La Famiglia Casaleggio, l’equità massonica e un uomo speciale

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Gianroberto Casaleggio era repubblicano. Non nel senso del PRI. Affermo una cosa apparentemente ovvia e lo faccio nella speranza che nessuno, in questa fase convulsa, ne voglia offendere la memoria anche assimilandolo ad una cariatide d’altri tempi come il monarchico Antonio Tajani. Quindi Casaleggio non era monarchico. E fin qui ci siamo certamente. Se fosse stato, oltre che repubblicano, anche massone (come qualcuno, con sicurezza, afferma) non è dato di sapere perché, è opportuno ricordarlo, ci sono vari modalità di essere iniziati alla Massoneria e, al tempo, non essere “organico” (e visibile) ad alcuna obbedienza/loggia. O viceversa, uno può non essere affiliato “niente” e per sua scelta, vivere, segretamente, in spirito latomistico. Certamente i gravissimi comportamenti tenuti in molte logge negli ultimi decenni potrebbero aver scoraggiato non pochi cittadini probi e aperti ai valori tradizionali della Fratellanza, dell’Uguaglianza, della sacra Libertà spingendoli a tenersi, formalmente e sostanzialmente, lontani da tale istituzione in altri momenti storici benemerita. Certamente una persona del calibro intellettuale di Casaleggio, uomo di buoni costumi, dedito certamente ad uno stile di vita etico irreprensibile, mai si sarebbe potuto mischiare con un pennivendolo (venditore della propria penna e coscienza) amorale (dimenticando, nel nulla, tra l’altro, l’amico fraterno David Rossi) come Stefano Bisi, ancora Gran Maestro del GOI, che di un Giuseppe Garibaldi o di un Ernesto Nathan, ha veramente poco poco.

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Comunque, come forse sapete, non c’erano solo gli “Stefano Bisi” ad accogliere qualcuno “in loggia”. Anzi, se, come si dice, il GOI non è da tempo riconosciuto nel mondo della Fratellanza Massonica in quanto, dopo la stagione nerissima della P2 ed altri frizzi e lazzi, sembra sia stato sciolto d’imperio (esistono “dirigenti mondiali” che hanno titolo per depennare le consorterie di mascalzoni) uno non sarebbe “massone”, se anche fosse stato affiliato al Grand’Oriente d’Italia. In poche parole sarebbe come se uno fosse finito nelle grinfie in un forma taroccata del mondo che, in altri tempi e con altri meriti, accolse Newton, Montesquieu, Voltaire, Mozart, Casanova, Beccaria, Franklin, Washington, Jefferson, Paine, La Fayette, Byron, Bolivar, Puskin, Mazzini, Garibaldi, Proudhon, Hugo, Darwin, Tolstòj, Carducci, Weber, Freud, Show, Ataturk, Keynes, Roosevelt, Gandhi, Orwell, Jung, Einstein, Marchall, Truman, Chaplin, Roncalli, De Curtis, Luther King, Caffè, Popper, Spinelli, Kuhn, Galbraith, Schlesinger, Cuomo (Franco), Borgine, Mandela, Foà, Marquez. Eventualmente in buona compagnia quindi. E temo di essermi dimenticato non pochi personaggi di una qualche rilevanza. Certamente Casaleggio non ce lo vedo ad essere stato un “massone d’operetta” messo in mezzo da paraculi nullafacenti, piazzisti di gaggettistica istoriata di squadre e compassi.  Affronto questo delicato argomento solo ed esclusivamente perché ho avuto modo di leggere l’accorata difesa che Davide, suo figlio, ha voluto giustamente fare del padre, prematuramente scomparso, nel blog della Piattaforma Rousseau. Nel documento a cui faccio riferimento, non solo Davide afferma che il padre “non era massone”, ma che non era molte altre cose di cui la muta dei cani ringhianti ora che è morto lo accusa.

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Mentre fa bene il figlio a fare ciò che ritiene opportuno fare per difendere l’onore del genitore e della amica verità, su questo dettaglio dell’eventuale esperienza latomistica di suo padre, se fossi in lui (ma non lo sono), sarei prudente. Non perché a mia volta abbia certezze specifiche (come sembra, viceversa, averne il solitamente espertissimo e documentatissimo Gioele Magaldi) ma perché, banalmente, l’affiliazione poteva essere avvenuta anche all’insaputa del figlio. O di chiunque altro. Ininfluente, per tanto, fare certe affermazioni. Io mi atterrei ai fatti. Casaleggio affermava, in accordo con Beppe Grillo, che “nessuno doveva rimanere indietro” che è un pensiero/patrimonio della Massoneria. Gianroberto potrebbe essere, pertanto, anche stato un massone e non ci sarebbe nulla di vergognoso. Come il timido elenco di sopra dovrebbe attestare. Ad esempio, quando Casaleggio, ancora vivo, ha dato il suo bene placet a gran parte del programma che poi è comparso nell’accordo di Governo con la Lega, potrebbe averlo fatto da libero pensatore (quale certamente era), forse “anche” appartenente a qualche obbedienza. Ininfluente, torno a dire. Determinante, viceversa, la sostanza del pensiero etico-morale articolato, elaborato negli anni, nella sua intimità e che rimane, come responsabilità storica, sulle spalle del figlio Davide. E questo, a quanto si apprende, addirittura per volontà testamentaria. Pensiero e volontà, se lo si stimava ed amava come padre e come uomo, che non vanno traditi. Questa, come si può immaginare, è la vera questione non da poco. E questo lo scrivo mentre si assiste a quanto sta accadendo. Certamente, gentile Davide, siamo testimoni semi-impotenti ad una corposa dissipazione dell’immenso patrimonio che Casaleggio e Grillo avevano concorso, in modo determinante, ad “accumulare”: 11 milioni di consensi offerti, unilateralmente, in un quadro fiduciario e senza alcun “voto di scambio”. Le cose non stanno andando come si sperava e qualche responsabilità potrebbe esserci. A cominciare dall’esito che potrebbe annunciarsi inadeguato/disastroso del Reddito di Cittadinanza. E taccio sulle Pensioni di Cittadinanza.

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In numeri che circolano erano, in parte e tra le righe, previsti, anche da questo marginale e ininfluente blog. Ripeto: meglio qualcosa che niente, come ho scritto, ma, quanto si delinea, sembra più una beffa o un boomerang artatamente costruito ad opera di nemici dell’Uguaglianza. Speriamo che i numeri reali smentiscano queste prime informazioni e che alla soglia promessa, tutti gli aventi diritto, siano portati, sin dal 1° maggio p.v.. Vedremo chi, soprattutto, sulla base di una opportuna equità, sarà considerato averne diritto. Questo, certamente, Gianroberto Casaleggio, da uomo probo (massone o meno che fosse), si augurava.

E a tal proposito, mi dispiace sinceramente che non sia più tra noi a discutere di equità, di dissipazione, di Fratellanza, di Uguaglianza, di Libertà.

Oreste Grani/Leo Rugens