Attentati e sparatorie. Roma chiama Torino e viceversa

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“La sindaca non va lasciata sola”, leggo ipocritamente nei giornali. Ovviamente, parlo della Appendino. Perché alla Raggi neanche parole di circostanza le avrebbero dedicato.

Lo scontro, da alcuni anni, pur di fugare l’ipotesi che il M5S fosse realmente pronto a innescare il cambiamento nelle grandi città e, nel farlo, partendo da quei territori, mostrando virtù ed onestà, liberare il Paese dalla dittatura oligarchico partitocratica, è stato durissimo. Prevedibile e previsto. Quello che non era prevedibile che, specialmente a Roma, poco o niente (in realtà a Roma tende al niente) si facesse perché la restaurazione non avesse vita così facile. La restaurazione, in un clima di lassismo sostanziale, è pronta riprendersi la Capitale e a far nuovamente dilagare la connivenza tra malaffare politico e criminalità. A mesi, l’illecito, riavrà la sua Capitale. E dalla Capitale, il passo successivo verso un dilagare nuovamente il tutto il Paese il passo sarà breve e indolore. A macchia di leopardo (dove la Lega e il berlusconismo governano) il gioco sarà un “gioco da ragazzi”. Dove sembra governare una sinistra, sarà ancora più facile come già, a far da esempio, c’è la Regione Lazio.  Secondo voi perché nei quartieri romani dove la criminalità dilagava quando la Raggi (è doveroso scrivere il M5S) ha vinto le elezioni, le percentuali di consenso sono arrivate al 73% per cento dei voti espressi e ora se si rivotasse tenderebbero a zero? La gente, la povera gente, gli ultimi (quelli che dicevate che non dovevano essere lasciati tali), gli invalidi, le famiglie numerose, le migliaia di persone colpite dalle più diverse povertà vi avevano creduto. Ciò che è successo vi inchioda alla responsabilità storica (che così chiamo perché tale è) di aver disperso la speranza. Dispersa al vento. Vento che, infastidito lui stesso di tale scellerata dissipazione, si prepara a trasformarsi in tempesta.

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E senza visione, senza strategia pre-discussa (e non nella solitudine di una conventicola di arroganti presuntuosi ed inquinati dalle quinte colonne nemiche non si è arrivati in tempo ad avere identità. Senza la virtù delle piccole opere legate intelligentemente tra loro e rafforzate da una visione culturale coraggiosa, nulla è stato possibile. Come si vedrà al ritorno alle urne. Spazzati via senza lasciare segno. Certamente questo nella Capitale. Con qualche eccezione in alcune macro periferie romane. Ma troppo poco per far assolvere la gestione Raggi. Che di questi sforzi ritengo inoltre sappia poco o niente. Comunque mal circondata e pessimamente consigliata, la capessa del Campidoglio sembra capire poco o nulla di cultura contemporanea e della riorganizzazione dei saperi che sarebbe stato necessario mettere al primo posto dopo quella che non poteva non essere una vittoria a mani bassissime. Si vede lontano chilometri che nulla era stato pre-pensato. Soprattutto nessuna capacità professionale nella selezione e formazione di uno staff di donne e uomini liberi dal condizionamento delle proprie discipline di provenienza e quindi capaci di concorrere a generare valore aggiunto non solo secondo scelte etiche ma predisponendo un piano di branding (direbbero i saputi in materia) e soprattutto di comunicazione.

Messi insieme (e con che fatica!) sono risultati dei pessimi interpreti della speranza e del sogno. E questo resterà imperdonabile. Non vi dico se poi, come potrebbe essere, si dovesse scoprire, nel tempo, che alcune macro cazzate non sono state casuali.

E allora sperando di essere ancora tra i vivi, lo giuro, faremo i conti.

E chi conosce personalmente Leo sa che questa promessa/minaccia vuol dire solo una cosa: finirete marchiati dall’onta della galera per il tradimento attuato a danno degli ultimi. Che invece avevano sperato di non essere più lasciati in quella condizione. L’INPS, come mi ero permesso di prevedere, ormai conosce i dati delle domande di Reddito di Cittadinanza/Pensione di Cittadinanza: 2.800.000 italiani e 250.000 “altri”. Ora la Repubblica sta per affidare, opportunamente, i controlli alla GdF. Vedremo quanti hanno mentito o non capito. Poi vedremo se nelle grandi e piccole città un po’ di equità  rappresenterà l’ultima spiaggia. A giorni le prime eventuali risposte “ingiuste”  (furbi premiati onesti puniti) faranno tabula rasa delle ultime speranze di cambiamento. Vigilate almeno su questo lembo di terra e su queste ultime giornate o quanto dovesse accadere dopo non sarà certo imputabile ad generico ribellismo o agli anarco-insurrezionalisti di turno. Di turno comandato. Lo scontro sociale sarà vero e anche questo vi troverà impreparati.

Oreste Grani/Leo Rugens