Era già tutto detto e scritto

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Ripetere il grave errore potrebbe rivelare una propensione sospetta. Comunque, testimonierebbe una fragilità non consona alle ulteriori delicatissime responsabilità che si ipotizzano.

E poi – diciamolo – sarebbe lecito (e comprensibile) che uno del 1947, senza titolo di studio attestante l’aver specializzazione conforme, si perdesse qualche pezzo, non sapendo estrarre dalla realtà internettiana cioè che c’è ma non si vede, in quel mondo informatico fatto a scatole, ipertesti, alberi elettronici, fake news e mille altre diavolerie. Qualcosa che non si vede, in chiaro, ad un primo superficiale esame.

Lecito, se non prevedibile, in un vecchio signore un po’ rincoglionito.

Non lecito non in uno che fosse nato nel 1981 e che dal 01/04/2008 al 18/08/2012 si è formato nel Settore delle Telecomunicazioni – Progetto TETRA, stipendiato dalla SINT srl. 

Ricordando, a chi non lo sapesse, che il Tetra è una tecnologia (scusate la semplificazione) utile al servizio radiomobile nazionale mission critical, basato, appunto sullo standard Tetra, per le comunicazioni sicure delle Forze di Polizia. E non solo.

E che il supporto tecnologico che Leonardo (Finmeccanica allora) fornirà allo Stato, consentirà di ampliare significativamente le aree del territorio italiano coperte da tale servizio (stiamo parlando di un ampliamento per 450 milioni di euro) a partire dal 31 dicembre 2016. E per essere ancora più precisi che tale ampliamento si è avvalso delle risorse messe a disposizione dalle Leggi di Stabilità degli anni 2013 (!), 2014 e 2015, e rappresentando uno dei maggiori programmi di sviluppo tecnologico per la sicurezza nazionale.

Le Forze di Polizia potranno così beneficiare di una maggiore omogeneità tecnologica ed operativa, in linea con la politica di investimento nel settore della sicurezza e di contrasto al terrorismo promossa dal Governo. Il sistema Tetra PIT garantisce, infatti, la riservatezza delle comunicazioni, permettendo un’ottimale gestione e coordinamento delle unità dislocate sul territorio.

Uno come sono io (cioè nessuno) potrebbe essere giustificato, se prendesse fischi per fiaschi. Ma non chi fosse stato allevato per interessarsi di materia sensibile come quella appena accennata.

Diciamo che uno così è considerabile d’ambiente se si è interessato, per anni, di questa materia. Io posso prendere lucciole per lanterne. Non altri. Soprattutto perché il mio eventualmente cercare/investigare/voler capire, mosso da una libera spinta etica-morale che dovrebbe motivarci tutti alla massima attività sussidiarietà a quella dello Stato (questo dice la Costituzione), lo svolgo nella più assoluta gratuità. Io non peso sulla collettività, se si esclude qualche gesto che gli estimatori, come singoli cittadini, liberi di farlo, mi indirizzano. Nessuno mi spesa. Anzi. Un giorno, ormai lontano, ho addirittura ricevuto 50,00 euro da un parlamentare che non richiesto mi ha gratificato con questo supporto.

E questa la chiamiamo, per ora, una “prima premessa”.

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Passiamo ad una seconda.

Avvicinatevi, se siete interessati a questi argomenti complessi, a leggere i post che ho pubblicato da qualche giorno (anche l’ultimo degli scemi capirebbe che sta cambiando la musica), pronti ad accumunare e a superare dati relativi ad alcuni accadimenti o a problemi parcellizzati-disciplinari per provare a trovare un comune denominatore e a farli confluire nelle vostre menti in uno scenario di sintesi transdisciplinare. Vi chiedo di fare questo esercizio pronti a godervi, da donne e uomini liberi, soprattutto quelli che mi hanno conosciuto personalmente, il vortice accelerativo dentro cui vi potrei trascinare. A voi e, progressivamente, chi altro. Buon divertimento, consapevoli del fatto che da oggi potrei aumentare a dismisura il numero di quelli che mi potrebbero volere morto. E non metaforicamente parlando.

Era il giugno 2009 quando licenziavo il metodo (uno dei dodici ipotizzati) che così si presentava:

Cortesemente vorrei che aveste l’onestà intellettuale di vagliare la forte valenza di attualità di alcuni argomenti scelti dal sottoscritto (quello che ormai ha deciso di non fare più sconti a nessuno e per nessun motivo) per dare sostanza al metodo del Puzzle -1

IL METODO DEL PUZZLE-1

(Accomunamento + superamento: dati alcuni fenomeni o problemi parcellizzati-disciplinari, trovare un comune denominatore e farli confluire in uno scenario di sintesi transdisciplinare)

Esempio

FASE A – Raccolta informazioni

Settembre anno? – A … (città). Vince le elezioni la coalizione politica che nega l’esistenza di cambiamenti climatici in atto e nega il surriscaldamento del pianeta

Ottobre anno? – A … (città). Manifestazione di protesta dei lavoratori pendolari, con occupazione dei binari, contro i disservizi dei treni regionali.

Novembre anno? – A … (città). Convegno sui tempi della famiglia e sui tempi della madre lavoratrice. I tempi della madre lavoratrice non corrispondono ai bisogni della famiglia.

Dicembre anno? – A … (città). Protesta degli ambientalisti, con occupazione dell’autostrada, contro la “devastazione” della valle X prevista dal piano per l’alta velocità

Dicembre anno? – A … (città). Al convegno sulle risorse del pianeta un gruppo di scienziati annuncia la fine delle riserve di petrolio entro l’anno 2050.

Gennaio anno? – A … (città). Al convegno sul bullismo giovanile, organizzato dall’Ordine degli Psicologi, vengono presentati i risultati di una ricerca su scala nazionale: 1. Il 30% di adolescenti denuncia di aver subito episodi di bullismo e il 100% degli adolescenti denuncia di aver assistito a episodi di bullismo. 2. È comparso nelle grandi città il fenomeno del bullismo femminile violento. 3. I giovani adolescenti trascorrono in famiglia, dal lunedì al venerdì, una media di due ore giornaliere (ore notturne escluse).

Gennaio anno? – A … (città) Il governo vara, con legge: la firma elettronica e la posta elettronica certificata.

Gennaio anno? – A … (città) Il quotidiano nazionale X presenta uno studio sulle sette sataniche attive in Italia e sull’attrazione che esse esercitano sui giovani adolescenti.

Gennaio anno? – A … ( città). L’A.D. della Società ‘X’ annuncia che l’azienda è interamente organizzata sulla base del telelavoro.

Gennaio anno? – A … (città) Muoiono in mare 44 clandestini che cercavano di raggiungere un Paese dell’U.E.

Gennaio anno? – A … (città) Inchiesta del quotidiano nazionale X: scoperto gigantesco traffico di armi dall’U.E. verso i paesi africani.

Fase B – Accomunamento Trovare connessioni plausibili tra i vari fenomeni e problemi.

Fase C – Superamento Costruire uno scenario che rappresenti una macrospiegazione del tutto e ipotizzi una macrosoluzione del tutto.

IL METODO DEL PUZZLE-2

(Dato uno scenario complesso e transdisciplinare, decostruirlo nei suoi filoni parcellizzati-disciplinari)

Esempio 1*

Nell’anno 2008 è esplosa una crisi finanziaria a livello mondiale. L’epicentro era situato negli Stati Uniti dove si sono registrati fallimenti di banche ritenute solidissime. La cosiddetta bolla immobiliare ha fatto da detonatore. Mutui concessi a famiglie disagiate (i cosiddetti subprime), diventati rapidamente inesigibili, sono stati venduti a tutto il mondo nascosti in pacchetti (i cosiddetti derivati). I manager bancari hanno incassato bonus giganteschi in relazione alla grande concessione di mutui ed hanno scaricato sui risparmiatori di tutto il mondo l’inesigibilità degli stessi.

Esempio 2*

Nell’anno 2003 vi fu l’invasione dell’Iraq da parte di una coalizione composta da Stati Uniti e Gran Bretagna. In un primo tempo fu presentata come guerra preventiva: impedire che l’Iraq potesse usare armi di distruzione di massa. Successivamente, accertata l’inesistenza di questo pericolo, l’invasione fu giustificata dalla necessità di esportare la democrazia in un paese governato da un dittatore-tiranno. Vinta rapidamente la guerra, si creò una coalizione di vari Paesi, tra cui l’Italia, con il compito di assicurare al popolo iracheno la pace e il passaggio alla democrazia. La produzione petrolifera e la relativa commercializzazione del petrolio iracheno furono poste sotto la responsabilità dei Paesi che avevano vinto la guerra.

* Ciascuno dei due scenari non può essere interpretato (e decostruito) utilizzando un solo fattore (pura dinamica finanziaria nel 1° esempio, minaccia militare o “amore” per la democrazia nel 2° esempio). Bisognerà rintracciare la pluralità di fattori che ne permettano una più ampia e realistica interpretazione.

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Giriamo pagina

Mentre io mi facevo il culo per mettere a punto il metodo didattico (quello mostrato è un millesimo dello sforzo complessivo) di cui sopra, altri si preparavano, a farsi turlupinare, negli anni a venire, da ambienti (perfino le persone coincidono) ben riassunti nel pezzo la cui lettura vi sto per proporre.

STORIA DEL SOLDATO SHALIT E LA GUERRA CHE SI POTEVA EVITARE. SILVIO BERLUSCONI INCONTRA BENJAMIN NETANYAHU, SERGIO DE GREGORIO IL CAPO DEI PASDARAN GENERALE JAFARI.

Roma 24 Giugno 2009 (Corsera.it) di Matteo Corsini

Ieri è arrivato a Roma Benjamin Netanyahu,guarda caso nell’albergo del genero di Gianni Letta, al nuovo Grand Hotel di Via Veneto, ricordate l’immobile al centro della diatriba giuridica con l’Avv. Giovanni Acampora?

Mentre Silvio Berlusconi riceve il Premier Israeliano a Palazzo Chigi, e si sprecano le dichiarazioni sul processo di pace in medioriente, l’intera dirigenza della Fondazione Italiani nel Mondo, da Sergio De Gregorio, il sedicente (in realtà lo era ndr O.G.) senatore esperto nel salto della quaglia, ad un altro agente del Sismi Colonnello Giuseppe Ioppolo e l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, incontrano il capo dei Pasdaran Generale Jafari, siamo a Teheran nel Luglio del 2006.

Come mai l’intera attuale dirigenza della Fondazione Italiani nel Mondo capitanati dall’allora capo del Sismi Nicolò Pollari, un senatore della Repubblica Sergio De Gregorio e un colonnello dei servizi segreti Giuseppe Ioppolo, giungono segretamente a Teheran per incontrare i vertici del regime di Khamenei?

Il gruppetto scende il 22 Luglio a Teheran all’Hotel Esteghal di Teheran,scopo della missione le negoziazione con i vertici del regime iraniano per la liberazione dei due soldati israeliani Ehud Goldwasser e Eldad Regev in mano agli Hezbollah libanesi, parte del bottino è anche il famoso soldato Shalit. L’ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari era sotto indagine per la nota vicenda del rapimento dell’imam di Milano Abu Omar.

Ma come andarono realmente le trattative? I soldati israeliani dovevano essere salvati, anche per evitare una guerra con il libano, che molti falchi della destra israeliana consideravano di facile entità, al contrario come tutti sappiamo lo Stato di Israele il 18 Luglio decise di entrare in azione, ma i morti furono migliaia e la distruzione devastante. Civili del quartiere sciita di Beirut furono massacrati dai potentissimi bombardamenti dell’aviazione della Stella di David.

La guerra tra Israele e gli Hezbollah si poteva dunque interrompere nelle sue battute iniziali? Il Mossad era a conoscenza che la delegazione italiana dei servizi segreti agiva per concordare la liberazione dei tre ostaggi? Oppure era all’oscuro di tutto?

Nicolò Pollari e il Colonnello Giuseppe Ioppolo furono ricevuti dal Comitato di Sicurezza alla presenza dell’attuale capo dei Pasdaran General Jafari, sono presenti Ing. Di Leva Mario (quello ndr O.G.), l’interprete Sara Fali e Annamaria Fontana (quella ndr O.G.) la donna che i servizi segreti contattano al fine di organizzare gli incontri a Teheran.

Il negoziato prevede la liberazione dei tre ostaggi in contropartita del terrorista Samir Kuntar + altri 8 estremisti .Un accordo che viene sviluppato in tre distinti incontri a cui segue la firma direttamente negli uffici del Comitato di Sicurezza. Il direttore del Sismi Nicolò Pollari e Giuseppe Ioppolo tornano a Roma.

La trattativa si interrompe, i servizi segreti israeliani erano a conoscenza del negoziato? Cosa era andato a fare Pollari realmente a Teheran?

A settembre a Teheran, per le stesse ragioni arriva anche Sergio De Gregorio, ma questa è un’altra parte della vicenda che sarà parte integrante dell intervista esclusiva ad Annamaria Fontana che manderemo in onda questa sera intorno alle ore 20.00.

Intanto la spy story è finita nella mani del sostituto procuratore della Repubblica Pietro Giordano.

La spy story della Fondazione italiani nel mondo.

Gianni Letta, De Gregorio, Pollari, Ioppolo. Al centro di una trama segreta in Iran. Le rivelazioni di una misteriosa dama in nero.

La denuncia sulla Fondazione italiani nel mondo, l’organizzazione politica del senatore Sergio De Gregorio, è stata assegnata al sostituto procuratore della Repubblica di Roma Pietro Giordano.

De Gregorio ha pubblicizzato la sua creatura con un’affissione sistematica nelle principali città italiane di un manifesto. Il Garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà lo ha definito “una forma di comunicazione politica”. In realtà, la Fondazione si rivela come una copertura per allontanare sospetti sui fini realmente e segretamente perseguiti. Le prove emergono dai fatti denunciati e ora all’esame del p.m. Giordano. Sussistono rilievi penalmente perseguibili? È ciò che se vorrà appurerà la Procura della Repubblica di Roma. La spy story è di quelle che svelano i retroscena, si fa per dire, del mondo dei nostri servizi segreti, si fa per dire, in particolare dei rottami dell’ex Sismi. A svelare i retroscena è una signora, una dama in nero Annamaria Fontana, che in una foto, anch’essa segreta, appare accanto ad un Ahmadinejad sorridente. Siamo a Teheran, fine luglio 2006. Il senatore De Gregorio, appena reduce dal salto della quaglia dall’Italia dei Valori al PDL, che gli è valso la presidenza della commissione difesa del Senato, il capo del Sismi Nicolò Pollari, un agente del Sismi Giuseppe Ioppolo, colonnello dell’esercito italiano, sbarcano all’hotel Esteghlal in elicottero. Sono accompagnati dal vice direttore dei servizi segreti iraniani. La missione di intelligence è ignota, come tutte le vere missioni segrete. Alla fine della spy story i quattro personaggi si mettono in posa per una foro ricordo con lo stesso presidente dell’Iran sempre sorridente. La donna in nero che ha partecipato alla attività di intelligence sta dietro le quinte. Il senatore non si accontenta. Si fa fotografare anche con il capo dei guardiani della rivoluzione. Anche in questa occasione la dama di nero sta dietro le quinte. La dama in nero decide di svelare i retroscena di quella missione segreta dove appare anche il Mossad, il potente e impenetrabile servizio segreto israeliano. Coglie l’occasione leggendo un articolo pubblicato da Corsera sul manifesto pubblicitario della nascita della Fondazione italiani nel mondo. La dama in nero rivela che nell’organigramma risulta componente del board Giuseppe Ioppolo insieme ad altre due persone, Maria Palma e Bernardo Martano. Che cosa ci stia a fare un colonnello dell’esercito italiano ex Sismi nella Fondazione, uomo di fiducia di Pollari, la dama in nero lo collega con la missione di intelligence svoltasi a Teheran. Tra la nascita della Fondazione e quella missione sussiste un legame, che unisce De Gregorio, Pollari e Ioppolo. A Gianni Letta che ha la delega sui servizi segreti, AISE e AISI, la costituzione della Fondazione non è certamente una realtà ignorata. E qui c’è da domandarsi che cosa abbia spinto Letta a ricevere Pollari a Palazzo Chigi nel bel mezzo della bufera cipria e merletti che si è abbattuta su Berlusconi. Il senatore accredita il capo dell’ex Sismi di una fedeltà incondizionata alle istituzioni. Il triangolo De Gregorio, Pollari, Ioppolo si è strasformato in un  quadrangolo con l’aggiunta di Gianni Letta.

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Completiamo (in realtà non stiamo completando un bel niente ma stiamo aprendo un capitolo sofferto) con un articolo del lontanissimo 4 aprile 1989 dedicato da la Repubblica all’operato professionale (si parlava d’altro) del giornalista Renato (errore veniale in quanto si chiama Matteo) Corsini, l’autore del pezzo che vi ho riproposto. Questo per dare riscontro al grado di affidabilità che stiamo attribuendo alla fonte. Abbiate pazienza e, passo dopo passo, vi sarà chiaro dove il vostro Leone Ruggente proverà ad andare a parare. Se ci arrivo.

Oreste Grani/Leo Rugens

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