Né con Salvini né con Carola (oltre Lampedusa)

Schermata 2019-06-28 alle 17.50.00

… poi in mezzo alla sabbia del deserto trovi un calabrese OMISSIS

Chi pensasse che abbia una posizione pilatesca in merito alla questione “migrazione” desumendola dal titolo del post, evidente ricalco di uno slogan antico e furbetto, avrà modo di ricredersi leggendo il seguito.

Vi invito innanzitutto a rileggere un articolo onesto per quanto parziale di Francesco Bei apparso su La Stampa del 27 giugno scorso:

LE DOMANDE OLTRE LAMPEDUSA

Ebbene, oltre Lampedusa, a sud, c’è la costa africana, quindi un mare di sabbia infuocato  non disabitato del tutto quindi una città che emerge dalle sabbie: Agadez.

Schermata 2019-06-28 alle 17.52.34

Alle porte del Sahara, tra i migranti pronti a ripartire – Corriere.it

A sud est e ovest di Agadez (Niger) una marea di donne e uomini che desiderano raggiungere l’Europa in cerca di una vita migliore.

A nord di Lampedusa, invece, ci sono la Sicilia (mafia), la Calabria (‘ndrangheta), la Campania (camorra), la Puglia (scu), Lazio-Roma (di tutto), Toscana-Umbria (massonerie e affini), Emilia Romagna-Veneto-LOMBARDIA-Piemonte-Valle d’Aosta (soprattutto ‘ndrangheta).

Più a nord, la Germania, la Francia e la Gran Bretagna (la meno visibile sul campo).

È doveroso ribadire che il mio cuore stia con chi, lasciando la propria terra e a rischio della vita si è messo in viaggio e ha affidato la propria vita, non avendo alternative, alle mafie transnazionali che regolano i flussi.

Altrettanto, devo ribadire che non accetto il non ruolo che il Ministro dell’Interno Salvini, del Presidente Conte e del capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, stanno interpretando, vale a dire che imputo loro la scelta di avere trasformato una vicenda epocale in un vantaggio politico a discapito della sicurezza nazionale e del sacro e inviolabile valore della vita, rifiutandosi di affrontare politicamente il problema, ovvero di richiamare l’Europa se non il mondo intero alle proprie responsabilità: la salvaguardia della pace e della vita, o per calcolo o per mancanza di idee (lascio a voi distribuire le attribuzioni).

Immaginare che lo sguardo di Conte, Salvini o Di Maio arrivi fino ad Agadez o a Lagos è da ingenui, e qualora qualcuno avesse loro indicato sulla mappa i luoghi e le ragioni delle migrazioni, immaginare che abbiano una strategia per affrontare il problema è fuori discussione.

Quindi?

Schermata 2019-06-28 alle 17.50.40

Potremmo immaginare che gli Zingaretti o i Draghi abbiano qualche soluzione? Nemmeno per sogno, non fosse altro che il primo è sulle scene da decenni e non ci risulta abbia mai fatto qualcosa di buono, il secondo potrebbe dire che non sono fatti di sua competenza; lo diventeranno se domani decidesse di compiere il passo.

Francesco? Sappiamo che con i cinesi ha parlato e a lungo.

Trump? Padre e bimba abbracciati e affogati mi impongono il silenzio.

Putin ed Erdogan giocano sulle sponde africane e più all’interno non so sinceramente cosa possano fare.

Rimangono Macron e Merkel…

Partiamo dalla tremante Merkel (sindrome del tramonto?) e dalla sua concittadina Carola, giovane, intrepida, ricca, colta… intelligente. Già, intelligente come le ONG nate come funghi in giro per il mondo, finanziate nei modi più creativi, bandite da Putin e Nazarbayev come centrali di spie e agenti assortiti, invocate da esperti di intelligence, additate da Luigi Di Maio alcuni mesi fa e messe sotto tiro da un magistrato di valore qual è Zuccaro in quel di Catania.

Carola, coraggiosa come la figlia del corsaro Nero, è la fidanzata ideale di chi da dietro una scrivania o dal divano discetta di valori, di diritti, di qualsiasi cosa fino al momento in cui apre, riempie e chiude la valigia per andarsene in vacanza.

Alla fin fine mi appare più coerente un Salvini e i neri Demoni che lo indirizzano, più coerente una Carola che forse non sa fino in fondo per chi sta comandando una nave, di chi ha chiesto e ottenuto la fiducia degli italiani e oggi accetta compromessi indicibili.

Sia chiaro che oltre a non essere intenzionato ad abbandonare la nave, possiedo risorse intellettuali sufficienti per indicare al “capo politico” presente o futuro del MoVimento le coordinate per dirigere la nave non in un porto sicuro e comodo quale può essere considerato l’emiciclo delle aule parlamentari bensì verso quell’orizzonte di giustizia e di pace che la grande maggioranza degli italiani desidera.

Alberto Massari