Ci mancava l’inchiesta Allineamenti astrali. E le sue conseguenze a lungo termine

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Più si legge di questi “allineamenti astrali  più si evidenzia che questo Luca Lanzalone non doveva essere paracadutato da Genova (e da altri luoghi nordici) nei cieli romani. Se qualcuno lo avesse intercettato (e abbattuto)  durante il volo coperto, non avrebbe fatto un soldo di danno. Lanzalone appare sempre di più persona che per nulla avrebbe dovuto avere accesso al MoVimento 5 Stelle che di allineamenti astrali (le stelle a cui faceva un tempo riferimento) sembra non aver mai capito una cippa.  Il M5S, soprattutto, non avrebbe dovuto sentirsi in grado di sviluppare anticorpi sufficienti per respingere la peste bubbonica che aveva già, dal dopoguerra ad oggi, sfigurato Roma, facendola diventare quel posto senza identità, visone e bellezza come oggi è ridotta. Non sentivamo proprio mancanza di gentaccia affaristico-delinquenziale  come quella che emerge ogni giorno di più dalle investigazioni in essere. Intorno allo Stadio della Roma o meno. Se fosse stato della Lazio, sarebbe stato lo stesso. Non sentivamo proprio la mancanza di stadi. Quello esistente, per inaugurare una stagione di carcerazioni di massa, ci bastava e avanzava. Così abbiamo gettato la maschera golpista e nel farlo facilitiamo la vita a tutti i mascalzoni che ancora ci temono. Eccome se ci temono. Ma state tranquilli, affaccendati faccendieri, nemici giurati della legalità e della equità (lei sì amica della sicurezza piuttosto che quattro revolver distribuiti nelle mani di chiunque si sentisse all’altezza di usarli), le mie sono le battute di un vecchio signore (si fa per dire), battute senza conseguenze e senza nessuna possibilità attuativa.

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Se ci fossero state le condizioni anni addietro, quando a Viale Liegi 33 si insediò il Comitato per il Gen. Franco Angioni (quello di Beirut) quale sindaco della Capitale, non staremmo a parlare di Roma ridotta come è ridotta perché non avreste avuto Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Gianni Alemanno. Diciamo che se Angioni avesse inaugurato una stagione di buon governo, le possibili “Virginia Raggi“, anni dopo, avrebbero ereditato altro. Ma qualcuno non volle l’onesto e capace Angioni (che avrebbe stravinto le elezioni e da Roma avrebbe mostrato l’esempio al Paese) per cui stiamo piangendo sul latte versato e sui Luca Lanzalone e una accozzaglia di filo diretti. Da chi, sarebbe interessante provare a capirlo, non potendo essere il capo banda/la mente organizzativa un ragazzotto montato (e un po’ riccastro) come Luca Parnasi.

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Mettiamoci un po’ la testa e vediamo di capire come è andata questa storia della perdita della speranza in una Repubblica più giusta e più pulita, perdita che si è consumata proprio a partire da Roma. Da Roma e certamente dalla mancata vittoria per governare la Sicilia (ma si può scegliere una nullità come Giancarlo Cancellieri per affrontare un esercito di mascalzoni come quelli che dalla lunga notte del 1943 governano la Sicilia nostra?).

Oreste Grani/Leo Rugens

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