Concorsi truccati? Meritocrazia nel cesso? Le cupole partitocratiche e mafiose all’attacco?

Il primo numero della bellissima rivista "KOS" edita da Franco Maria Ricci

Direi che, con l’operazione umbra, stiamo cominciando a mettere le mani nel cesto delle vipere/cobra/pitoni costrittori/anaconda se questi rettili fossero abituati a convivere. Bisogna, comunque, non solo sapercele mettere le mani ma sarebbe opportuno che ci si munisse di guantoni protettivi. Dietro al settore della sanità non c’è solo la partitocrazia ma leggo, da sempre, anche le logge massoniche. E ovviamente il mondo della Chiesa nelle sue varie articolazioni. Opus Dei e CL per cominciare.

L’iniziativa investigativa umbra è di vecchia data (si dice che nasca da una lettera anonima, ben documentata, fatta pervenire tempo addietro a chi di dovere) e sarebbe opportuno che nessuno cercasse di ascriversene il merito che rimane, inizialmente, di quel cittadino, informato, che, con intelligenza mirata, ritenne opportuno mettere un fermo a queste forme di pericolosa ingiustizia. Sempre odiose, ma particolarmente gravi quando si attuano nel settore della sanità. Che gli illeciti si commettano in Calabria o, piuttosto, come in questo caso, nel cuore verde dell’Italia. Comunque la sanità è certamente uno degli hub determinanti per fermare la degenerazione clientelare, nemica della meritocrazia e, a sua volta, viceversa, buon alleata strategica della sicurezza. Quando viene coltivata. Se poi uno dei politici nodali, tra quelli ieri denunciati, viene piazzato al Ministero dell’Interno (Scelto da chi? Perché? Come? Quando? Dove?) per anni (Governi Letta, Renzi, Gentiloni) la questione assume aspetti paradigmatici (questa è o meno la Sicurezza Nazionale) per cui avrei avuto necessità di avere come “consulente” – ancora vivo – l’amico umbro Pompeo De Angelis che certamente, cento volte più di me, sapeva di questo schifo. E di questo schifo nella sanità umbra. Ma anche delle reali responsabilità di questo Giampiero Bocci, stimato invece da ben tre Presidenti del Consiglio e dai ministri dell’Interno, Alfano e Minniti. Direte che questi nomi non sono certo una garanzia ma questo è. Comunque sarebbe interessante andare a verificare quando e come questo signore sia stato determinante nelle attività ministeriali. In anni delicati. Come tutti quelli che riguardano la Repubblica. Me lo dovessi ricordare questo Bocci. Cambiamo piano, ma non rimuoviamo il pensiero recondito su questo Bocci.   

A Perugia, emerge quel che emerge, ma chi frequenta onestamente la Rete sa che che la tensione nel mondo scientifico e universitario che oggettivamente comprende anche quello investigativamente aggredito in queste ore, è altissima. Recupero su segnalazione, non anonima, un articolo che più di altri dovrebbe aprire gli occhi su alcune forme di indifferenza (così appare ma così ci auguriamo non sia) che non doveva certo caratterizzare l’attività di chi ha assunto posizioni di rilievo (mi dicono anche ben pagate con denaro pubblico) grazie all’ondata moralizzatrice che viaggiava al seguito del M5S. Questa del nepotismo, delle raccomandazioni, dei concorsi truccati è materia che non va in alcun modo circoscritta al malcostume e che va trattata da figure competenti e non come generiche inchieste giornalistiche semi scherzose. La criminalità organizzata (sarebbero le Mafie), tanto per fare un esempio, è molto avanti su questo terreno strategico. In tutti i settori delicati, ma in particolare su quelli di massimo potere come la sanità e l’urbanistica. Comunque, a prescindere da ieri, direi di aprire/spalancare gli occhi piuttosto che sonnecchiare, come sostengono le associazioni citate nell’articolo o la testata WIRED tanto cara, nella reciprocità, a Gianroberto Casaleggio. Ogni cattedra che si porti dietro per i suoi titolari perizie nei tribunali, credibilità nei consigli d’amministrazione, ricerca scientifica condizionata o male indirizzata, fondi europei catturabili o meno, va vigilata perché, statene sicuri, è già stata abilmente attenzionata dai “mafiosi”. Troppe volte, ormai detto, non più in coppola. Ma in cupola. Nelle Università soprattutto. Come mi sarebbe facilissimo dimostrare. Comunque un bravo particolare alla GDF, che, ben indirizzata, sa quello che deve fare. E lo dimostra ogni giorno di più.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

A seguire riproduco, per più motivi, i sette articoli che l’amico e maestro Pompeo De Angelis scrisse, per noi, denunciando, sin dal 2016, il business della sanità umbra, tanto per fare un esempio, quella intorno al dramma della dialisi.     

Dialisi o altro, i fari erano accesi. In  particolare il 3 marzo 2016 De Angelis scriveva un pezzo in cui sottolineava l’opera meritoria della GdF e dei Carabinieri spinti ad agire dalle Procure territorialmente preposte. A volte, se la politica virtuosa (e il M5S questo deve essere) fosse più attenta agli indizi che cittadini probi affidano alla Rete, la Magistratura, le Forze del’Ordine e della legalità sussidiaria, sarebbero facilitate nella loro attività sinergica, condizione, in cui, spesso, viceversa, sentono di operare in solitudine.

P.S. al P.S.

Il post si appesantisce di più documenti messi tra loro in relazione per provare, ancora una volta, a dare un segnale di cosa sarebbe opportuno fare con maggiore determinazione.

La democrazia (e quindi la Libertà) vien difesa anche e soprattutto con la meritocrazia e l’equità.

In campana su questo terreno su cui torno sistematicamente in questi giorni. Si stanno per aprire le “buste” dell’assegnazione o meno del RdC. E l’INPS già dice che non farà controlli. Vi rendete conto cosa si prefigura? Se questo fatto sostanziale (i controlli avrebbero difeso gli ultimi) si dovesse verificare sappiate, che tenderete ad essere “sciolti” dagli eventi e rimarranno al comando solo i conversatori con la pancia. Cioè, come ho suggerito in altro post, con le feci. Che, sia pur necessarie, non credo siano la parte nobile dell’uomo. Dimenticavo: anche della donna.

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COME UN PEZZO DI FORMAGGIO ASSISTITO DAI TOPI – POMPEO DE ANGELIS

L’ANED DELL’UMBRIA TRAMONTA, MA BASTERÀ FAR PASSARE LA NOTTE – POMPEO DE ANGELIS

UNA MODESTA PROPOSTA: LA DIALISI AD ACQUAPENDENTE – POMPEO DE ANGELIS

QUALCOSA CAMBIA A TERNI – A PROPOSITO DELL’EMODIALISI – POMPEO DE ANGELIS

L’INVOLONTARIATO – POMPEO DE ANGELIS

DIALISI NON DEVE ESSERE SINONIMO DI UN’ANTICIPAZIONE DELL’INFERNO

DIALISI 3 – POMPEO DE ANGELIS

 

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