Parafrasando Ernesto Nathan non ci deve essere “trippa” per tali umani!

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TEO

Ieri il bidello di una scuola primaria in Calabria ha preso a bastonate un gatto che era entrato nell’istituto e che è morto dopo un’ora di agonia sotto gli occhi dei bambini. Non ci sono parole per commentare la sofferenza dell’animale e di quei bambini che hanno dovuto assistere a una scena del genere.

Gli episodi di violenza contro gli animali, spesso brutale, cieca, efferata, sono ormai all’ordine del giorno. Dai cani seviziati, impiccati, fino a un altro recente episodio del cigno ammazzato a bastonate nel laghetto di un parco in provincia di Vicenza. Chi compie atti simili per me è un individuo pericoloso socialmente, che deve essere assicurato alla giustizia senza se e senza ma.

Il MoVimento 5 Stelle difende la cultura del rispetto di ogni essere vivente. Vogliamo che i bambini e i giovani del nostro Paese vivano in una società in cui imparano l’amore e il rispetto, non la prevaricazione, il sopruso e la violenza gratuita.

Non ci devono essere scappatoie per i criminali che uccidono o infliggono sofferenza a un animale. La settimana scorsa abbiamo presentato il disegno di legge ProteggiAnimali al Senato per aumentare gli anni di carcere e le multe per chi uccide o maltratta un animale. Questa proposta introduce anche un reato finora non previsto dal nostro ordinamento: l’abbandono di bocconi avvelenati. Un fenomeno aberrante, purtroppo sempre più diffuso, che rappresenta un pericolo mortale non solo per gli animali ma anche per i bambini. Non aspetteremo certo che sia un bambino a pagare con la vita questa pratica folle. Ci siamo già attivati e presto sarà pronto il Registro nazionale delle esche avvelenate, per avere più mezzi per combattere questo fenomeno.

La società che immagino è basata sul rispetto e l’armonia tra ogni essere vivente. Siamo al lavoro ogni giorno per questo obiettivo, insieme ai Ministri Bonafede, Grillo e Costa e al contributo dei nostri parlamentari. Le violenze sugli animali non devono trovare posto nella nostra società.

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TEO

Leggo questa notizia opportunamente evidenziata nel Blog delle Stelle, piattaforma con cui, nella mia marginalità e ininfluenza, da qualche tempo, non sempre sono d’accordo. Anzi. Ma non oggi e non per questo post che condivido 100 per 100, per forma e contenuto.

A questa cronaca dell’orrore perpetuato in Calabria aggiungo il messaggio di altro segno implicito nello scritto di un lettore che giustamente sente il bisogno di non arrendersi di fronte a tale crudeltà e indifferenza. Perché, altra cosa grave, c’è stata una qualche indifferenza degli adulti durante lo scempio in presenza dei fanciulli a cui si è dato scandalo. Nessuno è intervenuto.

Abbiamo perso da qualche mese il nostro Teo con cui avevamo diviso anni belli e bruttissimi. Certamente, alcuni molto  difficili. Mai abbiamo pensato di abbandonarlo o “passarlo” ad altri. Uso il plurale perché questo sentimento inclusivo l’ho condiviso con la donna che oggi è mia moglie e che, a posteriori, so che non avrei mai potuto amare come la amo se non fosse stata, a sua volta “amante” dei gatti e in generale degli esseri viventi e della natura. A volte, opportunamente, spietata giudice degli umani. O tali detti.   

L’amico Teo lo abbiamo portato con noi anche quando dovevamo necessariamente cambiare casa e affrontare drastici ridimensionamenti di stile di vita, se non anche qualche “pericolo”.

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ZURI

Se non avessi trovato “soldi e rifugio” anche per Teo mi sarei sentito, allora sì, inutile e fallito. La morte di quel “gatto calabrese” è metafora di una condizione mentale del violento assassino come giustamente dice un’altra frequentatrice del Blog delle Stelle.    

In fine post, con tanta tristezza, me ne torno ad un pensiero ossessivo che mi porto dietro e che attiene anche alla posizione apparentemente minore di un “bidello” di un istituto scolastico: a chi è affidato il reclutamento, la selezione, la formazione del personale? Comunque e ovunque. Certamente nella Pubblica Amministrazione. Comunque in una scuola. Se questi sono i “sorveglianti/custodi” del nostro bene supremo (i nostri giovani), la situazione è grave.

Anche di questo sarebbe opportuno ragionare.

Oreste Grani/Leo Rugens

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FRAGOLINA

P.S.

Dopo la morte di Teo, sia pure nelle nostre acclarate difficoltà, con l’aiuto di amici, continuiamo a dividere il nostro tetto, con Fragolina, lasciataci da una vecchia amica deceduta qualche anno addietro e Zuri, maschio trovatello apparso, in superficie, proveniente da un buchetto, un 25 aprile, al Cimitero di Prima Porta. Guai a chi ce li tocca.

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Fragola e Zuri