La resa dello Stato è lasciare libera la teppaglia di fare ciò che vuole, fuori e dentro gli stadi

razzismo-sportivo

Striscione razzista dei tifosi della Lazio

Quando ho cominciato le mie “rincorse” (le chiamo così memore della relazione tra la rincorsa e l’esito di un buon e valido “salto in lungo”) sul tema CONSIP , in pochi, nel M5S, sapevano cosa si celasse sotto la sigla. Alcuni che capivano dove potessi andare a parare, pur conoscendomi, mi hanno dato del pazzo e del velleitario. Alcun i mi dissero che per la prima volta me la rischiavo. Non vi dico quando hanno capito che in realtà, richiamando l’attenzione su Aurelio Voarino ed Ezio Bigotti, legandoli al caso Shalabayeva, oltre a quelle oggettive responsabilità, tendevo a mettere sotto la lente e far fare luce su ben altro. Così è stato e il groviglio bituminoso scoperto ad un certo punto esistere tra Ezio Bigotti, Pietro Amara, Aurelio Voarino, decine di magistrati e altri sleali servitori dello Stato (Francesco Loreto Sarcina ad esempio eclatante), ne è la prova. Potrei citare altri casi, vicini e lontani nel tempo, ma non lo faccio esclusivamente per non distrarre voi cittadini-lettori e chi ha il dovere di leggermi nei “mattinali”. Il metodo viene spiegato in altri post ed è, banalmente, quello dei cerchi concentrici, metodo che raramente, se applicato con onestà di intenti, non da il risultato che si prefigge. Ciò premesso, vi consiglio di avvicinarvi con speranza e senso civico a quanto da anni mi permetto di lasciare detto in questo marginale e ininfluente blog intorno alla calciocrazia e ai suoi legami con la partitocrazia. Legami che spesso (se non sempre) evidenziano quanto queste due realtà complesse hanno, già singolarmente prese, con la grande criminalità organizzata. Legami documentati in decine di fascicoli giudiziari. Figurarsi cosa ulteriormente si evince quando si ha la pazienza (e la volontà investigativa) di applicare il metodo M.O.C.C.I. alle relazioni che si dovessero evidenziare.

Direi che l’ultimo episodio accaduto nelle zone limitrofe allo stadio di S.Siro (con ancora una volta morti e feriti e macro dispendio di denaro pubblico) va affrontato con questo metodo scientifico.

giornale-lotito

Anzi, a leggere le dichiarazioni buoniste del “feroce” (solo per altro tema e con i deboli di turno) Ministro dell’Interno, sento il dovere etico, morale, politico di preparare, con il massimo rigore, la “rincorsa” di questo impegnativo “salto in lungo”. Qui si tratta di stabilire almeno il record italiano, visto i poteri con cui ci andremo a scontrare. Perché oggi, mettere in discussione quanto si è consolidato intorno alle tifoserie, agli impianti, al business delle coreografie e del merchandising, alle trasferte (parlo addirittura di una forma di turismo), alla compravendita dei calciatori e della borsa degli allenatori, per non parlare dei voti elettorali che si muovono nei bacini di consenso di questa teppaglia, è impresa per un manipolo di eroi. Tra l’atro si tratta di affrontare cosa viene generato dall’illecita frequentazione nella Tribune d’onore (minchia!!) che diventa una sola cosa con i vizi (parlo degli stupefacenti e del gioco/scommesse), le donne (o gli uomini) usate come orpelli sessuali, gli affari di cui si discute con maggiore intimità in quanto compagni di “fede” calcistica.

Mettere mano a questi poteri è impresa ciclopica ed io non sono certo un ciclope. A malapena uno sei sette nani. Comunque, come si dice, “se non ora, quando?”.

Comincerò, come fatto nel caso CONSIP, da un aspetto  apparentemente minore ma con caratteristiche frattaliche. Nel ragionamento intorno alla calciocrazia mi vado a scegliere chi pulisce i cessi degli stadi.  I cessi come parte per il tutto. Esattamente come fu, anche semanticamente, con il caso Bigotti-Voarino-Amara. Li definii “pulitori di cessi” (dove si defeca) ma in realtà, lungi da voler offendere chi si guadagna onestamente da vivere svolgendo l’attività descritta, li volevo etichettare come “cessi umani”. In  quel caso si trattava di servizi igienici nei ministeri e nelle sedi istituzionali più problematiche (e quindi motivi di sicurezza nazionale) e in questo caso dove scaricano quei gentiluomini dei tifosi a loro volta milizie armate che potrebbero quanto prima assumere il ruolo e funzione di protagonisti in vicende di sicurezza nazionale. Come vedete, tutto torna. Sempre a cuore la salute della Repubblica abbiamo.

Ultime sottolineature per gli addetti ai lavori e per i liberi naviganti.

conferenza violenza stadi

La scelta della foto che ritrae Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti non ha nulla di casuale.

Così come il ritaglio stampa dedicato al lontano/vicino episodio di cronaca nera (nera nel plurimo significato del termine) che vide Claudio Lotito protagonista.

Così come i riferimenti che ho sfacciatamente inseriti nel WEB nei giorni scorsi a proposito di chi guida l’azienda che pulisce S. Siro (Gianluca Barabino) o che affitta vetture a vip del football.

Con  questi riferimenti certi (non allusioni generiche) chiudo il “post-prefazione”  (mi piace il gioco di parole) che inaugura un saga che avrà termine solo quando, chi di dovere (e non quindi la pulce con la tosse che posso essere io) troverà coraggio etico, morale, politico di irrompere sul campo.

Campo che va sgombrato almeno con lo stessa determinazione messa nel respingere quei teppisti dei nord africani/mediorientali che, tifosi della propria esistenza, pretendono di venire, “anche a nuoto”, da queste parti. Ho atteso la conferenza stampa del “Gatto e della Volpe leghisti” per capire se la lista dei morti ammazzati, dentro e fuori gli stadi, aveva una sia pur vaga speranza di essere interrotta. Visto come si sono fatti “due pesi e due misure” (così mi sono concesso anch’io uno stereotipo!) che mettono al sicuro, per gli anni futuri la teppaglia, ho deciso di “cominciare la ricorsa” tenendo conto che per età (siamo dello stesso millesimo) e frequentazione degli stadi (di atletica leggera) io ho visto all’opera Sandro Donati, nome cognome che spero dica ancora qualcosa a qualcuno. Comunque, per non sbagliarmi e per alleggerire (o appesantire?) l’atmosfera di questo post vi giro una biografia di Donati. Uno dei miei miti se devo pensare allo sport e al tifo per qualcuno. E non quelle attività eversive che il signor ministro dell’interno Matteo Salvini  ha ritenuto di non non non dover stroncare come avrebbero meritato. Forti con i deboli, conigli con i violenti. Sperando sempre che non sia reato (grave) dare del coniglio al signor Ministro di Polizia.

Oreste Grani/Leo Rugens

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