Matteo Salvini cala la maschera e va all’attacco della Capitale

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Focarello, focarello. O forse ci siamo. Peccato che a questo appuntamento decisivo (l’articolo serve a riaccendere ricordi, evidenziare nessi, portare in superficie rizomi, contestare complicità) manchi un Governo/MoVimento scevro da inquinamenti e connotato, in alcuni suoi esponenti, da stili di vita fragili se non, in alcuni casi, “ricattabili”. Potete immaginare, amici cittadini a cinque stelle (e parlo di una parte congrua di undici milioni di elettori) se, dopo il trionfo del 4 marzo 2018, ci si fosse astenuti dal soddisfare il desiderio compulsivo e malsano di andare al governo con la Lega ex Nord, oggi cosa saremmo pronti ad ereditare in termini di numeri assoluti? Forse, qualche passo adeguato per studiare la materia e reclutare, selezionare, formare personale all’altezza del governo della Cosa Pubblica, sareste riusciti a compierlo. Che la calciocrazia fosse una fogna peggio della partitocrazia anche Leo Rugens lo avrebbe saputo spiegare. Altrettanto chi fosse Mons. Libero Andreatta (che abbiamo conosciuto nel 1999, come boss dell’ORP, realtà complessa e affaristica che la  KAMI ha attenzionato, opportunamente, per anni). Altrettanto che Luigi Bisignani controlli mezzo paese e che l’altro mezzo se lo spartiscano persone come Giancarlo Elia Valori, alcuni affiliati all’Opus Dei, gli avanzi del berlusconismo, se richiestoci, ve lo avremmo spiegato. Aggiungendo qualcosa sul sistema dei circoli sportivi sviluppatisi lungo i fiumi di Roma che sono il noto Tevere e il meno conosciuto Aniene. E questa rete delle reti ve l’avremmo descritta dettagliatamente per come si tiene insieme con un collante mafioso criminale. Tenete conto che il PD è stato obbligato a giocare la carta Zingaretti che, come vedremo, è proprio l’ultima carta. E per prima cosa, come ci permettiamo di sostenere da anni, prova a parlare di reclutamento, selezione e formazione di una nuova classe dirigente.

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E questo lo dice anche alla luce di quanto emerge in queste ore in Umbria e, più in generale, nel sistema sanitario nazionale. Che lui, proprio lui, possa girare pagina, non credo sia possibile. Ma questa è eventuale materia per i magistrati  inquirenti. La verità facile facile che sarebbe stato opportuno lasciare la patata bollente del dopo elezioni nelle mani degli affini e consentire loro di scannarsi per le sedie. I loro comportamenti illeciti avrebbe fatto il resto. Avete sentito come parlano a telefono quando si devono spartire le poltrone? Ma alcuni hanno ritenuto che il vertice del MoVimento, in assenza di vera esperienza di tali complessità e di geopolitica che tutto condiziona e “piega”, era pronto. A cosa viene spontaneo chiedere?

Comunque se non scappate tutti (noi, come abbiamo detto e ripetuto, hic manebimus optime) da ciò che avanzerà del MoVimento, dopo le europee, il cambio della compagine governativa e la caduta della Capitale, saremo sufficienti per ripartire vivendo la necessaria stagione di una leggerezza dovuta all’abbandono naturale della nave da parte degli opportunisti e di quelli che si sentivano sto’ cazzo. A tal proposito vedrete con quale creatività, e capacità di comunicare, troveranno diecimila giustificazioni per “passare/ritornare” da dove venivano. A cose avvenute, per chi rimane, sarà una bellissima sensazione quella di vivere, in piena consapevolezza ritrovata, le ragioni di una scelta. Meglio soli che male accompagnati. Ma voi che piangevate dalla felicità nelle piazze stracolme di tutta Italia gridando onestà-onestà con la fauna delinquenziale descritta, a volo d’uccello, dal pezzo che vi stiamo riproponendo, che minchia c’entravate? Ma voi, onesti grillini, con i sistemi alla Bisignani, GEV, Scarpellini, Parnasi, Andreatta, Giorgetti e, indietro nel tempo, alla Previti, Letta, Malagò che cosa avevate a che spartire? Voi eravate “gli altri” e in troppi tra i vostri dirigenti evidentemente se ne sono scordati. O non lo hanno mai saputo. Ma la legge (quella della politica ancora di più), come si sa, non tollera ignoranza. Chi ha sbagliato si faccia da parte ora che la destabilizzazione del Mediterraneo ci obbligherà ad una stagione ancora più drammatica (la “sirializzazione” della Libia è obiettivo evidente dei signori della guerra) di quelle che sono state sottovalutate e non usate per prepararsi al peggio.

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Comunque, mi dispiace per chi mi detesta, hic manebimus optime. E questo dopo aver ricordato, tanto per cominciare, che io, una nullità da trattare come si ritiene di potermi trattare, che “sarebbero venuti anche a nuoto” mi ero permesso, oltre venti anni addietro, non solo di dirlo ma di metterlo nero su bianco e di consegnare, nelle mani del prefetto Andreassi, il progetto per monitorare/contrastare il fenomeno emergente.  L’Intelligence “intelligente” (che sfizio sarebbe sapere chi cazzo decise) ritenne che 600 milioni di lire erano troppe (temevano forse di avere poco da dissipare/rubare per se) per cominciare a ragionare, con anticipo, di questa emergenza certa. 600 milioni di vecchie lire sarebbe come 300.000,00 euro odierni. Cioè quanto saremo costretti a spendere “al giorno”, se basteranno. Non vi dico cosa succederà di questo nostro Paese se il modello Siria si dovesse riprodurre sulle coste “libiche”. Solo libiche?

Atlante guerre nel mondo AFRICA

Cazzoni ieri, cazzonissimi oggi. Nessuna iniziativa seria in Tunisia dove si continua a fare la fame, soprattutto al sud;  l’Algeria è in fase di transizione e nessuno sa chi andrà a guidarla; della Libia abbiamo detto e scritto; l’Egitto, come sa la famiglia di Giulio Regeni, ci ama e ci rispetta. Il Sudan è sula graticola; della Nigeria (ne ho le prove) non ve ne frega un cazzo se non per steccarvi le briciole delle tangenti petrolifere; del Sud Sudan se non ci fosse stato il solito Papa Francesco a costringervi ad informarvi non sapreste neanche dove si trova; il corno d’Africa, con i suoi drammi, potreste pensare che è un corno di rinoceronte da far tritare per farne afrodisiaci per i vostri per le vostre stanche escrescenze sessuali; il Niger alcuni lo confondono con la Nigeria di cui sopra. Mi dicono che, visto il consumo di cocaina che aumenta (soprattutto nel Nord ben amministrato) a mala pena alcuni politici assuntori sanno dove è la Guinea Bissau. Che ormai, come Stato africano, è in realtà una dependance del solito Sud America produttore di stupefacenti. Ed è stupefacente che anche del resto dell’America meridionale, a cominciare dal Venezuela e a finire all’Argentina, la classe dirigente governativa sappia poco o niente. Come mi risulta.

Come vedete tutto si tiene, dal CONI guidato da Giovanni Malagò, (con i suoi ipocriti baciamano), passando dalla riappropriazione della Capitale da parte degli affamatissimi Comitati d’affari che non hanno mai mollato la presa. Lo faranno tramite il fenomeno emergente della Lega + il blocco che aveva sostenuto Alemanno di Mafia Capitale. Per poter avere la Capitale e il Paese nelle stesse mani. Ma a sparigliare per impedire tanto orrore malavitoso, potrebbe pensarci, paradossalmente ma non troppo, la Dea della Guerra (e lo dico con grande dolore) che travolgerebbe tutto e tutti. Non so capire, vecchio e stanco come mi sento, quale sarebbe la soluzione auspicabile. Certo la preveggenza di Giampaolo Pansa si fa sempre più possibile. Intendendo anche in Italia un’ipotesi di guerra civile che da serpeggiante e mai risolta potrebbe farsi sostanza. Ma queste sono farneticazioni di un signore di poco conto almeno bizzarre ed eccentriche come quelle che sostenevano che, poveri “neri” africani (mascalzone cavallaro, ex fumatore di pipa stai passando il segno!), sarebbero arrivati anche a nuoto.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. Per mascalzone cavallaro si intende il bergamasco razzista Vittorio Feltri. Questo in attesa di convocazione alla Polizia Giudiziaria.


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