Il ministro dell’Interno alle prese con il commando “rompiscatole”

rapina portavalori

Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ritiene sia opportuno augurarsi la fine dei “modelli operativi” alla “Comune di Riace”. Contento lui. Noi che siamo d’altri tempi e istintivamente riconosciamo (a differenza sua) lontano un chilometro un teppista da stadio, ci sentiremmo più sicuri se il Ministro di Polizia si proponesse, come sua job pagata, il contrasto a ben altri modelli operativi criminali. Ad esempio quelli di un commando capace di ideare e mettere in atto un vero e proprio assalto militare come quello portato a termine poche ore addietro in località Mellitto, lungo la Statale 96, poco lontano da Bari. Il portavalori stava andando a Matera per portare (ma siamo impazziti?) negli uffici postali contanti (avete letto bene) per pagare le pensioni. Aiuto!!!!!!!! E non aggiungo altro. Forse ancora non si sa che l’occasione fa il ladro. Forse bisognerebbe riorganizzare la gestione del denaro.  Anzi,  senza forse.

bari-assalto-portavalori

Forse lo sapete ma è bene ribadire che non è il primo di questi episodi gravissimi. C’è una vera e propria scuola di questo tipo di attività eversiva, proprio da quelle parti, che ha in tale Paolo Sorbo da Cerignola  un vero maestro ma che dovrebbe risiedere in carcere a scontare ben 17 anni rimediati nelle attività pregresse. Ma un maestro se è tale prevede allievi. Ma forse Sorbo non c’entra nulla. Forse lo sapete ma la legittima difesa (cosa poco santa ma sia pur in alcuni casi giusta) sull’uscio della propria casa è altro da questi episodi indizio di un deterioramento dell’ordine pubblico e della crescita delle minacce per le istituzioni repubblicane. Due milioni e passa di euro rapinati sono ora nelle mani di spietati ex militari (e chi vi dice che non sia così?) e per tanto, da uno che aspira a diventare un rassicurante ministro dell’Interno, mi aspetto qualche parola nel merito. Così come mi aspetto un bel comunicato e un piano efficace, coordinato proprio con il collega Salvini, dal responsabile governativo dello Sport, Giancarlo Giorgetti sulla questione della violenza negli stadi.  Problemi cazzuti che da decenni dettano l’agenda a chi, senza idee o visione strategica, pensa di improvvisarsi castigamatti dei violenti e dei criminali, dopo che per decenni in pochi hanno fatto la loro parte per fermare la degenerazione di questi fenomeni criminali. A proposito: la Lega dove era? Altro che qualche scritta colorata e qualche laboratorio di tessitura per rendere allegra la ormai nuovamente lugubre Riace, cittadina chiusa per legge, nel pieno della Locride, territorio ormai senza futuro. Per contrastare una Mediateca, luogo fisico e mentale che poteva testimoniare, mostrando filmati, come stanno realmente le cose, al massimo ci vogliono muscoli. Per il resto ci vuole anche intelligenza e visone dello Stato. Forse, diciamolo, anche senso dello stesso.

Chiusa la Mediateca di Riace, i filmati da guardare ce ne sono comunque in abbondanza e sono quelli girati fuori dagli stadi dove ci si affronta e ci si uccide senza un vero perché. Oltre a quei frammenti drammatici (che altro dovete vedere?), questa sera, nei telegiornali, passeranno le scene riprese dopo l’assalto al portavalori della IVRI, attacco riuscito dopo che un commando ha  militarmente bloccato la strada, davanti e dietro all’obiettivo, dato fuoco a dei TIR, loro sì, da qual momento, divenuti muri invalicabili. Aperto infine, come una scatoletta di tonno, il furgone porta valori. Vogliamo parlare di cose serie invece di imbrodarsi di fesserie come le armi a tutti dentro casa?

Oreste Grani/Leo Rugens

Annunci