Misteri dei Ministeri

Schermata 2019-06-21 a 21.12.39Schermata 2019-06-21 a 21.13.02

Il 10 dicembre 1994, mentre a Oslo si tiene la cerimonia ufficiale della consegna del Nobel per la pace ad Arafat, Rabin e Peres e a Roma muore Ferdinando Ventriglia, banchiere, storico direttore del Banco di Napoli, a suo tempo coinvolto nelle vicende di Michele Sindona e, solo pochi mesi prima, in quelle relative a corruzione e finanziamento illecito ai partiti, usciva a firma di Silvana Mazzocchi (bella, brava, colta  e intelligente) l’articolo che oggi, suggeritomi, vi ripropongo. E, nel farlo, ci posizioniamo. Direi che ricordare persone, il loro peso e la cronologia che li riguarda, anche nei dettagli e, in generale, gli avvenimenti relativi a Via Arenula (il Ministero) e la Giustizia non troppo giusta, non può che aiutare chi volesse arrivare a capire come è andata relativamente al fatto nodale che Berlusconi vinse le elezioni proprio dopo la morte di magistrati odiati, sia da colleghi e che dai mafiosi. Bizzarro Paese dove, per anni, mentre avvengono le cose, nessuno ti aiuta a capirle immerse nella contemporaneità.

Sono quindi semplici caselle quelle che andiamo a riempire in una logica di ricostruzione e di lavoro investigativo che ha bisogno di umiltà e di tanto coraggio.

Oreste Grani/ Leo Rugens

P.S.

Schermata 2019-06-21 a 21.13.53

Misteri dei ministeri” di Augusto Frassinetti è uno dei capolavori che ho editato, con la Kami Fabbrica di Idee, nel lontano 2004.

Per quando qualche testa di cazzo (come chiamarli questi dissipatori di speranza?), lasciato libero oscenamente di divenire qualcosa in questa sgangherata Repubblica, presume di potermi spiegare “come funziona un ministero”, ho deciso di tenere in borsa, invece del tradizionale mezzo mattone, tre/quattro copie del volume citato e di dargli, come farebbe una vera signora passeggiatrice aggredendo una “collega”, na’ borzettata in faccia.

Poi ci spiegheremo in tribunale

E mi rifirmo:

Oreste Grani (quello)

P.S. al P.S.

Sempre per la fauna suddetta. Il critico letterario dell’Espresso, Paolo Milano, citato nella recensione, è stato, fino alla morte (Paolo era ebreo ed ho coperto io, la mattina della sua morte, gli specchi in casa sua, a via Cantore) il mio Maestro di complessità e di saggezza antica e contemporanea. Questo per dire che abbiamo già visto andare e venire giganti e nanerottoli.