GEV arriva secondo ma è sempre un fuoriclasse rispetto a questi dilettanti

GEvalori

Sotto la testata “Il denaro.it” (nulla a che vedere, ovviamente, con lo sterco del Diavolo), sul tema Chiesa-Cina, arriva, buon secondo, Giancarlo Elia Valori, personaggio da alcuni decenni definibile certamente complesso (se non ambiguo) rispetto agli interessi della nostra collettività nazionale. Arriva dove Leo Rugens, da tempo (la conversazione didattica di Gianfranco Marcelli tenuta nell’ambito del Corso di Formazione alla Polis, ideato e organizzato da Alberto Massari e dal sottoscritto, si è tenuta il 14 dicembre 2018) ha fatto tappa: il rapporto tra la Chiesa di Roma e l’immensa e popolosissima Cina, ancora da considerare formalmente materialistica e “senza Dio”. Ne ho dato riscontro alcune ore addietro con il post il 12 marzo 2019 LA POLITICA ESTERA È TUTTO! LO SOSTENIAMO DA ANNI. SPESSO LASCIATI IN COLPEVOLE SOLITUDINE.

Marcelli, andando oltre la necessaria snellezza delle slides, durante alcune ore di appassionante conversazione con gli allievi in aula, ha toccato non poche delle problematiche che oggi ritrovo nel testo di GEV. Che è sempre un piacere (ed utile) leggere. A volte arriva prima; altre, come fu già sulla necessità che il Paese si dotasse di una compiuta Strategia di Sicurezza Nazionale, o come in questo caso, dopo che abbiamo spento le luci. Fermo qui questa puerile rivendicazione di un nostro primato (che c’è), soddisfatto invece che, sia sulla questione posta sul tema dell’informatica delle cose, che quello di Israele come necessario alleato strategico (soprattutto nel Mediterraneo, luogo di confronto dinamico da non lasciare alle semplificazioni opportunistiche del Ministro dell’Interno Matteo Salvini) le persone serie (nel caso di GEV anche “pericolose”) ragionano, con visione prospettica (nonostante l’età avanzata), opportunamente, dei futuri possibili. E nel farlo palettano i territori della conoscenza rifiutando, stereotipi, banalizzazioni da bettole o da pullman di ultras a seguito della squadra del cuore.

GEV è quello che è (anzi è di più) ma almeno sa quello che dice e lo sa, beato lui, dire molto bene. E questa è la mia invidia di cui non mi vergogno. La esercito.

Oreste Grani/Leo Rugens


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