L’anno che si va a consumare rimarrà quello dell’esordio del Corso di Formazione alla Polis

albero della vita

Alcuni (purtroppo la stragrande maggioranza) ignorano che ogni ramo della chioma dell’Albero conduce allo stesso Tronco. E sulla base di questa credenza si comportano tutto l’anno. Molti, ignorando come stiano le cose, rendono, con le loro scelte “individuali”, la vita difficile al resto della pianta. Siamo giunti (mancano poche decine di ore) alla coda del serpente (così per alcuni miliardi di umani viene anche rappresentato il Tempo) che vive nel Paesaggio Cosmico dove ancora tende, faticosamente (queste sono le notizie sempre più incalzanti) a regnare la Grande Madre Natura.

Tende, ho dovuto scrivere, perché molti potenti della Terra, invidiosi e “indisciplinati”, sentendosi qualcosa o qualcuno, tendono a contrastare l’opera della Grande Madre, soprattutto quando svolge il suo ruolo di filatrice. Ci sono quelli che, addirittura, con le loro chirurgie plastiche provano ad invertire il senso di marcia del Tempo. Altri, sentendosi “alieni”, ritengono che lo sviluppo/crescita dei due alberi che definiscono il rapporto tempo-spazio, L’Albero del mondo dei Vivi e quello dei Morti, non li riguardi e operano come se non facessero parte del divenire universale. Due alberi (o miliardi di miliardi?) quindi: uno con le radici in terra e la chioma in cielo e l’altro con le radici in cielo e la chioma in terra. Che ognuno scelga quale immagine lo convince di più. Ma queste sono ed l’unico “terreno” su cui sono tassativo: terzo non è dato.

HUT8

Potete cambiare i simboli da me scelti ma tutto ciò che vive (cioè tutto) è metafora del Tempo e dello Spazio, del Visibile e dell’Invisibile. Tra loro in stretto inscindibile rapporto. Per questo, tra l’altro, quando ho dato vita ad una fabbrica di idee (Hut8) l’ho immaginata capace di “progettare l’invisibile“. Ma non a tutti, per ora, è dato di cogliere il perché di alcune scelte semantiche e concettuali. Nel tempo/anno che si prepara a finire/iniziare Hut8, superando le legittime timidezze, tra l’altro suo agire, ha dato vita a un Corso di Formazione alla Polis, esperienza didattico-relazionale che sembrava chimera irrealizzabile. Così non è stato e questo aver saputo fare, mi/ci farà ricordare il 2018.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Comunque, al 2019, ci devo ancora arrivare. E anche voi.

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