Domani, 26 aprile, faranno 53 anni che fu ucciso Paolo Rossi! Ma da chi?

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Un post-siparietto, amaro, memore e al tempo speranzoso. Solo in quanto la speranza è l’ultima a morire, e sempre tenendo conto che il 26 viene dopo il 25. Aprile.

Se voi sceglieste per nikename “Fascine per il Rogo” potreste poi lamentarvi se vi dessero fuoco a Piazza Campo de’ Fiori?  Altrettanto, non vi dovreste lamentare se il nome di copertura scelto durante la vostra attività di analista geopolitico nella Londra di Elisabetta I, fosse stato “Henry Fag(g)ot che, mi dicono quelli che sanno bene l’inglese, può essere tradotto, appunto, Enrico Fascina. Intendendo quelle per il fuoco. Tale nome, tale destino. Chissà se tutto questo è vero o solo un voler caricare di altro la vita già densa di Giordano Bruno da Nola. La rivista dell’AISI (uno dei suoi meriti) “Gnosis“, nel numero 1/2010, a firma Alain Charbonnier, rimane dubitativa sul percorso complesso e avventuroso del domenicano sacrificato/bruciato, a Roma, il 17 febbraio 1600. Pubblico il pezzo:

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In realtà il nome dell’autore (Charbonnier) porta ad un’altro articolo che consiste in una recensione di due libri (Cuori Neri, Gli uomini eguali) datati ma sempre interessanti.

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Non entro nel merito della qualità della critica letteraria (chi sarei per farlo) ma mi soffermo su di un passo che mi rammenta cose dei miei tempi: “Marco Boato rileva che è lungo anche l’elenco dei morti di sinistra, per aggiungere che è più utile “sottolineare che l’oblio è stato comune alle due parti politiche. Sì, ognuno tende a ricordare soltanto le proprie vittime: quanti anche a sinistra, conoscono per esempio il nome di Paolo Rossi, giovane cattolico socialista ucciso nel 1966 da estremisti di destra mai identificati?“.

È vero che non furono mai arrestati gli assassini esecutori di quella aggressione ma i “mandanti/ideatori” della rissa artatamente organizzata, non solo furono individuati, ma la loro scoperta e la loro condanna (soprattutto il movente di tale gravissimo episodio) dovrebbe ancora far riflettere sui veri artefici (e le finalità) di quegli eventi drammatici che sfociarono, dopo un lasso di tempo sufficiente, negli anni di piombo.

Di cui ritengo si sia ancora capito non a sufficienza, con rispetto parlando, anche dalle parti di Gnosis, e quindi dell’AISI. E questo lo dice uno che c’era in quella lontana primavera. E c’era insieme al futuro giudice di Corte Costituzionale, lui maggiorenne, Paolo Napolitano che, se richiesto, non solo non potrà dire di non conoscermi ma di non sapere di cosa io stia parlando. Nella primavera del 1966, ero minorenne (si diventava maggiorenni a 21 anni!) e non potei firmare la denuncia contro i partitocrati truffatori che avevamo scoperto nel più classico dei modi: una soffiata con tanto di telefonata notturna. Io non potei firmare, ma lui si. Partitocrati truffatori, deputatini all’ORUR (il Parlamento Universitario dotato all’epoca di una cassa di 60 milioni di vecchie lire), che furono i mandanti di quella zuffa-omicida. Vedi il “Crisantemo sul Letamaio” pubblicato da questo marginale e ininfluente blog nel lontano 13 gennaio 2013.

La verità è che da Giordano Bruno (anche prima ovviamente) fino al povero Paolo Rossi ci sono ancora tanti segreti da svelare. Temo che, visti anche gli ultimi tentativi di affidarsi alle reclute pentastellate in COPASIR, finite tristemente nel grigiore più assoluto, ghermite come appaiono da scaltri mestieranti d’ambiente, siano rimasti in giro troppi personaggetti (come direbbe l’inquietante ibrido salernitano/genovese Maurizio Crozza/Vincenzo De Luca) inadeguati a saper estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede. Ci aspettavamo che vinte clamorosamente le elezioni dell’anno scorso, girata pagina, passata la mano come velleitari governanti, ci aiutaste ad avere chiaro qualcosa che, da soli, ipovedenti, non avevamo potuto vedere. O, meglio, ci avevano impedito di vedere.

Oreste Grani/Leo Rugens

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EUGENIO SCALFARI IN MORTE DELLO STUDENTE PAOLO ROSSI: “FASCISTI, COMUNISTI, CATTOLICI, SOCIALISTI, DIVISI DA MILLE COSE, MA UNITI NEL TENTATIVO DI FALSIFICARE I RISULTATI DELLE ELEZIONI”