Il ponte maledetto – Capitolo 2

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Gentile lettore,
mi scuso per la lunghezza e la varietà del materiale raccolto nel post che ha lo scopo di ribadire, se ve ne fosse bisogno, che materia tanto delicata quale sia quella relativa alle infrastrutture, si intreccia inestricabilmente con la politica nazionale e internazionale.
Anche in tale occasione, dopo “La TAV non s’ha da fare, né domani, né mai“, sono ricorso nuovamente al saggio del prof. Paolo Sellari (“Geopolitica dei trasporti”, Laterza 2013) sia per sostenere la tesi sia per farvi notare che nel saggio non v’è menzione alcuna né di Messina né del suo celeberrimo ponte, a ribadirne la assoluta inutilità, a meno di ritenere che il direttore del master “Geopolitica e sicurezza globale” della Sapienza sia un po’ distratto o un ignorante della materia o quello che volete.
Il brano di Sellari, il primo dei testi che trovate qui sotto, ricorda gli intrecci economico-politici con paesi quali la Francia o il Belgio, tralasciando le difficoltà che incontrò la realizzazione della più importante infrastruttura dai tempi delle vie consolari romane, ovvero lo Stretto di Suez.
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Trattando di ferrovie si potrebbe pensare che la o il TAV appartenga al genere delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del Paese, tuttavia, come dimostra Sellari, così non è; aggiungo che al massimo la / il TAV sia in realtà l’ennesima partita di giro tra banche e costruttori asfittici e malandrini.
Ben altro valore hanno gli investimenti cinesi in Kazakhstan nel settore ferroviario, essendo quel ramo della via della seta fondamentale per raggiungere l’Europa via terra, anzi, l’unico, data l’instabilità della regione asiatica meridionali o Vicino Oriente. A proposito, ho sentito dire che la vicenda Ablyazov / Shalabayeva sarebbe stata una mossa d’intesa franco-cinese per mettere Nazarbayev alle strette. Visti i risultati degli accordi potrebbe essere andata così.
Veniamo infine al ponte sullo Stretto di Messina e al bel documento del quale siamo in possesso e che trovate dopo i due articoli che seguono.

Il 10% dei container che attualmente vengono trasportati per via marittima sulle rotte tra l’Asia-Pacifico e l’Europa potrebbe essere inviato per via ferroviaria. Lo ha sottolineato Alexey Grom (nella foto), presidente di United Transport and Logistics Company – Eurasian Rail Alliance (UTLC ERA), la società che gestisce oltre il 70% del trasporto delle merci in transito su treni container di linea sulla ferrovia a scartamento di 1.520 millimetri tra la Cina e l’Europa.

Evidenziando che UTLC ERA impiega cinque giorni e mezzo per il trasporto delle merci dalla Cina all’Europa su una tratta di 5.430 chilometri, intervenendo alla fiera di Transpotec Logitec di Verona, Grom ha spiegato che attualmente “la movimentazione merci su container è il segmento del mercato del trasporto ferroviario più giovane e, al tempo stesso, in più rapida crescita. Il potenziale di questo settore – ha rilevato – rimane enorme: oltre 23 milioni di teu all’anno vengono consegnati in Europa dai Paesi della regione Asia-Pacifico e in direzione opposta via mare e fino al 10% di questo volume potrebbe essere consegnato attraverso le ferrovie euroasiatiche. Il nostro obiettivo strategico è quello di raggiungere il traguardo del mezzo milione di container trasportati sulle nostre rotte entro il 2025″.

Grom ha specificato che il trasporto container lungo la Nuova Via della Seta registra una forte crescita e che nel 2018 il volume delle merci consegnate tra la Cina e l’Europa è aumentato del 35% rispetto al 2017 essendo ammontato a oltre 370.000 teu. Questo dato – ha osservato – mostra come i treni merci diretti verso la Cina rappresentino un’opportunità commerciale anche per le aziende italiane.

Nell’ambito del salone Transpotec Logitec la UTLC ERA, che è una joint venture partecipata con uguali quote dalle Ferrovie Russe (RZhD), dalle Ferrovie Bielorusse e dalle Ferrovie del Kazakistan, ha presentato l’Eurasian Rail Alliance Index ERAI e il sito web http://www.index1520.com dedicato al progetto. L’azienda ha reso noto che il nuovo Eurasian Rail Alliance Index, analogo agli indici SCFI e WCI, è un indice complesso in grado di determinare il valore dei trasporti lungo il corridoio euroasiatico nei territori di Russia, Kazakistan e Bielorussia.

UTLC ERA ha sottolineato che l’applicazione dell’ERAI supporta le aziende italiane ed europee nel calcolo automatico del costo del trasporto merci tra la Cina e l’UE. L’indice è calcolato sulla base di diversi fattori, tra cui il livello delle tariffe merci sullo scartamento 1.520 per il trasporto di container su rotaia; il livello delle tariffe per l’utilizzo di vagoni per il trasporto di container; il costo dei servizi presso i terminal per container e il tempo e la velocità del servizio di trasporto fornito. L’ERAI è stato ideato affinché tutti i Paesi del corridoio euroasiatico coinvolti negli scambi commerciali est-ovest possano beneficiarne in egual misura.

(fonte: Informare)

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Nel 2018 il volume delle merci consegnate tra la Cina e l’Europa è aumentato del 35% rispetto al 2017, ammontando a oltre 370.000 TEU. Da ciò si evince che i treni merci diretti verso la Cina rappresentino un’opportunità commerciale anche per le aziende italiane. UTLC ERA è una joint venture delle Ferrovie Russe (RZhD), le Ferrovie Bielorusse e le Ferrovie del Kazakistan, ciascuna con un’eguale partecipazione azionaria del 33,33%. È un partner attivo e affidabile per le consegne di merci su rotaia tra Europa e Cina lungo la Nuova Via della Seta. Specializzata nel trasporto di container merci su rotaia, ha presentato i suoi servizi all’edizione 2019 di Transpotec Logitec, appena conclusasi a Verona.

La società per azioni UTLC ERA gestisce oltre il 70% del trasporto delle merci in transito su treni container di linea sulla ferrovia a scartamento largo 1520 tra la Cina e l’Europa e viceversa. La società impiega 5 giorni e mezzo per lo spostamento delle merci dalla Cina all’Europa su una tratta di 5.430 chilometri.

Oggi la movimentazione merci su container è il segmento del mercato del trasporto ferroviario più giovane e, al tempo stesso, in più rapida crescita” ha dichiarato Alexey Grom, presidente di UTLC ERA. “Il potenziale di questo settore rimane enorme: oltre 23 milioni di TEU all’anno vengono consegnati in Europa dai Paesi della regione Asia-Pacifico e in direzione opposta via mare e fino al 10% di questo volume potrebbe essere consegnato attraverso le ferrovie euroasiatiche. Il nostro obiettivo strategico è quello di raggiungere il traguardo del mezzo milione di container trasportati sulle nostre rotte entro il 2025” – ha concluso Alexey Grom.

UTLC ERA ha presentato, in occasione del Transpotec Logitec 2019, l’Eurasian Rail Alliance Index ERAI e il sito web dedicato al progetto http://www.index1520.com. Il nuovo Eurasian Rail Alliance Index, analogo degli SCFI e WCI, è l’indice complesso in grado di determinare il valore dei trasporti lungo il corridoio Euroasiatico nei territori di Russia, Kazakistan e Bielorussia. L’applicazione dell’ERAI supporta le aziende italiane ed europee nel calcolo automatico del costo del trasporto merci tra la Cina e l’UE.

La spettacolare inutilità del progetto, pari solo all’immane sperpero di denaro in progetti e chiacchiere, cela, come ben sappiamo una intesa maligna tra mafia e ‘ndrangheta con quella politica che si permette di giudicare l’operato di Luigi Di Maio o di un Toninelli dopo avere fatto una due cento mille trattative con chi ha ucciso servitori dello Stato e innocenti.

Gli italiani questo devono ricordare nel segreto delle urne senza cedere alla tentazione di tornare sui propri passi o, peggio, di rimanere a casa senza esprimersi.

Buona lettura e vi ricordo la prima puntata de “Il ponte maledetto“.

Alberto Massari

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