Al Ministero della Difesa invece di T&T (tecnologia e tradizione) va in scena la coppia T-renta e T-ofalo

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Se uno si attenesse ad una semplice e superficiale lettura di queste dichiarazioni, penserebbe di essere in presenza di un coraggioso e strenuo difensore dell’ortodossia pentastellata. E sbaglierebbe. Semplicemente perché non esiste, da nessuna parte, una tale posizione politica. Come sostiene (da dentro) Angelo Tofalo quella a cui assistiamo è ormai una storia «di presuntuosi robottini giacca e cravatta che hanno perso il senso della missione, non capendo che di Luigi di Maio ce ne è soltanto uno. Basta file alla comunicazione centrale per elemosinare un video di 30 secondi invece di studiare e battete il territorio, basta persone che raccontano la propria giornata dalla colazione alla cena invece di spiegare nel merito il proprio lavoro. Basta corti dei miracoli, calmieratori, finti statisti e registi televisivi”».

Ma chi sono io per sposare una così impegnativa affermazione? Per ora sono solo sufficiente per recuperare in rete queste dichiarazioni, raccolte e formalmente riorganizzate da una testata d’ambiente quale è Formiche di Paolo Messa e, per mia libera scelta, abbinarle ad un’altra intervista, non meno importante, che vedeva, qualche tempo addietro, Vincenzo Scotti fare chiarezza (a modo suo e da uomo oscuro quale, nei decenni, ha dimostrato di essere) sui suoi rapporti con il M5S e in particolare con Angelo Tofalo.

Forse, se fate uno sforzo di Intelligence “condivisa e partecipata”, come i convegni di Tofalo vi hanno suggerito per anni, vedrete che la Difesa (e quindi i Servizi), in un momento delicatissimo per i rapporti internazionali, è zavorrata da questioni/scazzi, violenti e denigratori,  con allusioni a questioni sconfinanti sul terreno della sicurezza nazionale (e quindi internazionale non esistendo più quella esclusivamente dentro i confini) tra figure tutte, però (e questa una delle tante gravi rimozioni) “coltivate” in ambiente Link Campus e che, prendiamo atto, sono arrivate a guidare il Paese, anche in settori nevralgici, senza un vero perché. Speriamo di non scoprire perché sono dei robottini senza anima e cervello pensante.

Leggete e preparatevi perché questa vicenda (complicata e non complessa) è parte saliente del fallimento del M5S. O perdere, in 12 mesi di governo, oltre sei milioni di voti non va considerato un fallimento? E consegnare la Repubblica a gente come i partitocrati leghisti è questioncella minore ascrivibile alla docente Link Campus Elisabetta Trenta, inopportunamente (questo scopre Tofalo?) piazzata alla Difesa senza un vero perché?

Fallimento di quella speranza incarnata dal gesto rituale e sacro del voto di 11 milioni di elettori che se ne fregano del fatto che, colpito sulla via di Damasco (o di Theran?) Angelo Tofalo, scopre Elisabetta Trenta essere tutto quello che vomita sulla testata di Paolo Mosca (ed altre) senza alcun preavviso “istituzionale”.

Se ne fregano i milioni di cittadini tra i quali, vediamo di non dimenticarlo, ci sono migliaia di donne e uomini in divisa che si aspettavano ben altro che questo spettacolo penoso.

Ma non esiste una istanza politica nel M5S dove, con tesi contrapposte, si potesse discutere politicamente della sicurezza della Repubblica e non trattandosi, a mezzo stampa, come se fossimo in presenza di una puntata dei “I ragazzi del muretto” o i personaggetti della casa del Grande Fratello? Straziante lo spettacolo offerto e non nei circuiti dei teatri del Demanio Militare che vagheggiavate di ripristinare riempiendolo di contenuti culturali. Ho scritto di contenuti e non di “incassi”.

Oreste Grani/Leo Rugens

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