Lo scontro Iran-Israele e l’assenza catastrofica dell’Europa

evgenij m. primakov

Il già primo ministro russo, Evgenij M. Primakov, personaggio formatosi alla scuola del KGB (quando l’URSS era l’URSS), figura la cui biografia va letta sia come diplomatico che come uomo di intelligence, sul finire del 2007, rilasciò una scarna intervista a Limes, la rivista italiana di geopolitica, che la traduttrice del pezzo Flavia Sigona, per sintetizzare le già stringate due pagine, intitolò con una frase preveggente (così a me in queste ore appare in presenza di quanto sta accadendo tra Israele e Iran): “Nella guerra perderebbero tutti“. In realtà spesso questo è quello che pensano, delle guerre guerreggiate, gli uomini di intelligence quando sono intelligentemente prestati alla diplomazia e al governo di  realtà geopolitiche  in trasformazione permanente quali sempre di più gli stati protagonisti della tragedia umana. Potete leggere prima la biografia o viceversa, ma provate a tenere insieme le variegate informazioni che contengono i due “suggerimenti” che Leo Rugens mette insieme per voi, all’alba della fase che si è aperta in queste ore sul fronte dello scontro, poco freddo e molto caldo, tra Israele, Iran e, di fatto, ancora una volta, gli USA. Assente certa l’inesistente Europa. I rischi di allargamento di conflitti (già di per se drammatici) continuano ad essere sempre più alti e articolati per questa costante che richiamo dell’assenza di una “sponda” europea-mediterranea, a cui se non si da una risposta in tempi sufficienti sarebbe come se si pretendesse di giocare a biliardo senza un lato del tavolo.

cittadini israeliani

cittadini iraniani

Nella guerra perderebbero tutti eppure, ancora una volta, la guerra si avvicina come unica soluzione. E questo avviene senza avere memoria di come si è messa la vita in Iraq (un vero disastro) dopo la salvifica guerra.

Oreste Grani/Leo Rugens

Evgenij Maksimovič Primakov (in russo: Евгений Максимович Примаков?; Kiev, 29 ottobre 1929Mosca, 26 giugno 2015) è stato un politico russo, già Primo ministro e Ministro degli Esteri della Federazione Russa.

Primakov nacque a Kiev, nella RSS di Ucraina, e crebbe a Tbilisi, nella RSS di Georgia. Non conobbe mai il padre, di nome Nemčenko (poi fucilato nel 1937), e crebbe con la madre, Anna Jakovlevna Primakova, medico. Dopo la settima classe, decise di iscriversi all’Istituto Preparatorio Navale di Baku, ma dopo due anni venne estromesso per motivi di salute. Dopo le scuole superiori, studiò all’Università Statale di Mosca, presso l’Istituto di orientalistica, laureandosi in Studi Orientali nel 1953. Presso la stessa università conseguì un dottorato di ricerca alla facoltà di economia, nel 1956. Mentre frequentava l’università, sposò Laura Čaradze, studentessa di Tbilisi, da cui ebbe il primo figlio nel 1954.

Nel 1956 cominciò a lavorare per la radio di Stato, Gosteleradio o Radio Mosca, presso la redazione araba guidata da Sergej Nikolaevič Kaverin. Alla scomparsa di quest’ultimo, dopo un breve periodo, Primakov ne assunse la direzione. Nella veste di inviato seguì alcuni viaggi all’estero dei vertici politici dell’Unione Sovietica.

Dal 1956 al 1970 lavorò come giornalista per Radio Mosca e come corrispondente per il Medio Oriente della Pravda. In questo periodo, venne inviato spesso in missioni di intelligencein Medio Oriente e negli Stati Uniti, come collaboratore del KGB, sotto il nome in codice di MAKSIM.

Come Ricercatore Superiore dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali, Primakov fece il suo ingresso nel mondo scientifico nel 1962. Dal 30 dicembre 1970 al 1977, fu Vicedirettore dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica. Dal 1977 al 1985 fu Direttore dell’Istituto di Studi Orientali dell’Accademia delle Scienze. In questo periodo fu anche Primo Vicepresidente del Comitato di Pace Sovietico, un’organizzazione del KGB per la propaganda all’estero. Nel 1985 tornò in veste di direttore all’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali, carica che ricoprì fino al 1989.

Primakov fu coinvolto nella politica nel 1989, come Presidente del Soviet dell’Unione, una delle due camere del parlamento sovietico. Dal 1990 al 1991 fu membro del Consiglio Presidenziale del leader sovietico Michail Gorbačëv. Fu anche inviato speciale di Gorbačëv in Iraq, nel periodo che portò alla Guerra del Golfo, ed in tale veste ebbe colloqui con il Presidente Saddam Hussein. Dopo il fallito tentativo di colpo di stato dell’agosto 1991, Primakov venne nominato Primo Vicepresidente del KGB. A seguito della formazione della Federazione Russa, venne nominato Direttore del Servizio Segreto Estero (SVR), carica che ricoprì dal 1991 al 1996.

Primakov fu Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa dal gennaio 1996 al settembre 1998. Come Ministro degli Esteri, ottenne riconoscimento sia in patria che all’estero come un tenace, ma pragmatico sostenitore degli interessi della Russia, ed oppositore dell’espansione della NATO nel blocco orientale. Nonostante questo, il 27 maggio 1997, dopo cinque mesi di negoziati con il Segretario Generale della NATO Javier Solana, la Russia firmò l'”Atto Fondativo delle Relazioni Reciproche, Cooperazione e Sicurezza tra NATO e Federazione Russa”, che viene visto come il segnale della fine delle ostilità legate alla Guerra Fredda.

È stato anche sostenitore del multilateralismo, come alternativa all’egemonia globale degli Stati Uniti, seguita al collasso dell’Unione Sovietica ed alla fine della Guerra Fredda. Primakov si adoperò per una politica estera russa basata sulla mediazione a basso costo, ed una contemporanea espansione dell’influenza verso il Medio Oriente e le ex Repubbliche sovietiche. Questa politica è divenuta nota come “Dottrina Primakov”. Ha anche promosso il cosiddetto “triangolo strategico”, costituito da Russia, Cina ed India, come contrappeso agli Stati Uniti. Questa mossa è stata interpretata da alcuni osservatori come un accordo a combattere insieme le “rivoluzioni colorate” in Asia Centrale. Samuel Huntington definisce questa coalizione “antiegemonica”, in un saggio intitolato La superpotenza solitaria.

Dopo che il tentativo di Boris El’cin di reinsediare Viktor Černomyrdin come Primo Ministro russo venne bloccato dalla Duma, nel settembre del 1998, il Presidente si rivolse a Primakov, come figura di compromesso, che giudicò giustamente sarebbe stata accettata dalla maggioranza del parlamento. Come Primo Ministro, a Primakov si riconosce di aver spinto l’attuazione di alcune riforme molto difficili per la Russia, la maggior parte delle quali ebbero poi successo, come la riforma fiscale. Anche se la sua contrarietà all’unilateralismo americano fu molto popolare tra i russi, condusse anche ad una grave frattura con l’Occidente, durante la campagna della NATO in Kosovo, che portò ad un isolamento della Russia nei successivi sviluppi della ex Jugoslavia. Il 24 marzo 1999, Primakov si stava dirigendo a Washington per una visita ufficiale. Mentre era in volo sull’Oceano Atlantico, venne raggiunto dalla notizia che la NATO aveva cominciato il bombardamento della Jugoslavia. Primakov decise di cancellare la visita, ordinando di fare ritorno direttamente a Mosca.

Primakov venne revocato da El’cin il 12 maggio 1999. Gli analisti ascrissero la sua rimozione alla reazione dovuta al timore di perdere potere nei confronti di un personaggio di maggior successo e popolarità. Inoltre, Primakov rifiutò di estromettere i ministri comunisti, quando il Partito Comunista stava portando avanti il procedimento per l’impeachment contro il Presidente, che fallì. El’cin si dimise alla fine dell’anno. Gli successe il Primo Ministro dell’epoca, Vladimir Putin.

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