Daspo o non Daspo, avanti tutta. Ma, per ora, è andata molto male

Leone

Mi piace da sempre questo ragionamento. Ora più che mai dal momento che troppi mascalzoni sono sempre pronti a tutte le semplificazioni intorno alle ingenuità e inadeguatezze di alcuni esponenti governativi del M5S. Ingenuità e inadeguatezze che ci sono state e che ci sono ancora (basterebbe vedere come si siano consegnati nelle mani dei massoni oligarchi che guidano l’ectoplasma europeo che ora, ubriaconi o sobri che siano, li obbligheranno a fare una figura a pantaloni calati) ma non saranno mai dannose come i comportamenti che migliaia di ladri provetti, ben protetti dalla partitocrazia onnivora, allevati per tempo da quella suddetta massoneria, hanno recato alla cassa pubblica. Lo dico oggi, ci tornerò nel fine settimana, ritenere quelli della U.E. dei burocrati senza sapere nulla di massoneria e di super poteri planetari è stato il grande errore di tutta questa vicenda commesso dal vertice del MoVimento. Almeno quando c’era Sassoon da quelle parti a qualcuno si poteva chiedere cosa fossero i poteri forti. Ma torniamo sulla terra e rimettiamoci a parlare, forti della nostra Tessera acquisti n°5338 7000 6460 2466 di cose che ora ci aspettano. Che ci aspettano dopo la cocente sconfitta. E ora che si mette male si vedrà chi era un “grillino” e chi un “insetto saltatore” sul carro del vincitore. Non dimenticando che anche le pulci sanno saltare e a volte hanno la tosse che viene scambiata per voce.

Cifra per difetto questi cento miliardi di cui leggo nel pezzo. Intanto perché fa risalire la ricerca dati solo al 1992 e invece il saccheggio comincia prima. Direi addirittura intorno al biennio 1963/64.

E poi perché questo clima corruttivo è quello che ha fatto da vero contrasto allo sviluppo del Paese che viceversa, amato come era nonostante la guerra perduta, Patria bella e unica per mille e mille motivi (arte, clima, bellezze naturali) sarebbe diventata calamita di ogni ben di Dio. Un conto non facile ma che va ben oltre quei 100 miliardi. Se solo si pensa a quei 98 miliardozzi (e sommati fanno quasi i primi 200!) che andavano con determinazione maggiore recuperarti da chi aveva evaso con le prime slot truccate. Se solo si pensa a quanto è stato rubato nelle varie ricostruzioni post terremoti. Se solo si pensa a quanto è stato elargito alla criminalità calabrese per “consentire” che, in decine di anni, bontà loro, ci consentissero di completare l’Autostrada del Sole. Se solo si pensa a quanto si ritiene fatturi ogni anno la sola ‘ndrangheta (52/54 miliardi); se solo si fanno conti intorno ai fondi europei dispersi; se solo si pensa a quanti funzionari abbiamo allevato (costosissimi) nei nostri Servizi e poi il “privato” (cioè spesso i Paesi terzi) se li sono cuccati; se solo pensiamo a quanto in termini di farmaci inutili e mal prescritti abbiamo acquistato dal mondo variegato di Big Pharma, altra strada maestra per appesantire la bilancia verso la fuga del denaro con sacrificio prodotto in casa; taccio sugli armamenti e gli sprechi (c’è troppo silenzio nel merito) che hanno creato ricchezze quasi sempre tenute prudentemente all’estero (vedi la famiglia Crociani e la Vitrociset). E che dire dell’acciaio di cui ci siamo tenuti i costi sociali e umani e poi abbiamo visto svanire la ricchezza?  E in ultimo ma non cosa ultima, direi di non girare la testa sulla montagna di illeciti legati all’ENI e alla tangente OLP 245 in Nigeria, esempio/caso eclatante che vi potrà illuminare su come si impoverisce il Paese. E così da Pernigotti a salire dove i guai (anche di cassa) ve li beccate e la ricchezza se ne va, estero su estero. Solo quando fu venduta la Wind a Sawiris, con i codici di interfacciamento dei telefonini di tutti i parlamentari, sparirono 80 milioni  di cui nessuno ha più voluto/potuto sapere nulla.

Daspo quindi e qualche carico di calci in culo. Se si potesse. La verità è che in molti siamo stati timidi (forse un po’ vigliacchi) a consentire agli eletti del M5S di farsela con questi ladri patentati della Lega (non tutti certo) con cui invece non si doveva in alcun modo andare al Governo. Bisognava saper aspettare e lasciare questo disastro di casse vuote (ma che erano state svuotate scientemente per anni anche dai Leghisti) a chi le aveva svuotate. Berlusconi è ciò che è ma ormai sa che morirà nel suo letto e per quello avanza il prezzo della corruzione verso alcuni pentastellati reclutati, selezionati, premiati ( doveva essere un vero premio poter servire la collettività) e lo quantizza in 8.000,00 euro al mese. Tanto, come al solito, non sono soldi suoi. Tenete conto che sia pur alcuni impreparati, in molti, tenuti a stecchetto dalle normative interne al MoVimento, a oltre 400.000 euro nette-nette (questa è la cifra sotto intesa alla compravendita) potrebbero non saper rinunciare. Anche perché in presenza di risultati deludenti alle europee, in molti potrebbero, fragili e mal reclutati a suo tempo, essere tentati di disperdere la speranza degli 11 milioni di italiani e farsi i fatti propri. Solo ipotizzare questi ragionamenti mi opprime immaginando i miei ragazzi a cinque stelle stretti tra un ministro che si allarga dal Viminale, passando per la Farnesina, non dimenticando via XX Settembre e un uomo sodomizzatore di minorenni che è ancora lasciato libero di fare offerte. Con i soldi vostri.

Ma non era meglio astenersi, prendersi un giro sabatico, non fare il governo con la Lega? Era meglio, molto meglio che i Giorgetti rimanessero con i Bisigani e i Berlusconi con gli Antonio Razzi. E noi (posso scrivere noi?) ad aspettare sulla riva del Tevere. Ora si andrà ai “ferri corti” che è condizione di lotta crudele e sanguinaria non per tutti perché bisogna saper colpire l’avversario a stretto contatto. Si chiama “corpo a corpo” ma è una condizione di lotta feroce non favorevole a tutti. Soprattutto alle brave persone.   

Oreste Grani/Leo Rugens

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