L’amico di Terni

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Pompeo de Angelis Ringrazio Daniele per il ricordo di questa avventura che corsi con suo padre negli anni in cui combattevamo la dittatura di Salazar attraverso un comitato del PCI-DC-PSI di cui ero segretario.

Chi lo conosce o l’ha mai descritto tale comitato?

Fino a quando la salute glie lo ha consentito, Pompeo ha riversato nel blog riflessioni politiche e ricostruzioni storiche di impegnativa interpretazione.

Gli ultimi suoi scritti rappresentano i capitoli di una storia della conquista francese dell’Algeria; incompiuta la storia come incompiuta rimase la liberazione del popolo algerino dall’occupazione francese.

Dei morti parlano i vivi o le opere che essi ci hanno lasciato e Pompeo di parole scritte ne ha lasciate così tante da suscitare meraviglia: libri di storia e di storia dell’arte, analisi politiche, testi di canzoni, di spettacoli teatrali, di film…

Lo “conobbi” nel 2009 attraverso le parole di Oreste che me lo presentò nel 2011 affidandomi alle sue “cure”; tra le altre cose, ho ricevuto la conoscenza di Gianfranco e di Chiara, lui quella di Francesco.

Se esiste un Pompeo “scritto” ne esiste anche uno “orale” che potrebbe vedere la luce solo se qualche archeologo si prendesse la briga di scavare in alcuni archivi.

Pompeo un giorno tenne a precisare di ritenere se stesso essenzialmente uno scrittore di avventure quindi una figura con la tendenza a creare la realtà, fosse un lungo soggiorno in Cile, un passaggio per il Brasile, l’attraversamento del confine tra Tunisia e Algeria o quello portoghese dopo essere volato a Mosca su invito di tre cinesi e via dicendo; del resto era un dirigente della D.C. che si occupava di politica estera, fino a prova contraria.

Pompeo è morto il 16 marzo, a quarantuno anni dal rapimento di Aldo Moro che si era permesso di criticare attraverso la citazione del “Giardino dei ciliegi”, ricevendo dal Presidente attenzione e rispetto. In qualche archivio deve essere custodito un manoscritto che gli fu sequestrato dalla polizia, un manoscritto che interpretava il ben più grave sequestro.

Finzione o realtà Pompeo viveva con fantasmi orribili e dolci ricordi, ricordava sconfitte brucianti e vittorie travolgenti, raccontava piaceri e dolori che le vite di mille e mille uomini non potrebbero eguagliare.

È stato un privilegio ascoltare le sue invenzioni letterarie.

Alberto Massari

 

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