ENI: Descalzi-Palamara-Lotti. E se togliessimo qualche punto interrogativo?  

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In quest’articolo i punti interrogativi si sprecano. Prudenze di chi ha da perdere da uno sconsiderato attacco (se fossero vere metà delle cose ipotizzate sarebbe l’affondo mortale) all’AD di ENI, Claudio Descalzi, qualora le circostanze fossero altre da quelle descritte nel pezzo rilanciato da Il Fatto Quotidiano ma messo in rete dal Gruppo l’Espresso?

Vediamo. Noi che nulla dobbiamo a questa ENI se non il nostro giudizio di condanna per quello che, da decenni, fa agli africani, a cominciare dalle popolazioni del delta del Niger, ci permettiamo di ritenere credibile l’arroganza (la solita) che traspare da queste indiscrezioni. Siamo in presenza di personaggi che, per gli intrecci già provati in altre sedi giudiziarie, ritengono di poter disporre, per condizionare il corso della giustizia, di magistrati, forze dell’ordine, servizi segreti. In servizio o ex, opportunamente ingaggiati per la loro passata influenza dentro e fuori l’ENI, in quel “servizio parallelo” noto al mondo intero

La cultura del dossier, a fini ricattatori/difensivi è credibile che abbia credito tra questa gente e con modalità descritte nell’articolo. Basterebbe leggere le carte certe, abbondanti in altri procedimenti e, ogni giorno, si potrebbero scrivere articoli, senza bisogno di nessun punto interrogativo. Sono seriali e sanno “governare” la cosa pubblica solo con una metodologia sperimentata di pressioni, ricatti, corruzione. Sono stati allevati così. Una volta piazzati, vengono viziati dai loro capi della sicurezza e dai loro servi prezzolati. Il danno erariale di tali comportamenti è complesso da calcolare. La verità è che questa gente, invece di applicarsi a dare sostanza al mandato per cui vi costano, singolarmente, migliaia di euro al giorno, passano il loro tempo a trescare con corrotti africani o con soggetti, non solo italiani, che, da decenni, fanno i mediatori. Concorrendo a spennare i veri azionisti. Cioè voi. Questa abbondanza di corrotti e corruttori, non solo crea le condizioni, dritto per dritto, dell’impoverimento degli africani a cui qualcuno, ipocritamente e sfottendoli, vorrebbe far credere di voler aiutare a casa loro (basterebbe, viceversa, banalmente, non fare come da decenni facciamo) ma altera la struttura dei costi della bolletta energetica. Ve li metto io un po’ di punti interrogativi su chi ha messo nei guai l’Africa innescando tutto il bordello geurreggiato da cui deriva la povertà e il terrore che alimenta la fuga in massa di milioni di esseri viventi. Siete della gentaccia e come tale andreste trattata.

Comunque, forza e coraggio, incitamento rivolto a chi sapete voi, perché non si faccia intimidire da questi teppisti. Per quel che serve, nella mia marginalità e ininfluenza, lascio scritto che ci sono ancora magistrati sufficienti per arrivare a catturarvi.

Così sia.

Oreste Grani/Leo Rugens

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