Viva il Reddito di Cittadinanza comunque venga applicato. È già qualcosa

Renato-Mambor-retrospettiva-a-Milano

Provate a seguire (se vi interessa) questo conto della serva (così si diceva un tempo): la cifra stanziata per il RdC, se ben ricordo, dovrebbe essere intorno agli 8.000.000.000,00 di euro l’anno.

L’INPS ritiene (da noto preveggente Leo pensa che non si sbaglierà di troppo) che la cifra sarà, alla fine di questa fase di avviamento e di messa a regime, utilizzata per l’85%. Sarebbe a dire che tra soglie piene (poche e per intendersi fino al concorso di 780,00 partendo da dove già oggi si sta) e molti “pezzetti” che verranno riconosciuti (lasciate perdere questa storia dei furbetti che se si avvicineranno ad essere un 1/2% sarà tanto) fino alla soglia prevista a seconda della composizione del nucleo famigliare, tutto il provvedimento, alla collettività, quando dovesse andare a regime, costerà non più di 6.800.000.000,00 euro. L’intera cifra sarà, con un giro di conto, restituita alla contabilità nazionale attraverso 6.800.000.000,00 di nuovi consumi. Se non di più per un effetto di trascinamento. In cifre varianti dal 4% al 22% saranno recuperati, dritto per dritto, sotto forma di gettito IVA molti milioni freschi. Questa contabilità sarà tutta facilmente riscontrabile con gli estratti conto (questo sono le cards) consentendo allo Stato, finalmente, di cominciare a poter interpretare macro dati che fino ad oggi non possedeva o non voleva valutare. Comunque, dati di difficile reperimento e lettura sistematica vista la frammentazione. Ci si prepara a produrre ricchezza sotto forma di trasparenza e auspicabile condivisione di dati. A che servirebbero tutti i discorsi che sento fare sulla nuova frontiera della filosofia “blockchain”.

Forse, se ci si comporterà lealmente nei confronti degli ultimi lasciati viceversa, fino a ieri (ma con che coraggio danno fiato alla bocca i detrattori del provvedimento?) senza neanche la possibilità di essere leali nei confronti dello Stato, qualcosa nel dialogo, oggi bloccato, tra gli “indifferenti” e  i “paria” riceverà una scossa salutare. Intendo dire che, lanciato il sasso nello stagno (questo e il valore strategico del provvedimento) il primo vero dovere, da quando eventualmente dovessero essere respinte alcune domande per errori formali o difficoltà di descrivere le reali situazioni (dove si vive, con chi si vive, a chi sono intestate le utenze di quelle abitazioni) sarà di sapere esaminare i ricorsi e non trattare, senza umanità e “professionalità”, le persone. Perché di persone si tratta e li, eventualmente, cascherà o meno l’asino/Stato. Continuo in esempi terra-terra. Io usufruisco, come già sapete avendovene informato da mesi, di una card che la collettività, ogni due mesi, mi ricarica per un valore complessivo di 80,00 euro. Alla fine dei 2 mesi non rimane nulla tra cardioaspirine e prodotti alimentari. Le Poste/Inps sono autorizzate (e quindi lo Stato nelle sue varie articolazioni) a leggere la mia movimentazione. Vivo cioè producendo dati incrociabili, facilissimi da interpretare e in totale trasparenza. Quei dati (moltiplicate per milioni di cards) possono servire anche per campionare i punti vendita in cui acquisto gli alimenti. Tenendo conto che i supermercati e gli ipermercati spesso sono stati acquistati per pulire capitali illeciti, spero che vi rendiate conto come sia utile il RdC e quale sia la ricchezza implicita in questo provvedimento. Ma quale privacy? Questa stronzata dell’ultimo minuto serve solo a facilitare veramente la tentazione di comprare i “gratta e vinci”! Sono i soliti amorali lobbisti del gioco d’azzardo che hanno invocato la riservatezza dei dati e fatto infilare il correttivo.

Renato Mambor. Connessioni invisibili

Nessuna riservatezza sull’aiuto di Stato. Anzi, in totale spirito collaborativo, i miei dati, potrebbero servire per contestarmi perfino un eventuale, antisociale, stile di vita.

Porto alle estreme conseguenze il ragionamento ma lo faccio perché non sarei assolutamente contrario a dare il mio contributo per tenere sotto controllo intelligente l’eventualità che, facciamo un esempio, che, pur avendo una cirrosi epatica (che non ho) che costerebbe allo Stato, per assistermi gratuitamente, una cifra importante, io mi comprassi birre a strafottere o super alcolici. L’informatica intelligente e amica dell’uomo, consentirebbe, ogni mese, di informare il mio medico che sono un po’ stronzo e autolesionista. O se avessi due bambini (che non ho) e comprassi, con la Carta Acquisti, patatine spazzatura, merendine del cazzo, bibite gassate zuccherate “suggerendo” ai corpi dei miei due adolescenti un futuro condizionato dall’obesità, siccome sono soldi destinati al benessere collettivo, direi che sarebbe opportuno intervenire. Nella mia visione trasparente della collettività.

Siamo in pochi fatti così? E allora? Noi che siamo disponibili  abbiamo ragione e gli altri torto.

Questo penso e questo sono pronto a fare. Ovviamente non spendo una parola per chi volesse usare la card per alimentare l’illecito gioco d’azzardo: preso, va cassato e basta. E via così. Aggiungo che le Poste hanno la possibilità (e la mia autorizzazione) di mostrare all’Autorità competente qualunque altro luogo elettronico dove percepisco la pensione o mi dovesse pervenire altro denaro. I vostri aiuti compresi. Questo approccio, se fosse di tutti, consentirebbe di innescare, partendo dal primo cerchio, ben altro in termini di riforma fiscale e, quindi, di equità.

Penso, viceversa, che gli starnazzatori, in modo particolare quelli di una certa stampa, temono proprio questo e che l’approccio trasparente, ben testato, possa poi essere esteso ai “loro” consumi e al “loro” stile di vita, arrivando a leggere opportunamente le “loro” carte di credito e le “loro” bollette di riscaldamento e di luce. I loro pieni di benzina, i “loro” ristoranti, le “loro” vacanze nel lusso, le “loro” puttane evolute che ormai accettano le carte elettroniche, oltre che i contanti.  Per questo la teppaglia paragiornalistica arruolata in modo permanente al soldo della disinformazione eversiva (incitano, di fatto, implicitamente e continuamente all’insorgenza rivoluzionaria come unica soluzione rimasta invece di cercare di abbassare i toni di aggressività come, anche con troppo zelo, ha fatto, per sei lunghi anni, il M5S, pompierando la sollevazione, viceversa, pronta nelle piazze di tutta Italia sin dalla vigilia delle elezioni del 2013), quando ha intravisto nel successo del 4 marzo 2018 la possibilità che nel M5S si radicasse un pensiero “rivoluzionario” del genere, hanno pensato solo a come fare a massacrare, massacrando il MoVimento, questo embrione di equità. Ai privilegiati interessa solo conservare il proprio privilegio. È sempre stato così. Non a caso gli Indifferenti rimarrà sempre il migliore romanzo di Alberto Moravia. Forse l’unico di qualità.

Renato-Mambor-Ultimo-giorno-1963

Torniamo alle cards rivelatrici. Ci sono mille e mille modi, partendo proprio da questi cittadini che usufruiranno della solidarietà della collettività indotta forzatamente da una legge, per costruire una società più giusta e quindi più sicura. Non rimuoviamo che, lasciato al libero e democratico mercato il dovere costituzionale (non è una concessione di qualcuno che si fa buono) di non lasciare indietro nessuno, i poveri veri (il primo che riparla di furbetti potrei provare a rintracciarlo e sfidarlo a duello con dei bastoni trasformati in spade artigianali) sono progressivamente cresciuti fino a divenire alcuni milioni. Lasciati nell’indigenza, queste persone non hanno potuto/saputo partecipare a nessun processo di formazione e di contaminazione culturale. Sia pur la più semplice. Sapete quanto costa  avere internet? 45,00 euro mese. Cioè di più dei 40,00 previsti per gli acquisti alimentari. E in quei 45,00 c’è l’IVA che il povero di turno in nessun modo potrà recuperare a differenza del ricco che “scaricherà” ogni costo. Ogni bolletta della luce, del gas ha una quota di IVA che alcuni, comunque, sono riusciti, nei decenni, a pagare. Altri, oltre che a pagare, a “scaricare”. Qualcuno per pagare le utenze e il tetto sotto cui dormire ha tirato a campare dandosi all’illecito; qualcuno/a anche prostituendosi per pochi euro; altri lavorando per terzi nel nero più nero che si possa immaginare.

Su tutta questa povertà scientemente decisa dalla politica oligarchica, la criminalità organizzata ha fatto le sue fortune. E quando dico criminalità dico una gamma ampissima di soggetti. Parassiti questi che ora, finalmente e ordinatamente bussano a CAF? Chi scrive ha sposato, nel lontanissimo 1972, in prime nozze, una giornalista in quel momento assunta presso l’organo ufficiale di un partito di governo, sciolto d’imperio dal pool “Mani Pulite”. L’ex moglie fu poi salvata in RAI quando la magistratura aveva mandato a casa (o in galera) i suoi datori di lavoro e preferirei non entrare nel merito di come, in quota parte, anche per lei, sono stati dissipati i soldi pubblici che oggi sembrano mancare ai conti collettivi. La sola RAI di cui il M5S non solo non ha capito un’H ma che in 6 anni non ha saputo scalfire di un grammo nella sua obesità e opulenza inutile, sfoltita, avrebbe coperto l’intero ammontare di quanto è in ballo in queste ore. 

Oltre ad aver sposato una giornalista, per non farmi mancare nulla, sono stato, per alcuni anni, nella Direzione Centrale del personale del Gruppo Rizzoli-Corriere della Sera e penso di saperne di giornalisti e di parassiti.  Buchi senza fine (se si eccettua Novella 2000 e Sorrisi e Canzoni TV dell’epoca) dentro cui tonnellate di denaro della grande Famiglia-Stato sono stati bruciati. Con la regia della P2. Gli imprenditori italiani (esclusi i piccoli e almeno il 50% dei medi) hanno solo preso (complici o meno le varie massonerie ) anche grazie ad un sindacalismo quasi sempre rappresentato da furbi prezzolati.

Se i nostri lavoratori sono gli ultimi d’Europa gran parte della responsabilità è dei vertici sindacali corrotti.

Forza e coraggio a tutti quelli che ritengono di avere diritto: andate a prendervi ciò che vi spetta. Fatelo con la coscienza a posto. Meglio a voi che ai soliti. Mi dispiace non contare nulla in questo Paese perché tra i divieti di comportamento avrei anche presentato la lista dei supermercati presso cui non era opportuno fare acquisti per non favorire la criminalità e i fondi di investimento opachi. Allo Stato, che fino a ieri ha protetto solo i grandi evasori (avete idea, tanto per fare un esempio di persona che non deve finire nel dimenticatoio quando si parla di INPS, quanto vi ha portato via uno come Antonio Mastrapasqua, con i suoi 24 culi assisi su altrettante poltrone di potere?) l’onere di dimostrare i vostri illeciti. Voi, ovviamente, dovete essere pronti a collaborare con chiunque vi chieda conto. Questo atteggiamento (unito ad una GdF che da mesi mostra tutta la sua capacità d’attacco quando è guidata con la dovuta determinazione come mi sembra stia avvenendo) secondo l’antico insegnamento mazziniano dei doveri e dei diritti, taumaturgicamente potrebbe guarire il Paese, generando una massa critica di cittadini consapevoli che non tanto in chiave elettoralistica (così furono gli 80 euro e la differenza oggi è sostanziale per procedure educative e congruità di cifre) ma su ben altri terreni, hanno, appunto, doveri e diritti.

Anche il diritto di spaccare la testa (per vedere se è vuota) a chi continua ad insinuare che i poveri sono dei fannulloni, quasi fossero una razza inferiore. Direi che è ora di mettere mano al concetto di razzismo come ho visto aver cominciato a fare, da par suo, Dario Borso, con il riccastro (l’epiteto è mio) Roberto Saviano.

-Mambor-Milano-Poesia-allaperto-1024x721

Viva il Reddito di Cittadinanza, augurandoci che venga ben applicato.

Viva le avvisaglie di una maggiore equità amica e sinonimo di un futuro in sicurezza.

Viva la lotta alla sperequazione, all’ignoranza, all’oscurantismo.

Timidi passi? Mai valutare le persone dalla loro timidezza iniziale. A cominciare dalle donne.

E passatemi la battuta velatamente maschilista.

Oreste Grani/Leo Rugens che suggerisce la massima collaborazione con l’INPS, le Poste, la GdF che sapranno fare la loro parte.

Per le piccole cifre abbiamo deciso di prendere soldi da chiunque con le ormai semplici modalità del versamento sul circuito PayPal usando il nostro indirizzo e-mail:  leorugens2013@gmail.com

oppure un bonifico a Oreste Grani – IBAN  IT98Q0760103200001043168739