La centralità persistente della “Grande Criminalità”

Nel Rapporto di Primavera del 1990, Alfredo Vinciguerra arrivava a descrivere così la nostra Italia.

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Inoltre, tengo a ricordare di quel prezioso rapporto alcuni elementi caratterizzanti. Il primo è un fatto quasi inspiegabile per il Paese come oggi lo conosciamo: di 48 saggi  che componevano il volume, nessuno, avete letto bene, fu dedicato al calcio, nonostante pochi mesi dopo l’uscita della periodica pubblicazione si dovessero giocare i Mondiali di questo sport e proprio in Italia. Il secondo è che un testo che avevo promesso una volta di pubblicare, per uno dei tanti motivi misteriosi che guidano l’agire umano, evidentemente non l’ho postato dal momento che non era rintracciabile, fino ad oggi, nell’archivio del blog. Invece, sono ancora convinto della centralità, quasi trenta anni dopo, della materia, “La Grande Criminalità“, trattata da Paolo Graldi.

Vi prego, addetti ai lavori o meno che siate, nello scorrere il testo, di non tralasciare nessun punto in quel momento, evidenziato dall’autore, giornalista di grande valore ed esperienza, allora come oggi. Questo esercizio di “sottolineature” tornerà utile .

Oreste Grani/Leo Rugens

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