Ma il ministro di “quasi tutto” Matteo Salvini cosa è andato a fare in Polonia?

maria_latella1

Questa mattina (ore 7:30 per la Storia!), a Radio 24, grazie all’abile ed esperta giornalista Maria Latella (quella che, tra l’altro, ha sdoganato Valentina Nappi), abbiamo appresso che il signor ministro dell’Interno (sarebbe quello che io chiamo il Ministro di Polizia non a caso ieri, in visita ufficiale, come spesso fa, indossava un indumento prodotto dalla Polizia di Stato) si è recato in Polonia, secondo sua candida dichiarazione, per “difendere gli interessi delle aziende italiane” che operano in quel grande, geopoliticamente determinante Paese. Così, grazie alle abili domande (finalmente una che sa farle) della giornalista, è emerso che abbiamo un personaggio politico di grande statura internazionale, in realtà un ibrido che, mentre tiene un po’ d’occhio le drine calabresi che fanno il bello e il cattivo tempo (anche nel territorio ove Matteo Salvini è stato eletto), sconfina (a lui che piacciono tanto le questioni di confine) e si butta ad interessarsi di accordi legati al mondo della produzione all’estero. Mondo per specialisti a meno che uno non si improvvisi mediatore d’affari o come solitamente vengono definiti questi personaggi, “faccendiere”. Il Ministro un po’ degli Esteri (ma dove e quando ha appreso la delicatissima materia diplomatica?), un po’ della Difesa (e in tale campo dove, come è quando si è formato?), un po’ dell’Economia (qui sorvolo perché una mia idea di come il signor ministro, cresciuto nella Lega, si sia formato in “economia”, ce l’ho) e, ben pagato, dell’Interno, pare che non abbia ricavato un ragno (speriamo che oltre ad essere fobico nei confronti dei neri africani non soffra anche di una qualche aracnofobia) dal buco.

una-strada-di-varsavia-durante-la-seconda-guerra-mondiale-b9pya6.jpg

Paese cazzuto la Polonia, come ho accennato, dove si gioca la partita del tracollo o meno anche dell’economia tedesca. Difficile certamente da quelle parti (ma nessuno glielo aveva detto in fase di preparazione del viaggio?) se si è notoriamente vassallo di Vladimir Putin o se si è stati a “libro paga” (questo era la Lega grazie alla “garanzie bancarie” di Forza Italia) di Silvio Berlusconi, per oltre venti anni, andare a genio a gente come quella che sta rilanciando culturalmente, militarmente, economicamente un Paese di quella nodalità geopolitica.

pattinaggio_sul_ghiaccio_varsavia-min

Quando il 1° maggio 2004 la Polonia entro nell’Unione Europea in pochi, anche in Germania, capirono cosa sarebbe successo, in senso positivo, se si fosse avviato un processo sinergico con Varsavia. In molti miopi a Berlino pensarono che sarebbe finita con un’invasione di forza lavoro disperata a basso costo e destabilizzante. Molti tedeschi (per motivi che non ho statura sufficiente per spiegare) vengono da un retaggio culturale di sottovalutazione dei polacchi e e di sopravvalutazione di se stessi. Ho scelto questo giro di parole per non parlare di razzismo. Nel 2004 si pensò anche a criminalità a go-go. Invece è successo altro e il dato scientifico (e quindi difficile da interiorizzare per il nostro emotivo e superficiale Salvini) proprio del controllo delle frontiere e della tenuta a bada della criminalità, dice che cosa è in corso da quelle parti. In pochi anni la Polonia è diventata determinante (certamente più dell’Ungheria in quei momenti viceversa, rassicurante agli occhi di alcuni) e puntello strategico possibile per un Europa che prima di dissolversi e farsi pappare da Putin e dai suoi amici (qualcuno anche tra i leghisti) proverà a ragionare sul proprio destino. E in Polonia ci sono donne e uomini di cultura sufficiente per poter ragionare di cose serie e non di banalizzazioni xenofobe da bar dello Sport. Il ministero di “quasi tutto”  torna da Varsavia a mani vuote. A meno che non fosse andato per altro e noi per tanto (ci mancherebbe pure che non fosse così), ci dobbiamo accontentare di non sapere cosa sia andato a fare. Questo eventuale altro, solitamente, si scopre anni dopo.

Oreste Grani/Leo Rugens

Annunci