E basta!!! E mo’ avete passato il limite. Vi dovessimo venire a cercare?

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A Roma, prima che Virginia Raggi fosse eletta a “furor di popolo” (in realtà democraticamente ma con una maggioranza macroscopica), parlare di raccolta intelligente dei rifiuti non era neanche ipotizzabile.

Che la signora corvina, al tempo, non avesse neanche lontanamente un’idea sull’orlo di quale fossa di serpenti, centinaia e velenosissimi, avesse deciso di ballare la sua estate politica, è altrettanto certo, soprattutto se si pensa a come si sono messe le cose non appena ha varato la sua Giunta. Che le sue scelte non siano state delle migliori, è lapalissiano: imprudente certamente. Ma sparare sulla Croce Rossa o sulla Mezza Luna non è da noi. Qui ci fermiamo pertanto perché  questo post non viene scritto con finalità di critica al Sindaco. Ci sarà tempo, da qui alle elezioni future, eventualmente, di farlo.

Oggi, al contrario, siamo totalmente schierati con Virginia Raggi. Il post verte infatti su quanto è accaduto l’altra notte, in località Rocca Cencia, con le conseguenze gravissime per la collettività che spero nessuno voglia rimuovere.

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L’odierno post è destinato pertanto ad annunciare la caccia che questo marginale e ininfluente blog ha deciso di organizzare per scoprire gli autori del crimine.

Perché, sono d’accordo con Virginia Raggi, il fatto è doloso. Anzi, è quello, per prova logica, che si chiama un sabotaggio. Si deve pertanto cercare per prima cosa il cui prodest e, trovatolo,  dal movente individuato risalire a chi, come anticipavo nel titolo, ha passato il limite. Se fosse nei miei poteri metterei addirittura una taglia, tanto considero grave l’episodio. Se non ci si mette in molti a cercare chi trama nell’ombra, quella che ci aspetta è una campagna elettorale all’ultimo sangue.

Tre cose lascio in rete sotto la copertura di questo post.

La prima è un pensiero altre volte propostovi, non mio, ma del grande stratega indiano, il Mahatma Gandhi:

I RIFIUTI TRA L’ESORTAZIONE DI GANDHI A ESSERE “CIASCUNO SPAZZINO DI SE STESSO” E LE TANGENTI DI GUARGUAGLINI

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L’overdose di informazioni relative a comportamenti illeciti intorno alla pubblica amministrazione non deve fare l’effetto, paradossale, di farci distrarre rispetto ad alcuni avvenimenti che non devono, tassativamente, essere, dimenticati. Uno fra tutti, riguarda quanto è accaduto, negli ultimi anni (non solo in Campania), a proposito di “rifiuti”. In particolare, voglio riferirmi al Progetto SISTRI (Finmeccanica). Il SISTRI, di cui altre volte vi ho fatto cenno, avrebbe dovuto regolare l’andare e il venire, la tracciabilità, l’individuazione dei comportamenti criminali che si organizzano intorno alle scorie “velenose” e non. Viceversa, nella fantasia popolare, e nei fascicoli giudiziari, Sistri è ormai sinonimo di un grande imbroglio che organizzato dai fratelli Stornelli (I fratelli Stornelli tra intercettazioni, Sistri e mattoni vaticani) si porta dietro nomi quali il dentista personale della famiglia Guarguaglini/Grassi (tale Vincenzo Angeloni: Il dentista Vincenzo Angeloni, più che di igiene orale, si interessava (SISTRI) di rifiuti putrescenti), imprenditori e il vertice proprio di Finmeccanica. La notizia è quella dell’arresto (ai domiciliari) di Pierfrancesco Guarguaglini. L’accusa nei suoi confronti è di associazione a delinquere e corruzione. L’ipotesi investigativa è che la destinazione finale della raccolta (non dei rifiuti ma dei “fondi neri”) sarebbero stati gli sponsor politici. A occhio e croce ne vedremo delle belle o delle brutte a seconda da che angolazione possiamo permetterci di guardare tale groviglio. Viceversa ( riuso volutamente il termine) mentre faccio mente locale al solito chi ha denunciato cosa e chi sta per sputtanare chi, mi è venuta in mente il pensiero  elaborato da Gandhi decine di anni addietro che riporto fedelmente:

Ognuno deve essere lo spazzino di se stesso. Evacuare è altrettanto necessario che mangiare: e la cosa migliore sarebbe che ciascuno gestisse i propri rifiuti. Se questo è impossibile, ogni famiglia dovrebbe occuparsi dei propri rifiuti. Per anni ho pensato che ci deve essere qualcosa di radicalmente sbagliato là dove la gestione della spazzatura è stata resa attività di una categoria specializzata della società. Non abbiamo nessuna testimonianza storica sull’uomo che per primo assegnò il rango più basso a questo essenziale servizio. Chiunque sia stato non ci ha certo fatto del bene. Sin dalla nostra prima infanzia dovremmo avere impressa nelle nostre menti l’idea che siamo tutti spazzini (…) Occuparsi della spazzatura in un modo intelligente aiuterà ad apprezzare veramente l’uguaglianza umana.

Mohandas K. Gandhi, Villaggio e autonomia. La nonviolenza come potere del popolo

Ciascuno sia quindi spazzino di se stesso. Perché questa esortazione non rimanga un sia pur validissimo e strategico suggerimento e basta, da tempo cerco di trovare comportamenti virtuosi che cittadini e imprenditori cominciano ad assumere.

Il paese dove i rifiuti sono d’oro

SOGLIANO AL RUBICONE (Cesena) – Eccolo, finalmente, il paese dei sogni, dove quasi non si pagano tasse e in compenso si ricevono servizi e soldi come piovessero dal cielo: 2.000 euro se ti nasce un figlio (non importa se primo, secondo o settimo), dove l’asilo nido è gratis, la scuola materna anche. Se vai all’università, il Comune ti rimborsa le tasse. Se compri casa, il sindaco ti paga il 60 per cento degli interessi passivi. Se sei anziano e a casa ti annoi, c’è la navetta (gratuita) che ti porta al mercato. Qui ci sono, davvero, anche le tre I (inglese, internet, impresa) promesse tutti sanno da chi. Non sono state annunciate con la fanfara, ma realizzate: corsi di inglese per grandi e piccini, scuole di informatica, e anche un aiuto per chi voglia imparare vecchi mestieri: si pagano i nonni perché i giovanotti imparino l’arte di lavorare i vimini e dare vita a piccole imprese.
Sogliano al Rubicone, 350 metri sul mare, 2970 abitanti (negli anni Cinquanta erano 12.000), panorama stupendo, aria fresca anche d’estate. L’azienda più importante si chiama G.1, ed è la sigla di Ginepreto 1, discarica per rifiuti non tossici, fra le più grandi d’Italia, che serve mezza Romagna ma nei momenti di emergenza ha ospitato anche il pattume di Milano e di Napoli. La G.1 è anche il segreto del benessere di Sogliano. “I numeri – dice Simona Sambi, 33 anni, ragioniera comunale – spiegano tutto. Il bilancio comunale è di 13 milioni di euro: 11 di questi arrivano dalla discarica, metà per i rifiuti conferiti, metà per l’energia elettrica prodotta con il biogas e comprata dall’Enel. Senza la G.1, avremmo un bilancio di 2 milioni, e non sapremmo dove sbattere la testa”.
Bisogna andarla a cercare, la discarica. Strade con tornanti, prati in fiore, poi a otto chilometri dal paese, in una valle disabitata, i grandi camion che scaricano rifiuti. L’amministratore delegato, Giovanni Giannini, parla della discarica come fosse un campo da seminare. Dice che “bisogna coltivarla”, spiega che il segreto di un buon impianto sta tutto nella “depressione”. “Noi preleviamo il gas sottoterra, così l’odore non esce e non disturba nessuno. Alla sera, copriamo con grandi teli anche la piccola parte di discarica attiva, dove sono stati messi i rifiuti della giornata”. In questi giorni fra le 1000 e le 1300 tonnellate al giorno, perché altre discariche sono in manutenzione. “Ma in un anno non prendiamo più di 178.000 tonnellate. Una discarica ben coltivata dura quindici anni. G.1, aperta nel novembre 1990, è ormai alla fine. Stiamo allestendo G.2, sarà pronta fra pochi mesi. Così avremo altri 15 anni di benessere”. Sono contenti anche i gabbiani, grassi come tacchini. “Chissà come fanno: arrivano con il primo camion del mattino e se ne tornano verso il mare seguendo l’ultimo Tir della sera”.
Le cronache di questi giorni, con le rivolte al Sud e le proteste al Nord, sembrano quelle di Sogliano vent’anni fa. “La discarica – dice il sindaco di oggi, Enzo Baldazzi, 42 anni, repubblicano con giunta di centro sinistra – è costata il posto a due sindaci. Il primo fu Giovanni Fesani, mio zio, anche lui repubblicano, in giunta con la Dc. Ebbe lui l’idea della discarica. In Comune, nel 1985, non c’erano nemmeno i soldi per comprare le seggiole per il Consiglio comunale. “Facciamo la discarica – disse mio zio – altrimenti chiudiamo il municipio. I mutui ci stanno strangolando”. Nasce il comitato anti discarica, si organizzano cortei di trattori che arrivano fino a Rimini. I lavori, però, vanno avanti. “Nel ’90 si vota e la giunta Fesani viene mandata a casa. Vince Agostino Piscaglia, Pci, alleato con il Psi, che contro la discarica aveva fatto tutta la sua campagna elettorale. Ma l’impianto era pronto, e dopo pochi mesi ha dovuto inaugurarlo”. Le proteste continuano, ma si calmano quando il Comune annuncia che a Sogliano (in estate l’acqua arrivava con le autobotti) veniva costruito l’acquedotto. Subito dopo arriva il metano, anche nelle frazioni.
Nel 1995 Piscaglia rivince, ma purtroppo muore nel 1997. “E proprio allora, durante la nuova campagna elettorale, arrivò la proposta di accogliere qui le ceneri dei bruciatori del nord. Tornò la protesta. Il sindaco appena eletto, Arturo Bolognesi (Ds, Pri e Rifondazione) fu giudicato troppo “tiepido”. Ci fu una contestazione clamorosa, sotto il Comune. Centinaia di persone gridavano “fuori, fuori” e lanciavano monetine”.
Il sindaco di oggi ha vinto (con parte dei Ds e i repubblicani) dopo avere firmato in piazza un “contratto con i cittadini”, con il quale si impegnava a non accettare le ceneri. Ora che le proteste sembrano cronache del passato, il paese si gode i soldi portati dalla discarica. “Per l’Ici c’è una detrazione di 250 euro, e questo vuol dire che se non hai una villa non la paghi. La materna costa 35 euro al mese, per i più abbienti, e non 200 come in altri Comuni. Servizio di scuolabus gratis, casa per casa. Per le scuole superiori paghiamo l’abbonamento al pullman ed anche i libri. Per l’università, rimborsiamo 1500 euro di tasse”. Il Comune paga il 90 per cento del servizio di telesoccorso nelle case degli anziani. “Insomma, facciamo di tutto per stare bene noi, e fare tornare qualcuno di coloro che se ne sono andati, nell’emigrazione degli anni ’50 e ’60”.
A Sogliano non ci si annoia. C’è un piccolo teatro, stiamo riaprendo la biblioteca… I gabbiani che al tramonto tornano verso il mare ricordano dove il paese felice ha trovato la sua miniera.
La redazione di Leo Rugens


La seconda è un brano che ho pubblicato anni addietro (12 gennaio 2014)  per richiamare, ancora una volta, l’attenzione sul tema implicito dello smaltimento dei rifiuti. Ho detto la mia, se pur, rileggendomi oggi, forse, quel giorno lontano, in modo eccessivamente criptico. In particolare oggi torno, nell’evidenziarvelo in rosso, su quanto era successo in Finmeccanica (oggi Leonardo) e il Sistema SISTRI. Fratelli Stornelli compresi.

IN ATTESA CHE “OGNUNO DIVENTI LO SPAZZINO DI SE STESSO – M.K. GANDHI”, GODIAMOCI L’ARRESTO DI MANLIO CERRONI ARTEFICE DELLA DISCARICA DI MALAGROTTA

 Gandhi

Se pure l’avevate capito già dalla mia prosa faziosa, vi confermo che non frequento, da decine di anni, gli stadi dove si svolgono i “riti artificiosi”, denominati “partite di calcio”. Mi astengo, dal primo scandalo del calcio-scommesse. Ritengo infatti che, questi avvenimenti sportivi, siano alimentati dalla calciocrazia e dalla criminalità organizzata per riciclare capitali illeciti o  per produrne di nuovi con le scommesse ad esito certo e con i “cartellini” dei giocatori. Eppure, quando sono stato raggiunto dalla notizia che l’avv. Manlio Cerroni, insieme ad altri sei personaggi in cerca d’autore, era stato arrestato per l’annosa vicenda della discarica di Malagrotta, dicono che sono esploso in una serie di gesti scomposti, degni dell’entusiasmo dei “peggio tifosi” scatenati allo stadio. Sarà che aspettavo da anni che qualcuno avesse virilità sufficiente per compiere il gesto (“Ultimo”, anche questa volta, è stato il “primo”) mettendo la parola fine alla protervia del “re delle discariche”; sarà che ricordavo come venivo considerato “velleitario e megalomane (vero molossini di guardia ad A.d.S.?) quando pre-figuravo la fine della GESENU e dell’avv. Cerroni. La Gesenu sì impegnata, lei sì, da velleitaria e megalomane, nella raccolta dell’immondizia al Cairo, città di 16 milioni di abitanti, di per se complessa, in un Egitto tormentato, cerniera geo politica del Mediterraneo.

malagrotta

Come sia andato a finire al Cairo, il business “delle pulizie”, per gli amici italo/perugini, sovvenzionatori della nomenclatura fedele a Mubarak, mi fa tristezza, mista a tenerezza, ricordando come mi giudicavano i cretini avidi quando, in difesa degli interessi dell’Italia, consigliavo prudenza. Come stia andando a finire l’onnipotenza di Cerroni imperatore di sorci famelici e di gabbiani “gargarozzoni”, potremmo farcelo raccontare dalla redazione di Roma Uno (proprietà Cerroni) o di qualche Web Tv che per quella “autorevole” emittente lavorava. Fermiamoci qui. Affido a Yari Selvetella (che ha prosa sufficiente), il resto dei miei retro-pensieri sull’avv. Cerroni, la sua banda di puzzolenti alfieri e la discarica di Malagrotta : “… del barista oltre il recinto. Che dice: ” Tutti i giorni è normale. Arrivo presto, lavoro, faccio i caffè e i cappuccini. Ogni tanto entra qualcuno che conosco e penso: “ora mi dice che si è ammalato”. Va bene, capita. Poi metti che succede a un altro, a un altro ancora, tutte persone della zona, tutta gente che abita qui da anni. E poi se tocca a me? Non è ancora successo, ma chi me lo dice che non capiterà? Chi lo sa che cosa ci siamo respirati, cosa ci respiriamo? “Continua a stare lì, ad alzarsi presto, a scaldare tazzine tra i cicalecci dei videopoker, a mettere da parte qualche soldo per comprare il motorino al figlio o andarsene a Ferragosto al mare. Lui che si affaccia sui reticolati impigliati di strappi di plastica e cartacce, vive nell’angoscia. Tutti gli altri, nel rifiuto.”

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A questo punto, sento il bisogno, catartico, di affermare, con una punta di autocompiacimento, che sapevo, con precisione “GPS” (passatemi la battuta), cosa stavo facendo quando approfondivo SISTRI, chi fossero i suoi ideatori e realizzatori (fino a tenermeli “vicino, vicino”) e, parallelamente, provavo a capire la portata delle gravissime responsabilità che i malfattori annidati in Finmeccanica, con il voluto e pilotato fallimento del sistema della “tracciatura” elettronica dei rifiuti, si preparavano a procurare al Paese. Se ci ripenso, è stato tutto, “culturalmente”, veramente troppo facile. Ora viene il bello. La messa in mora del sistema “Cerroni ed altri”, lo sbaragliamento della “Banda Stornelli” in Finmeccanica e di chi  ha chiuso gli occhii, la crescita dei movimenti di cittadini consapevoli della gravità di tanta oscena connivenza, deve aprire, nelle sedi preposte e competenti (vedremo in altro post dedicato quali sono), una lunga e risolutiva stagione di scelte strategiche legate ai “rifiuti”, alla salute, alla convivenza civile e, soprattutto, al contrasto alla criminalità organizzata. Grazie ancora “Ultimo”.  Sei sempre il “Primo”.

Leo Rugens

 



La terza è il ricordo del comportamento di un sindaco.

Cose apparentemente lontane ma, come vedremo, se prestate la giusta attenzione al percorso “investigativo” (intendendo “percorso mentale” ovviamente), particolarmente attuali e propedeutiche a capire come agisce la criminalità e come alcuni servitori infedeli dello Stato sono pronti a tutto per denaro e quello che pensano sia il potere.

UN ALTRO 5STELLE PRESO CON IL SORCIO IN BOCCA. PARDON IL LADRO/TRUFFATORE È SOLO DEL PD

Lo stratega Mahatma Gandhi soleva dire che ciascuno deve essere spazzino di se stesso intendendo:

Ognuno deve essere lo spazzino di se stesso. Evacuare è altrettanto necessario che mangiare: e la cosa migliore sarebbe che ciascuno gestisse i propri rifiuti. Se questo è impossibile, ogni famiglia dovrebbe occuparsi dei propri rifiuti. Per anni ho pensato che ci deve essere qualcosa di radicalmente sbagliato là dove la gestione della spazzatura è stata resa attività di una categoria specializzata della società. Non abbiamo nessuna testimonianza storica sull’uomo che per primo assegnò il rango più basso a questo essenziale servizio. Chiunque sia stato non ci ha certo fatto del bene. Sin dalla nostra prima infanzia dovremmo avere impressa nelle nostre menti l’idea che siamo tutti spazzini (…) Occuparsi della spazzatura in un modo intelligente aiuterà ad apprezzare veramente l’uguaglianza umana.

Mohandas K. Gandhi, Villaggio e autonomia. La non violenza come potere del popolo

Il furbacchione sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, quanto basta ancora PD (autosospeso) per consentirci di continuare a dire Ma quanti sono i ladri nel PD? Difficile, ormai, tenere il conto, deve aver frainteso lo spirito dell’insuperato leader politico e spirituale indiano e, da buon somaro, ha piegato ai suoi desiderata tanta saggezza. Quello che non capisco è perché uno così non deve andare in prigione ma solo essere ristretto a casa sua che, da quanto era abituato a rubare, deve essere anche niente male.

Oreste Grani/Leo Rugens

I rifiuti tra l’esortazione di Gandhi a essere “ciascuno spazzino di se stesso” e le tangenti di Guarguaglini

In attesa che “ognuno diventi lo spazzino di se stesso – M.K. Gandhi”, godiamoci l’arresto di Manlio Cerroni artefice della discarica di Malagrotta

Al V° Municipio di Roma, grazie all’azione di quegli urlatori nulla facenti del M5S si comincia a parlare del “compostaggio di comunità”

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Sull’incendio di Rocca Cencia mi si risveglia un’amore ormai sopito per la Sindaca Raggi. Hanno passato il limite e ogni cittadino deve farsi Stato contro questa feccia.

Oreste Grani/Leo Rugens

One thought on “E basta!!! E mo’ avete passato il limite. Vi dovessimo venire a cercare?

  1. Cuculo vigile in ha detto:

    Gravissimo errore la defenestrazione dell’assessore all’urbanistica Paolo Berdini, testimone ed accusatore del metodo della contrattazione (con Caltagirone come interlocutore privilegiato), inaugurato con Rutelli (il “sottopassino” …) e perfezionato da Veltroni.
    Ma anche attivista – con un filo rosso che attraversa Italia Nostra ed arriva a Cederna e a Insolera – con una predisposizione all'”ascolto”, sul territorio, deile forme di auto-organizzazione/gestione e/o rivendicazione/conflitto.
    Un professionista esperto lasciato a lavorare da solo in un’amministrazione dove spadroneggiavano i Marra e i Romeo, ancora (forse) non del tutto ripulita dopo Mafia Capitale (che, comunque, aveva trovato un terreno già fertile).
    Un giornalista informato e curioso, conoscitore dei meandri degli uffici comunali, delle “cordate”, delle relazioni esistenti, delle ” genealogie”.
    Ma, soprattutto, uno studioso con un’idea molto ma molto chiara in merito a cosa non possa non essere PUBBLICO e che cosa può essere PRIVATO.
    La generosa partecipazione alla Giunta Raggi di Paolo Berdini – ben consapevole della complessità romana (una città capitale che ha al suo interno uno Stato estero) – è stata un’occasione stupidamente sprecata (e in che modo, poi!).

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