Mi arriva dal Venezuela questa lettera/appello che sento il dovere pubblicare

isla Margarita

Sono stato anti-chavista quando in troppi, anche in Italia, con grande superficialità, consideravano affidabile il cocainomane Chavez. Figurarsi cosa possa pensare del suo erede il gigante/nano Nicolas Maduro. Non conosco nulla del giovane Joan Guaidò ma non ho dubbi, sapendo da chi mi viene indirizzata la lettera/appello (italo-venezuelani che conosco da decenni) che sia mio dovere pubblicare il coraggioso e appassionato messaggio. Ritengo opportuno rimuovere la firma solo perché non voglio aggiungere pericoli a quanti i nostri compatrioti potrebbero correrne se scorrerà il sangue a Caracas. Da quelle parti, nei prossimi mesi, se non cade Maduro, si potrebbe morire anche per una firma. Per il resto, comprese le critiche comprensibili ai politici italiani, ci metto io firma e faccia.

Oreste Grani

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La Comunitá Italiana in Margarita, Venezuela;

Dichiara: siamo italiani, venezuelani, ed anche italoVenezuelani. Siamo tutto ció insieme, ed anche separatamente.
É impossibile rivolgersi a un italiano che non è mai stato in Venezuela e pretendere che capisca una richiesta senza prima spiegare che cosa significhi essere un “immigrato italiano in Venezuela”.
Chi abita in Italia é incapace di INDOVINARE l’incredibile esperienza che può essere essesere emigrante in questa nazione, dobbiamo quindi far capire che per noi questa Patria, è ancha la nostra PATRIA, in quanto ci sia concesso.
Vogliamo parlare di quento sia importante e antica la relazione tra l’Italia e il Venezuela?
Parliamo allora di Juan Germán Roscio, figlio di un contadino immigrante italiano, avvocato, giornalista, scrittore e politico venezuelano, primo ministro degli esteri e coredattore della Atto di Proclamazione d’Independenza (19 aprile del 1810), anche coredattore della proclama d’indipendenza (5 de luglio del 1811), dello Statuto Elettorale per l’elezione del Primo Congresso e anche redattore della Prima Constituzione del Venezuela.
Aldilá dgli studi accademici, l’italiano é stato ben accolto e ha potuto sviluppare in LIBERTÁ il proprio potenziale. Tanti hanno ottenuto ricchezze e contribuito alla crescita italiana del dopoguerra. Altri non hanno mai fatto fortuna, ma tutti si sono arricchiti nell’esperienze di vita che il Venezuela ha dato.
Sicuramente tutti, siamo stati presi in giro durante la nostra infanzia da qualche amico venezuelano, a tutti ci hanno chiamato “musiù”, ma la verità è che se un venezuelano non ti prende in giro, e segno che non ti vuol bene, e quindi… ti ignora.
¡Questo é il Venezuela! Una CASA dove ci sentiamo amati, rispettati ed ammirati Certo, l’immigrato ha portato, facendone diventar poi valori locali:
• L’amore per il lavoro,
• Responsabilità nell’impegno,
• Il valore della parola data,
• L’importanza delle rifiniture in un lavoro ben fatto,
• Dar credito a chi lo merita
• Valorare il merito sul lavoro come principio di crescita
• Imparare ed insegnare l’artigianato
Come potrebbe non amarci e rispettarci chi ha ricevuto quanto di meglio abbiamo? Il venezuelano è un apprendista eccezionale, ma anche un insegnante paziente.
• In Italia si parla di mescolanza e accettazione culturale, di pari opportunità. In Venezuela sono nella genetica venezuelana. Se sei “decente”, sei parte della famiglia da ovonque tu venga
• In Italia si insiste sul rispetto per gli anziani, ma in pratica sono di solito trattati come aiutanti, capofamiglia, babysitter o ingombri.
In Venezuela la parola “Vecchio” rappresenta amore. Sono i protagonisti di ogni famiglia e il centro assoluto della casa. Ogni bambino in Venezuela sa che il nonno è il suo miglior alleato, ma sa pure che deve essere obbedito e curato. Qui per offrire riparo a tuo padre anziano invece di un problema da risolvere, è una sorta di privilegio.
• In Italia, il cittadino più nazionalista fa quattro chiacchiere al riguardo in un bar. La sua bandiera è in un cassetto e del suo inno nazionale, conosce il coro e la prima strofa.

Provate a CHIEDERE A VENEZUELANO dove porta quei simboli. Li troverai CON LUI tutti i giorni, sul suo cappello, la sua finestra, i suoi vestiti, l’astuccio del telefono, i suoi orecchini, le sue valigie e riempendo TUTTO il SUO cuore e l’ anima. Se ne avete il dubbio, fermatene uno qualsiasi per strada e chiedetegli di cantare il suo inno nazionale, oppure “el alma llanera”, e chiedigli di mostrare i colori della sua bandiera. Sarete sorpresi di vedere le sue lacrime ed emozioni. Il Venezuela é con lui, ovunque vada.
• Chiedere la benedizione ai genitori ad ogni uscita di casa. Dove trovare un gesto più religioso e un segno di riverenza più grande? questo é il modo di chiedere a Dio di accompagnare i nostri figli.
• La “famiglia allargata” …
SI !!! Italiano in Italia, in Venezuela la famiglia non è solo chi porta il tuo sangue. Quando qui si parla di amici che diventano “Fratelli di vita”, i tuoi figli diventano nipoti dell’amico, e i bambini lo “fanno zio” per sempre.
• Il venezuelano si arrangia con quel che c’è, senza lamentarsi, senza aspettar nulla e nessuno, senza fermarsi e senza paura di sbagliare. Ci hanno insegnato che se non c’è l’apriscatole, usi un coltello, se non c’è un martello, usi una pietra, ma non ti fermi MAI
• L’amicizia nascosta dalla beffa, Senza rancori. Senza rottura definitiva per stupidaggini, senza “posizioni inamovibili” per orgoglio.
• Abbiamo trovato coppie che ci hanno insegnato a vivere con intensità. Dove “le regole” sono mescolate ma concertate, dove abbiamo imparato a mangiare i loro piatti, mentre imparavamo a cucinare i nostri. Dove la loro spinta e la nostra precisione, funzionano. Come possiamo lasciar perdere tutto ció?
Come spiegare ad un italiano in Italia che qui non siamo stranieri?
L’italiano in Venezuela un bel giorno si é reso conto che erano amati da questa nazione folle e hanno amato follemente questa nazione. Abbiamo dato tutto al Venezuela, ma anche che il Venezuela ci ha dato TUTTO.
SI TRATTA DI UNA VERGOGNA ASSOLUTA che nel bel mezzo di una crisi umanitaria, la violenza politica unilaterale, rapine ed omicidi, persecuzioni e attacchi contro la decenza, il governo italiano pretenda di essere NEUTRALE in riguardo alla tragedia Venezuelana.
È inspiegabile tanta finta ignoranza, quando é ovvio che dietro quelle dichiarazioni si nascondono interessi incofessabili.
VENEZUELA non è mica il nostro indirizzo legale. Per noi è la PATRIA D’ACCOGLIENZA a la difenderemo. Non saranno pochi indegni politici italiani che ci piegheranno.
ESIGIAMO IMMEDIATAMENTE in nome proprio ed il nome del Venezuela, il riconoscimento immediato a Juan Guaidó come Presidente (ad Interim) del Venezuela, così come é stato fatto del resto delle Potenze europee.
ESIGIAMO anche che Nicolás Maduro Moros sia trattato come un usurpatore della presidenza, inoltre CHIEDIAMO che contro i suoi collaboratori e complici, inizi un processo di blocco di capitali, valori e proprietá, siano espulsi dal territorio italiano e i loro privilegi vengono immediatamente revocati.
Per quelli di voi, cari compatrioti in Italia, che abbiate accesso a questa lettera, chiediamo di diffonderla, vorremmo magari qualche giorno non lontano, ricevere la vostra visita una volta riconquistata la LIBERTÁ.
Forse farvi conoscere le “nostre” bellezze, in una nazione ove, ben oltre le sue bellezze naturali, rum e cacao, batte un cuore enorme che renderà questa nazione, il paese di TUTTI.”

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