A proposito di tali Fabro-Mariani-Savio: storie di ordinario ladrocinio. Ma non solo

DivinaCommedia2

E così dopo aver fottuto noi ed averla scampata (così ritiene ogni stupido ladro, traditore, ruffiano, adulatore, seminatore di discordie, in procinto viceversa di ricevere la giusta punizione dantesca), avete fregato anche quelli con cui ci avevate traditi. Dopo avergli sfilato i primi 80.000,00 euro dei 240.000,00 che avevate pattuito grazie a nostri buoni uffici, ve ne siete scappati con il bottino di soldi e di stato d’avanzamento dei lavori. Se fossero state fusaie, in fin dei conti, da pulciari quali siete, sareste finiti nel dimenticatoio, sia pur classificati nel girone dei ladri.

Viceversa, essendo l’oggetto del furto tecnologia utile al Paese (in nostro e non uno qualunque preso in considerazione in quanto maggior offerente) la vostra fine sarà ben altra.

Nessuna minaccia personale (anche se un carico di botte lo meritereste) ma solo doverosamente vi ricordo che siete in Italia, Patria di Padre Dante che ha riservato quale punizione a gentaccia come voi (ladri, traditori, ruffiani, seminatori di discordie) di correre nella Bolgia VII, VIII Cerchio nei Canti XXIV – XXV, nudi in mezzo a serpenti di ogni tipo che legano loro le mani dietro alla schiena per poi subire delle mostruose  trasformazioni. Geniale Dante ad essersi immaginato, nel 1300, che un giorno figure oscene come voi, fossero capaci di riassumere, in una sola persona , tanti profili di peccatori. Avete tradito noi vostri benefattori (vi avevamo raccolti esangui e per diversi motivi tutti e tre allo sbando) e quelli con cui avete ordito il nostro tradimento: un record che Dante punisce con la spietatezza che un tale tipo di essere merita. Avete tradito, noi primi benefattori, i secondi che a modo loro vi avevano accolto, per poi atterrare (dopo qualche altro giro di valzer particolarmente audace) dove ora vi sentite sicuri (pensate che piccoli trucchi formali di assetti aziendali o di costituzione di nuovi contenitori giuridici in cui nascondere refurtiva e disonore possano fermare un cacciatore provetto come il sottoscritto?) di poter provare a fottere l’ennesimo pollo da raggirare ammantandovi di questa vostra ipotetica genialità di inventori sregolati.

girone traditori

Girone dei traditori dei benefattori

Siete prioritariamente dei sola/doppiogiochisti/traditori e poi dei inventori geniali. Ora nell’ultimo domicilio conosciuto addirittura posizionando nei vostri nuovi uffici  il prototipo del robot “Lighea” di cui nulla è esclusivamente vostro avendo perfino datogli io il nome. Voi siete solo degli escrementi putrescenti, particolarmente male odoranti per l’esito fecale di quanto avete ingurgitato, traditori di quella Repubblica che, viceversa, tramite, noi, generosamente (abbiamo diviso ciò che avevamo) vi aveva accolti, protetti, strutturati, descritti e fatti diventare qualcosa di diverso da quelle amebe parassitarie che fino a quale momento eravate. Ladri e traditori.   

Per tornare a Dante e all’ultimo avviso che vi spetta qualora voleste pentirvi e consegnare il maltolto (intendendo oltre che il denaro la tecnologia trafugata), il Padre di tutti noi nel IX e ultimo Cerchio dell’Inferno punisce i fraudolenti contro chi si fida, ovvero i traditori. Il luogo punitivo è costituito dal Cocito, uno dei quattro fiumi infernali nella cui ghiaccia sono imprigionati i traditori, divisi in quattro zone concentriche. Dante descrive il IX Cerchio nei Canti XXXII, XXXIII e XXXIV, dopo che il gigante Anteo ha deposto i due poeti (Dante e Virgilio) al fondo del pozzo che delimita il confine tra questo Cerchio e il precedente. Al centro di Cocito, che corrisponde al centro della Terra, è confitto fino alla cintola Lucifero, intento a maciullare nelle sue tre bocche le anime di Bruto, Cassio e Giuda. Le sue sei ali sbattono e producono un vento gelido, il quale congela le acque del fiume infernale. Tutt’intorno al demone ci sono le quattro zone del IX Cerchio, che ospitano traditori di diverso tipo e il cui peccato va dal meno al più grave man mano che ci si avvicina a Lucifero.

dante lucifero

Nella Caina sono puniti i traditori dei parenti, sepolti nel ghiaccio fino al collo e con la testa all’ingiù (tra loro i conti di Mangona); nell’Antenòra ci sono i traditori della patria, che hanno la testa eretta (tra loro Bocca degli Abati e il conte Ugolino); nella Tolomea i traditori degli ospiti, con la testa rivolta all’indietro (tra loro frate Alberigo); infine nella Giudecca ci sono i traditori dei benefattori, completamente imprigionati nel ghiaccio come festuca in vetro (Dante qui non nomina alcun dannato, con l’eccezione dei tre peccatori tormentati da Lucifero i quali rientrano in questa categoria). I vostri comportamenti un vantaggio mi hanno portato (ma non sarà sufficiente per salvarvi) è che ho dovuto ripassare la divina commedia per legittimare ciò che mi preparo a farvi. Ricordandovi chi sono.

traditori parenti e patria

Girone dei traditori dei parenti e della Patria

I nomi delle quattro zone di Cocito rimandano rispettivamente a Caino, che secondo il racconto biblico uccise a tradimento il fratello Abele; ad Antenore, nobile principe troiano che secondo una leggenda medievale, in contrasto col testo omerico, aveva tradito la sua città; al re egiziano Tolomeno XIV, che nel 48 a.C. fece uccidere Pompeo venuto a rifugiarsi presso di lui dopo la disfatta di Farsàlo (ma alcuni pensano a Tolomeo governatore di Gerico, che secondo il racconto biblico uccise Simone Maccabeo e i suoi figli dopo averli invitati a banchetto); a Giuda, che secondo i Vangeli tradì Gesù Cristo.

Gustave_Doré-_Dante_et_Vergil_dans_le_neuvième_cercle_de_lenfer

L’atmosfera nel Cocito è, assolutamente, terrificante e spaventosa.

Dante divide il Cocito in quattro zone circolari e concentriche fra di loro. Senza essere Dante ora, che vi sto venendo a prendere, dovreste ricordare le cento volte in cui che vi ho parlato dei cerchi concentrici e dell’architettura del pensiero a cui ho inutilmente tentato di avvicinarvi.

Tutti i Traditori, appunto, subiscono delle torture incredibili, all’interno dell’enorme lago ghiacciato.

Dante, in modo sublime e definitivo, ci ricorda non esserci nulla di peggio, sulla faccia del Pianeta, di gente come voi. Per Dante, vero recondito Padre della Patria e per noi, che vi stiamo per venire a prendere, dopo avervi ormai trovato, nessuno deve essere lasciato libero di tradire la Patria. E voi, viceversa, l’avete tradita.

In realtà sapevamo da sempre dove ritenevate di nascondervi ma come abbiamo altre volte detto, non avevamo tempo a sufficienza per il nostro dovere (che viene prima del piacere e dei diritti). Ora è nostro diritto agire e soddisfare il nostro piacere di sputarvi in faccia che, come sentenze confermano, non è reato grave.

la-divina-commedia-inferno-25-728

la Bolgia dei ladri

Forti del nostro Natale frugale, orgogliosi delle difficoltà in cui ci avete lasciati, dopo aver raccolto le scuse di chi, non ascoltandoci, aveva pensato di comprarvi (ma è questo il problema dei problemi con i traditori in quanto che non si possono neanche comprare perché la loro natura perversa li spinge all’atto compulsivo quasi fossero dei serial killer impotenti capaci di eiaculare sono uccidendo l’altro da se) con l’augurio che ogni cosa frutto del tradimento e del furto vi possa ormai apparire precaria, vi confermiamo che stiamo lasciando il Castrum per venirvi a “castrare”. Ovviamente, metaforicamente, rendendovi chirurgicamente impossibile fare ulteriori danni al Paese e a chi si stesse fidando di voi.

Oreste Grani/Leo Rugens (quello) e la Redazione tutta.

P.S.

Per facilitare la vita ai navigatori  e “a chi di dovere” i rei di cui tratto nel post sono:

Fabro Daniele, Giuseppe Savio e ultimo ma non ultimo, Mariani Fabrizio.

P.S. al P.S.

Alcuni, quando mi conoscono dal vero, arrivano a chiedermi perché a volte dia la caccia a quello o a quell’altro con tanta spietatezza e determinazione. Sono pronto a rispondere  ma spero che, con attenta lettura del blog, si capisca perché quando punto due come Ezio Bigotti/Aurelio Voarino, non li mollo fino a che non ho avuto ragione.  O, anni addietro, uno come Carmelo Sparacino, detto Manuel e i suoi soci di fatto Fratelli Dell’Utri. Ci sono sempre interessi superiori della Nazione impliciti nella mia avversità ai criminali. Ora ho deciso che i tre oggetto di questo iconograficamente qualitativo post non abbiano pace fino a quando non si pentano restituendo il mal tolto a chi è stato proditoriamente danneggiato e al Paese che non deve correre alcun rischio a causa delle tecnologie realizzate grazie al  furto di fiducia e di sostegno loro offerto: Tecnologie, quelle o altre da esse derivate, che potrebbero essere rivendute ad ambienti nemici dello Stato o in quanto criminalità organizzata o annoverati tra i Paesi terzi ostili al nostro o ai nostri alleati. E parlo della ‘ndrangheta calabrese (sapendo ciò che dico) o all’IRAN sapendo, sempre, se non di più, ciò che dico.

Ri-firmo visto la gravità delle informazioni.

Oreste Grani

 

dante-vanni-fucci-canto-xxv

Annunci