Il turco Erdogan come l’egiziano Al-Sisi non sono forti come in troppi hanno pensato

sisi-erd2

Il 19 aprile del 2015, tra poco 4 anni, ho postato una riflessione su come Papa Francesco la pensasse sull’ottomano Erdogan. Su come ragionava il sottile gesuita un po’ francescano Bergoglio e, nella sua marginalità e ininfluenza, il sottoscritto. Quel giorno d’aprile scrissi le cose che potete oggi leggere su Erdogan e sul suo destino incerto ma so di essermi espresso tante altre volte volte sul fatto che era meno solido di come sembrasse. Ora i numeri ci cominciano a dare ragione. Se penso a quelli che lo volevano in Europa per fare business, posso solo che ricordarmeli e compiangerli.

Ricordarmeli come quelli che, anni addietro, credevano alle bufale dell’ISPI. Parlo della struttura consulenziale (anche di questo Governo?) che continua imperterrita ad essere mostrata in TV (anche di Stato) come se per anni non avesse sparato cazzate. Due post a testimonianza di queste parole forti (quelle sull’ISPI sono solo le prime) e sui costi che la collettività deve affrontare per essere sistematicamente fuorviata da questi cagliostrini della geopolitica.

Oreste Grani/Leo Rugens ancora più incazzato e ruggente del solito “costretto” a pensare che a me si negano pochi onesti spicci ed ad altri, mi dicono, si fanno contratti per 78.000,00 euro.

P.S.

Se sapete chi io sia realmente considererei questa una vera e propria dichiarazione di guerra. Forte della mia marginalità e del non non non aver voluto neanche chiedere l’adeguamento alla pensione di cittadinanza. Oscena la pretesa che si debba fare la domandina (come da prassi carceraria) per avere, eventualmente, ciò che i controlli incrociati dovrebbero sapere a chi dare e a chi no.

Ma questo è un altro discorso. O forse lo stesso.

Giulio Regeni

P.S. al P.S.

Aspettate per chiedere giustizia e verità sullo scempio del nostro compatriota onesto, coraggioso e intelligente Giulio Regeni, che anche Al-Sisi, dopo il turco Erdogan, mostri la sua debolezza?

La verità che a voi (ma chi sono i voi) della fine tragica di Regeni non interessa un cazzo di niente. Voi avete da pensare a questioncelle relative ai colori dell’arcobaleno che connotino o meno le famiglie e la vostra sessualità. Non per queste sfumature cromatiche vi avevamo, in undici milioni di cittadini, votato. Ne per scoprire che il debito pubblico italiano non non non non non può più scendere perché la massa critica non lo consente ragionieristicamente parlando. Come questo cazzone (non vi eccitate perché in realtà sono leggermente sotto la media) marginale e ininfluente da anni ha lasciato scritto. Sapendo che un giorno avreste anche di queste cose cazzafrullato.  Così ora è chiaro di cosa se uno vuole richiamare la vostra attenzione deve scrive: di cazzo.

E rifirmo perché non pensiate che non sappia cosa sto scrivendo.

Oreste Grani/Leo Rugens


OGNI TANTO NE SPARO UNA GROSSA

ali_agca_pistola_ali_agca_contro_papa_ap_01

Oggi, ad esempio, dico che, ad Ankara, esiste la Fondazione per il rafforzamento delle forze armate turche (TSKGV)

A giudicare dalla reazione, ad Ankara e ad Istanbul, hanno sentito la botta! Deve essere stato una vera sorpresa quando detto da Papa Francesco a proposito del genocidio armeno. Almeno quanto lo fu, per noi italiani, il 13 maggio 1981, quando, il Lupo Grigio turco (musulmano) Ali Agca, provò ad uccidere il Papa dei Cristiani. Il Gesuita (questa volta poco francescano e misericordioso) ha cominciato a ricordare al mondo chi siano gli ottomani impalatori e cosa, anche recentemente, hanno fatto per favorire i persecutori di cristiani, di yazidi, di curdi, di armeni.

lupo grigio

Chissà cosa dicono dalle parti della Fondazione per il rafforzamento delle forze armate turche (TSKGV) di quanto sta accadendo? Cito la Fondazione perché in questi giorni sono sotto l’effetto delle suggestioni italiche relative alla Fondazione Italianieuropei di D’Alema, Amato ed altri e della ICSA  un tempo di Minniti. Piccoli soldi (alcuni milioncini) raccolti da sostenitorini appassionatini all’atto della nascita delle strutturine e si fa tanto rumore. Figurarsi se fosse accaduto in Italia che tali luoghi di pensiero strategico fossero risultati possedere robusti pacchetti azionari della Telecom (Turchia), della Goodyear, della Shell e della Renault (per fare esempi tra i tanti possibili) come avviene dalle parti di Ankara. Il tutto ovviamente esente da ogni controllo finanziario democratico. La TSKGV è dell’Esercito turco e come ogni cosa che riguarda i militari, fa come gli pare. E’ quello che amerebbero fare anche i nostri politicantucoli che vorrebbero incassare per i loro convegnucoli offerte generose e disinteressate senza controllo alcuno. Facciamo “cultura” dice l’ex Presidente del COPASIR, amico di Hamas, Massimo D’Alema e mentre lo dice si riposiziona gli occhialetti per assumere un contegno e non scompisciarsi dalle risate lui che è notorio per non ridere mai. Torniamo ad Ankara e alle reazioni stizzite. In Turchia non ci sono solo ombre (senza luci) rispetto a chi ha massacrato un milione e mezzo di armeni (tanto per cominciare) ma, passando per i tipi che hanno cercato a Piazza San Pietro di ammazzare Giovanni Paolo II, ci troviamo di fronte all’assoluta assenza di luce rispetto a quale prezzo, pur di continuare a sterminare curdi (donne uomini vecchi e bambini come classicamente si dice), i governanti di Ankara sono pronti a pagare ai tagliatori di teste che operano sotto la copertura dell’ISIS. Che minchia c’entra l’Argentina e il Servo di Verità, Papa Bergoglio? Come vedete,  col suo dire e “scandire”, Papa Francesco traccia discriminanti.

erdogan

Colgo l’occasione per ricordare che si mormora che oltre a farsela con i tagliatori di teste, alcuni militari ad Istanbul e ad Ankara siano rimasti tra gli ultimi a credere che i “Protocolli degli incontri dei savi anziani di Sion”, siano un opera storica e non una “bufala” costruita artatamente per scatenare nel mondo la  caccia agli ebrei. Altro sport in cui, gli ottomani, vorrebbero mostrare la loro valenza. Senza le incursioni strategiche di Papa Francesco i “negazionisti turchi” (ma quale genocidio armeno!!!!!) li potremmo ritrovare a sostenere che nessuno ha torto un capello a ebrei, omosessuali, zingari, comunisti, diversamente abili. Se non ci fosse Papa Francesco, l’indifferenza complice, non solo si diffonderebbe ma alimenterebbe qualunque tipo di orrore e qualunque sopraffazione dell’uomo sull’uomo.

Oreste Grani/Leo Rugens



L’ISPI È UNO DEI PIÙ ANTICHI THINK TANK ITALIANI E TRA I MIGLIORI IN EUROPA. … OPPURE NO?

Schermata 2014-09-07 a 16.25.38

Quando Matteo Renzi per la prima volta parla di gente che non ne ha azzeccata una ma che pretende, in questi frangenti ormai drammatici, di dirci cosa si deve fare, dice, finalmente, il vero. Per ammetterlo io, deve proprio essere vero. Si riferisce ad economisti menagrami e ridicoli nelle loro perdite di memoria rispetto alle loro previsioni sballate. Non mi permetto di entrare nel merito di queste contraddizioni che mi sembra comincino ad esplodere in sede governativa.

Sono interessato, viceversa, a sapere cosa pensa il Premier, di organismi di consulenza che la elaborazione di previsioni geo politica ce l’hanno come  scopo statutario ma che, come gli economisti di cui sopra. dicono un sacco di stupidaggini.

Nel luglio del 2009, qualcuno, ad esempio, scriveva: “Sotto la guida di Bashar  al-Assad, succeduto al padre Hafez nel 2000 e rieletto presidente nel 2007 per altri sette anni, la Siria è un Paese politicamente stabile”. Presidente Matteo Renzi, ritengo che lei sappia leggere e interpretare questa affermazione che dovrebbe essere collocata tra quelle che consentono di classificare qualcuno, “tra gli analisti che non ne azzeccano una”. Soprattutto se, dopo questa affermazione, l’analista dovesse averne fatta un’altra del tipo: “è iniziata una progressiva riabilitazione politica ed economica della Siria che sta consentendo al paese di uscire gradualmente dall’isolamento internazionale e regionale degli ultimi anni”.

Schermata 2014-09-07 a 16.25.00

Se gli stessi professionisti delle incursioni nel futuro avessero, inoltre, dichiarato, “…alla guida del paese da quarant’anni (1° settembre 1969) Muammar Gheddafi ha saputo cambiare il volto della Libia dandole le caratteristiche del rentier State, quella forma di Stato che si mantiene sulle rendite petrolifere. La scelta occidentale della Libia ha permesso al regime di sopravvivere e trovare nuove risorse per lo sviluppo. Oggi (luglio 2009, ndr) il regime appare stabile”, cosa pensereste di loro?

Se a queste “perle” si dovesse aggiungere qualcosa del tipo “…sotto l’indiscusso (aiuto! ndr) potere del presidente Zine el-Abidine Ben Ali, in carica dal 1987, e oggi al suo quarto mandato dopo la vittoria alle elezioni del 2004 la Tunisia gode da anni di una situazione di stabilità politica…”, la condanna per incapacità, dovrebbe o no essere senza appello?

Ebbene, se un giorno dovessimo riuscire a chiedere al nostro Capo del Governo se sappia chi siano i signori specialisti in cazzate organizzate di cui abbiamo citato solo alcune castronerie saremmo vicini a potergli chiedere, a buon diritto, di smettere di frequentare ed ascoltare, certa gente che invece frequenta e di cui si avvale come  suoi consiglieri? O questo, o le dimissioni da “pericoloso e mal guidato” capo del Governo.

Oreste Grani/Leo Rugens
PS: avete capito che le “previsioni” (tutte sbagliate) erano frutto delle capacità analitiche degli specialisti dell’ISPI?
Schermata 2014-09-07 a 16.28.44Schermata 2014-09-07 a 16.29.03