Stanco di attendere, mi riprendo la mia totale agibilità

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Sapete che so di tante cose (così, in realtà, tendo a far credere) ma essendo materia recente (quella che attiene al web e ai reati che si commettono in Internet) non so se è corretto che, chiamato dalla Magistratura a rispondere (spero anche a chiarire il senso profondo delle mie affermazioni), tratti, ulteriormente, e nel frattempo, la materia che sarà oggetto di quanto vorranno chiedermi. Non faccio lo scemo: non lo so veramente. E questo sentirmi condizionato dal doveroso rispetto (e conseguente riservatezza), mi crea, ovviamente, una qualche difficoltà. Oltretutto, il tempo fugge ad un vecchio signore malato e stanco. Non trovo possibile aspettare che i tempi della giustizia mi ridiano l’agibilità (nessuno mi ha intimato nulla e, lo ripeto, si tratta solo di una mia forma rispettosa nei confronti delle istituzioni repubblicane), a 360 gradi, di questo luogo “sacro” (per me ormai è diventato questo) che è il mio blogghetto. Non ho scritto, lo ripeto, che qualcuno mi abbia intimato qualcosa (mentirei), ma è come se, per una forma sostanziale, mi sentissi inibito a dire quello che penso.

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Mi è successo addirittura per una coppia (sono, mi sembra, entrambe originarie della Campania) come le signore Aurora Bolici e Annamaria Fontana di cui ho scritto, ormai anni addietro, anche in rapporto alla situazione che ha interessato il parlamentare Angelo Tofalo (un tentativo di messa in mezzo?), al tempo del tentativo doloso (la Fontana e suo marito sono stati condannati), membro autorevole COPASIR ed oggi, addirittura, esponente del Governo Conte, quale Sottosegretario alla Difesa, con delega delicatissima quale è quella all’Arma dei Carabinieri e responsabilità, di fatto, del comparto, in divenire, della sicurezza informatica dello Stato. Così appare da decine di iniziative pubbliche a cui partecipa Tofalo. Ampissima delega che attiene, ritengo, perfino la sicurezza infrastrutturale (ministeri, telecomunicazioni, porti, ospedali, aeroporti, autostrade, banche dati) soprattutto in vista del grande cambiamento culturale che la Blockchain dovrebbe portarsi dietro. Non a caso il sottosegretario è previsto partecipi, come relatore di punta, al convegno indetto il 14 maggio p.v. a Villa Celimontana proprio attinente la grande rivoluzione industriale/culturale (la quarta o di Turing come viene chiamata) che ormai è alle porte. Sempre facendo mente locale al giovane sottosegretario, sentirei opportuno ragionare delle missioni ultra delicate, come quelle di cui c’è ampia traccia nel web e che hanno riguardato incontri al  Pentagono (più volte) e numerose capitali che certamente non possono essere state scelte quali mete turistiche. 

Chiamato in causa, tramite la Polizia Postale, dalla signora Aurora Bolici (Annamaria Fontana), forse, non ho continuato a scrivere con quella spontaneità e determinazione che una tale delicata situazione avrebbe meritato. Sfumature, ma forse, inconsciamente, mi sono morso le dita, invece della lingua. E questa non è cosa buona e giusta anche perché la vita va avanti e non si finisce mai di apprendere: le situazioni mutano ed io, continuando a scrivere, potrei, obbligato ad una elaborazione complessa, aver cambiato idea. Anche sulla coppia Bolici/Fontana ed i loro rispettivi mariti e sulla dinamica di quella situazione. Vorrei, per tanto, sentirmi libero di dire quel che penso. Invece, non so se la denuncia della signora Bolici ha avuto seguito. Parimenti non so cosa volesse da me Aurelio Voarino quando mi denunciava in quanto offeso dai miei racconti quale membro dell’autorevolissimo Consolato Onorario di Pinerolo /Torino /Piemonte /Italia /Eurasia /Mondo Intero avente quale titolare onoratissimo Ezio Bigotti.

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Ora che il tempo è stato galantuomo, sono io che rimango in attesa di chiamata dal magistrato alla luce degli avvenimenti “avvenuti” nell’ambito del caso AMARA/BIGOTTI/SARCINA. Vorrei evitare che finisse tutto sotto una atipica coltre di Stato (sperando che nessuno voglia, a mia insaputa, scomodare segreti di Stato) ritenendo cosa non da poco che il Sarcina mi abbia detto, davanti a testimoni, che qualcuno stava raccogliendo (o che aveva tentato di raccogliere) denaro per far uccidere (avete letto bene?) un mio amico e collaboratore, in una logica di avvertimento trasversale non solo attuata in quella vicenda ma di altre che, ricondotte ai metodi investigativi complessi di cui vi ho altre volte parlato, potrebbero, con non pochi colpi di teatro a cui ho dovuto assistere, avermi aperto gli occhi. E questo ripeto, in umiltà autocritica, non finendo mai di imparare. Per non parlare della ultima chiamata attinente i post pubblicati sulla presenza a Roma (a dare la stoccata finale alla sindaca Raggi?) di tale Luca Lanzalone. Non ci sto, emulando il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, e chiedo, rispettosamente, che non finisca tutto in una bolla di sapone. Vi avevamo votati, sostenuti, garantiti per altro e non perché nulla cambiasse. Comunque, Hic Manebimus Optime che sarebbe… manco morti ci farete recedere.

Oreste Grani/Leo Rugens

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