolore, sono in realtà dei fedelissimi militanti di quel variegato “ordine nero” sempre pronto ad alimentare l’odio antisemita. Se così fosse sarebbe un coglione disinformato e sarebbe ancora più inopportuno che andasse in giro a fare danni. In Italia e, soprattutto, all’estero. Soprattutto mettendo a rischio i nostri militari. Ricordando ancora una volta che, al massimo, fa il Ministro dell’Interno e non quello della Difesa. Oltre che quello degli Esteri e della Giustizia.

 

P.S. al P.S.

Quando si va in Israele bisogna tra l’altro ricordare che tra il 1945 e il 1948 l’Italia diventa il luogo privilegiato per organizzare l’immigrazione (mi faccio intendere?) clandestina (conoscete l’espressione?) dei superstiti dei campi di nazisti, il contrabbando di armi, gli attentati contro gli obiettivi inglesi e contro imbarcazioni e industrie italiane che forniscono armi ai Paesi arabi.

I combattenti che preparano la nascita dello Stato di Israele in Italia, possono contare su insospettabili sostegni. Ma bisogna saperlo e bisogna saper assumere atteggiamenti di basso profilo e non fare il casino mediatico che quotidianamente fa il buon Salvini. Ma a cosa allude questo impertinente e saccente Leone Ruggente? Ad esempio ai 50 chili di esplosivo che qualcuno consegna ai terroristi dell’Irgun con cui, nel 1946, sarà fatta saltare l’ambasciata inglese di Roma. Bisogna essere dei fuori classe del doppio e del triplo gioco per giocare a rubamazzo con Israele e non bastano quattro moine quando si va in visita. Il fornitore di quella mezza tonnellata di esplosivo militare fu Pino Romualdi, uomo di governo durante la dittatura fascista e nel dopo guerra tra i fondatori del MSI. Per non parlare di quando alcuni reduci della X Mas, divennero addestratori del nascente esercito israeliano. Per i repubblichini si trattava di continuare la guerra contro gli odiati inglesi e per gli israeliani di non guardare in bocca al cavallo donato.  E poi, anno dopo anno, episodio oscuro con episodio oscuro, si arriva all’ottobre del 1972, momento di svolta in cui un commando del Mossad uccide a Roma il poeta palestinese Wael Zwaiter.

Douglas_Argo16

Per non parlare del periodo nodale di quando l’Intelligence della Stella di David attenziona il mondo emergente brigatista arrivando a contrattare sia Alberto Franceschini che Renato Curcio offrendo loro soldi e armi. Ad onor del vero vanno dette due cose. la prima è che Curcio e Franceschini rifiutarono armi e soldi e che pochi mesi dopo entrambi incapparono in un posto di blocco organizzato da Carlo Alberto dalla Chiesa tramite attività di penetrazione attribuita a tale Frate Mitra. Sempre di quel periodo è l’episodio denominato Argo 16 che mille code ebbe nei rapporti tra l’Italia e Israele. Le indagini difficilissime finirono o non finirono con il rinvio a giudizio per strage (l’Argo 16 fu fatto oggetto di un attentato senza sopravvissuti tra l’equipaggio) del capo del Mossad Zvi Zanir e per Asa Levern responsabile del servizio in Italia. A loro si aggiunsero guai giudiziari per 22 nostri ufficiali per non aver collaborato e, anzi, aver depistato. Lo sport nazionale. Questo per cominciare a ricordare al giovane Salvini che il mondo è più complesso di come appare ai chiacchieroni demagoghi e para-populisti. Comunque direi che la politica estera e quella militare va fatta con prudenza e dopo una qualche forma di addestramento alla complessità. O dobbiamo solo immaginare che Matteo Salvini, a sua insaputa (come Scajola per la casa o Voarino per il passaporto) svolge attività di destabilizzazione (più di come già sta messa povera amore mio che cosa le devono fare?) dell’Italia nel Mediterraneo così quelli che sembrano svolgere il ruolo di stabilizzatori risultano essere gli amici israeliani? Cioè stai dicendo che Salvini è, a sua insaputa, un sabotatore da vigilare come l’ultimo degli emigranti clandestini? Fate voi tanto io ormai sono ciò che sono e posso solo che peggiorare la mia posizione ponendomi il dubbio su quanti e quali tavoli provi a giocare il neo ministro degli Esteri e della Difesa spaziando da Roma fino a Mosca, non disdegnando uno spruzzo di Libia e di Corea del Nord. Rifirmo come quando faccio quando scrivo questo tipo di post.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. al P. S. del P.S.

Sentiamo Israele, Paese nostro amico fraterno, da sempre. Cortesemente facciamo in modo che tra gli amici non si debbano annoverare anche i Matteo Salvini. O dovremmo capire chi se la senta, a Tel Aviv, di accettare l’amicizia di un sodale (lo adorano ad oltranza) di antisemiti come sono tutti i neo alleati politici, dentro e fuori l’Italia, della Lega e di Salvini suo premier.