Gioele Magaldi è una persona per bene. Competente e fonte attendibile

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Sarebbe per tanto utile, mi spingo a dire necessario, aprire un tavolo di ampio ragionamento su quanto sostiene dentro e da dentro il suo “Movimento Roosevelt“.

Da sottolineare che quando si dice Roosevelt si intende Eleonor.

Torno alle affermazioni di poche ore addietro di Magaldi, per dare il mio contributo ad una loro maggiore circolazione. Nessuno, anch’io la penso così, deve essere marchiato / etichettato /classificato / allontanato / incatenato / ucciso in quanto professa un idea piuttosto che un’altra. In modo particolare se stiamo parlando di pensiero e di processi formativi. Tale dovrebbe essere infatti la Massoneria che, in quanto luogo mentale e di prassi, mai dovrebbe subire persecuzione. A tal proposito, in molte Logge d’Italia (a prescindere dall’obbedienza) vengono ricordati, perfino con delle targhe/lapidi, 19 nostri compatrioti fucilati alle Fosse Ardeatine in quanto massoni.

Teodato ALBANESE

Carlo AVOLIO

Umberto BUCCI

Silvio CAMPANILE

Silvano CANALIS

Giuseppe CELANI

Renato FABBRI

Fiorino FIORINI

Manlio GELSOMINI

Umberto GRANI

Mario MAGRI

Placido MARTINI

Attilio PALIANI

Giovanni RAMPULLA

Umberto SCATTONI

Mario TAPPARELLI

Angelo VIVANTI

Giulio VOLPI

Carlo ZACCAGNINI

Non c’è bisogno di andare dietro nel tempo fino ad un Giordano Bruno per trovare eccellenza e sangue versato.

Magaldi, come mi sono spinto a dire nel titolo, comunque, è troppo esperto quale fratello massone per non sapere che, da molti anni (si può dire troppi?), dietro al paravento del pensiero latomistico, labirinticamente complesso come pochi, si nascondono (o provano a farlo), anche persone che non sono certo per bene, competenti e, pertanto, fonti attendibili. Anzi. Sono criminali loro stessi, complici di criminali punibili certamente quali trafficanti di sostanze stupefacenti, collusi con lenoni, sostenitori e protettori di corruttori e corrotti. A volti protettori di assassini. Comunque consorterie di spietati avidi votati esclusivamente ai beni terreni. A cominciare da Stefano Bisi che Magaldi, inopportunamente a mio modesto e ininfluente giudizio, alla fine assolve. Come ho modo di leggere in varie sedi telematiche. Ma io chi posso mai essere per entrare nel merito di tali scelte indulgenti?

Magaldi sa molto e lo sa, ritengo, con purezza d’intenti e quindi non da portatore di quella cultura del dossieraggio ricattatorio che è stato alla base dei fenomeni degenerativi a cui accennavo nella mia marginalità. Certamente (altrimenti non avrebbe cominciato la meritoria impresa ciclopica di Massoni-Società a responsabilità illimitata se non gli piacesse pensare a Logge “aperte” dove si educa a rifiutare la cultura del “segreto” che poco si dovrebbe addire a chi crede nella ricerca spirituale e con chi si sente lontano (e avversario) di quella Massoneria affaristica di cui si lascia che molti ne parlino ma che in pochi veramente ne sanno. Fenomeni degenerati che a lui sono notissimi tanto che, è certo, li ha combattuti sino a sentire l’onesto desiderio di dare sostanza ad una “sua” associazione benemerita (uso il termine “sua” senza nessuna volontà offensiva come spero il Gran Maestro mi colga, qualora mi leggesse, in questo momento delicatissimo per le fragili istituzioni repubblicane e, diciamolo, anche per quel MoVimento che tanto lo aveva attratto) quale mi risulta essere quella intelligentemente intitolata a quel “gigante del pensiero complesso e umanistico” che è stata Eleonor Roosevelt. Luogo dove ritengo Magaldi lavori sul concetto di iniziazione e non di impicci e di imbrogli confondendo i piani delle competenze. Quello che è dei ladri e dei ladri e quello che è dello spirito dovrebbe essere dello spirito. Vado oltre, non meritandosi Bisi (fino a quando non passerà il limite come pare sia intenzionato a fare) altro tempo (poco) del mio residuo permanere in terra.

A prescindere dall’errore Raggi che nessuno sano di mente può mettere in discussione e con qualche dubbio sulle Olimpiadi che per Magaldi andavano indette, il Gran Maestro fa bene a rivendicare l’appartenenza (se ne ha le prove) di Casaleggio alla massoneria. Non ci vedo nulla di scandaloso se uno si è reso edotto delle idee universalistiche del cofondatore del M5S.

Tornando alle Olimpiadi e al loro valore di stimolo strategico, ci voleva, per avere il coraggio di indirle, ben altra cornice cultural-urbanistica, condizione che la Raggi non avrebbe mai potuto determinare e garantire, non essendo né un Ernesto Nathan in gonnella (non c’è trippa per i gatti) né un Luigi Petroselli, a suo tempo caduto infartato sul campo della sana amministrazione di questo millenario agglomerato papalino, città perversa nelle sue eterne contraddizioni, pronta alla più bieca restaurazione, come ora si vedrà. Forse anche tragicamente.

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Bizzarro post ma necessario soprattutto avvicinandosi l’oscena ipotesi di un momento giudiziario in cui lo scribacchino del Giornale di Siena, immemore di chi lo aveva, anche economicamente, soccorso e alludo, apertamente e senza tema di smentita alcuna al suo fraterno amico Davide Rossi, grande elemosiniere per conto del MPS, anche se non soprattutto a vantaggio dello stesso Bisi in quanto dipendente del giornale locale.  Giornale che riceveva budget inutili come pochi. Veramente vogliamo credere che ci fosse necessità di fare pubblicità su quella testata per la buona immagine della Banca o perché qualche senese aprisse il conto? La verità per venire ad oggi, attento e sensibile Magaldi, Bisi, dopo essersi fatto re con la complicità di luoghi neri calabresi che vanno considerati esclusivamente “covi neri” perché nulla altro sono, pensa di farsi anche paladino della doverosa (per altri versi e con altri degni difensori) difesa dell’onorabilità della Massoneria. Difesa che certamente non può essere affidata a chi, per soldi e per piccola ambizione, ha venduto, per anni, in Siena (e non solo) l’Amica Verità e la Libertà di sapere. E lo ha fatto tramite la menzogna organizzata sistematicamente su un giornalino da parrocchietta. Forse, se non certamente, in accordo con la Curia senese.

Oreste Grani/Leo Rugens pronto


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