A proposito di copie di un libro (Enigate di Claudio Gatti) che non ho potuto comprare

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Avevo dieci anni quando (1957) a Città di Castello, negli stabilimenti della “Tip. Unione Arti Grafiche” veniva stampato, per conto di Sindico-Montanaro Editori -Taranto, il libro “Su Onda 31 Roma non risponde” di Franco Tabasso, di cui oggi vi lascio traccia. Posseggo il testo xerocopiato grazie ad un lettore torinese che non solo ha donato, oltre a questo, oltre un centinaio di volumi preziosi per il nostro lavoro ma che, ciclicamente, ci fa pervenire cifre che vanno a lenire le nostre note difficoltà. Un intellettuale appassionato di libri “rari”, amico fedele del blog (e della Repubblica) e per tanto, implicitamente, del Corso di Intelligence che, come sapete, è in fase di sperimentazione nella forma di “conversazioni” di cui a volte trovate riferimenti in questo luogo telematico. Conversazioni che l’Associazione HUT8 Progettare l’Invisibile ha ideato e che grazie all’appassionata attività di Alberto Massari, stanno svolgendo la loro funzione formativa e di messa a punto di un percorso di relazioni culturali (ma anche politiche) che ormai, ne siamo certi, ad ottobre p.v. lascerà il segno nel panorama stancamente ripetitivo dei mille e mille master che vengono offerti, a cifre imbarazzanti (se non celanti altro) sul mercato dell’Intelligence e della Sicurezza dello Stato. Prezzi macroscopici (migliaia di euro) e uso del denaro (anche pubblico) su cui torneremo nei prossimi tempi. Non per semplice “invidia” (anche se quando non ho, proprio quel giorno, i necessari 120,00 euro per comprare copie di Enigate di Claudio Gatti da affidare agli allievi, non trovo giusto che alcuni abbiano troppo ed altri troppo poco), ma per quella equità di cui continuo a fare cenno essere alla base della sicurezza, anche dello Stato.

Oggi è banalmente venerdì di passione per cui direte che ci si deve adattare all’idea che esistano le Vie Crucis. Certo, ma non vedo perché al Golgota noi dobbiamo sempre salire a piedi scalzi (non De-scalzi) ed altri, furbastri, debbano prendere l’elicottero. Spero non debba scoprire, per loro, “di Stato”. Perché, in quel caso, con Leo Rugens furente farete i conti e non del tipo quali le semplici rendicontazioni arrogantemente richiestemi. A cui, fatte per rispetto ala richiesta fattami e per quieto vivere “istituzionale”, si è perfino ritenuto di non dare risposta scritta o soluzione fattiva. Direi che di Orestino Granetto, del suo stile di vita (suo, dei suoi collaboratori e della sua famiglia) non solo si sa poco, ma il quadro generale in cui opera lo si è, inopportunamente, preso sottogamba. Come si diceva un tempo.   

Orestino Granetto, leoncino ruggente   

OrestinoGranetto

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