Un milanese a Roma

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Recitare da statista o da Ministro dell’Interno non è facile e quando cadrà sentiremo un tonfo epocale, per ora ci godiamo i suoi occhi socchiusi da finto orsacchiotto e gli auguriamo di godersi quel poco di celebrità tra le braccia di una ventenne figlia di cotanto padre che i ladri, audaci e inteligenti, hanno avvertito, introducendosi nella sua dimora secondo i modelli operativi di un tempo: i potenti venivano ciclicamente messi sull’avviso tramite strani furti.

Mi chiedo come faccia certa gente a prendersi tali “pesci in faccia”. Ultimi quelli degli ammiragli che non si sono certo fatti intimidire.

Mi chiedo come un popolo riesca a premiare tanta arroganza.

Mi chiedo perché l’altro fronte non voglia contrapporre competenza e merito.

Mi chiedo se siamo ancora uno stato o uno “stato guscio” (si veda la definizione data da Loretta Napoleoni).

Mi consolo al pensiero che un italiano avesse segnalato il rischio che correva Notre Dame, per di più stipendiato dai francesi.

Dionisia

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