Jewish Comedian Zelensky Wins Ukranian Presidential Election by Landslide

 

Alla memoria delle vittime del massacro di Babij Jar

“Ci sarà sempre una guerra altrove per sostenere la pace altrove” Anonimo

“In realtà sono convinto che la gente desidera a tal punto la pace, che ai governi converrà un giorno o l’altro voltare pagina e lasciargliela godere” Dwight D. Eisenhower

«Secondo me, a dir la verità, si esagera un tantino con questo fatto di essere ebrei. Se uno ci tiene a esserlo, buon per lui, – dico io – buon pro gli faccia. Ma se viceversa non ci tieni, nessuno dovrebbe aiutarti a tenerci., Io, per me, in primo luogo sono inglese, in secondo luogo polacco e tutto il resto viene in terzo luogo… » Le Carrré, La casa Russia

“Non pensiamo all’umanità, pensiamo alla nostra casa” Anonimo

«Sì, sono ucraini, però non è questo il loro principale movente. Anche le loro famiglie hanno sofferto. I loro padri, come il mio, sono stati per dieci anni nei campi di lavoro, sia pure per una ragione diversa. Sono ebrei.» «Ma odiano Mosca?» domandò Drake. «Anche loro vogliono colpire il Cremlino?» «Sì, odiano Mosca» F. Forsyth, L’alternativa del diavolo

È una emozione particolare sapere che l’Ucraina ha un Presidente, Volodymyr Zelensky, giovane, colto, attore, imprenditore televisivo (da noi suona male, lo so), patriota, ebreo in un paese che i tedeschi incendiarono massacrandone la popolazione, altrettanto i russi quando incendiarono la biblioteca nazionale a Kiev distruggendo i manoscritti fondanti la lingua e la cultura ucraina.

Sembra un sogno, per altri un incubo, la conferma che un “popolo”, stanco di guerra, di corrotti e corruttori, di mercanti di armi e di militari, casta antichissima, abbia votato un “incompetente”, un comico…

Mi aspetto una reazione violenta, un accerchiamento dell’Ucraina, un levarsi di lugubri proclami antisemiti e insulti assortiti; scorrerà altro sangue.

“Estromessi da subito gli osservatori russi. Mosca ritiene che ciò metta in discussione la legittimità dell’intero processo elettorale, nonché la possibilità di riconoscere l’esito del voto” il commento di Sputnik che non ha altre parole per descrivere lo scenario da incubo che si prospetta agli strateghi della disinformazione del Cremlino.

Il film che sta scorrendo sotto i nostri occhi, è iniziato nel 1981 quando Michel Gérard Joseph Colucci in arte Coluche, un comico, seminò il panico candidandosi alle presidenziali in Francia e ottenendo sondaggi impensabili; il suo segretario morì e lui fu minacciato. L’idea contagiò Beppe Grillo nel 1985 e ora, finalmente, trionfa con Volodymyr Zelensky (secondo la grafia di Haaretz). Stiamo a vedere come il giovane Zelensky mettarà a frutto la propria libertà e il proprio potere.

L’unico suggerimento che ci sentiamo di dargli è di prestare molta attenzione ai vecchi ed esperti avvocati, professori, militari o burocrati di stato, alle seconde e terze linee che nemmeno il terrore di uno Stalin riesce a rimuovere.

A voi, lettori, rivolgo invece l’invito a riflettere su ciò che fu definita “crisi della rappresentanza politica”, crisi annunciata nel 1980 da John Naisbitt, che prospettava, in concomitanza dall’affermarsi della società della comunicazione, la necessità di passare a una forma di democrazia diretta, non essendo quella rappresentativa adeguata a una società che non necessita della intermediazione che, oggi, il/la blockchain può finalmente garantire, come auspicato da Gianroberto Casaleggio e da Davide Barillari.

Votare un “incompetente”, un non outsider, un comico cos’altro significa se non denunciare la crisi irreversibile della forma “partito”?

Prima di terminare questo caotico affastellarsi di pensieri, mi permetto un cenno alla Libia e al desiderio del popolo libico di andare quanto prima a elezioni, secondo la lezione di Luigi Maccagnani, patriota e amico del popolo libico, inascoltato conoscitore delle dinamiche politiche africane, sostenitore della libertà di autodeterminarsi di cittadini stanchi di guerra e ostaggi degli Haftar o Serraj di turno, prezzolati dai soliti noti: egiziani, francesi, turchi, sauditi, arabi assortiti, russi, americani, britannici (inglesi). Giova ricordare che Maccagnani queste cose le ha raccontate ai frequentatori di Polis ai primi di dicembre del 2018, Polis, luogo e tentativo sperimentale di farsi ascoltare dal decisore, liberi da ricatti, legioni d’onore o simpatie assortite.

Alberto Massari

P.S. “Polis” è proprietà intellettuale di Oreste Grani e del sopra scritto.