La porta è la via d’uscita. Se uno non la usa un motivo c’è

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Se quei superficiali ambiziosi, un po’ cazzoni presuntuosi dei miei amici pentastellati, ritrovatisi (per grazia ricevuta da Beppe Grillo) alla guida di oltre 300 parlamentari avessero appoggiato la candidatura di Carlo Cottarelli al Governo del Paese, oggi non staremmo come stiamo (il MoVimento sta per liquefarsi al sole di Luglio-Agosto) e la Repubblica non starebbe boccheggiando per la temperatura torrida che si percepisce. Per continuare la metafora. Ci si attestava, di lato, a studiare (cosa che non avrebbe certamente fatto male), la complessità della P.A. e, forti dei 300 cittadini (sostenuti economicamente dall’Erario), si aspettava, calmi calmi, la somma delle idiozie (e mascalzonate) che i leghisti, il PD, Forza Italia, Fratelli d’Italia avrebbero infilato.

Tra i propri (in realtà estratti a sorte dal bussolotto elettorale) si sarebbero visti maturare (o svelarsi dei veri incapaci) alcuni, misurandoli in gruppi di studio e lavoro, per valutarne il reale spessore e la lealtà ai valori condivisi. Anche quelli della Costituzione repubblicana. Utilizzando, inoltre, per questi processi valutativi e formativi “on the job”, lo ripeto, il denaro pubblico. Anzi, così facendo, non necessariamente affamando, come è avvenuto (mettendoli in una condizione di subalternità), i parlamentari “sorteggiati”.

I portavoce si sarebbero messi a studiare e ancora a studiare, grazie a questa atipica e “benedetta” borsa di studio. Appunto. Invece ora dovremo vedere passare la mano alla restaurazione e al malaffare. Alla fine tutti questi anni e tutte queste speranze perché nulla cambi? È in corso un durissimo fenomeno di ritorno al “passato” guidato da esperti saccheggiatori della cosa pubblica e non sarà facile interrompere lo tzunami di riflusso. La restaurazione è guidata da veri teppisti della politica che, temo, sapranno anche vendicarsi.

Perché Carlo Cottarelli non vi è andato bene? O chi per lui. Perché troppi di voi hanno avuto la fregola arrogante di farsi governatori della Cosa pubblica senza prima, banalmente, passare per un opportuno periodo di addestramento “in aula” per arrivare, almeno in “simulazione” (avete idea di che performanti simulazioni oggi si possono attuare?) potendo fare, nel frattempo, lautamente pagati, gli studenti/parlamentari?

Possibile che in un momento onestamente autocritico (non le quattro paroline che sono filtrate, forse, essere state balbettate) non si possano consegnare alla Storia i nomi dei cazzoni che, euforicamente, hanno spinto per fare i patti con la Lega?

Non è stato un errore qualunque quello su vi state esercitando (adesso va bene esercitarsi?) nel coprire responsabilità personali e di “squadra”! Dove sono almeno i verbali (sparita la garanzia della diretta) delle riunioni in cui si sono “lanciai i dadi” a favore o contro di una soluzione? Dove è un barlume di trasparenza ricostruttiva, rispetto a responsabilità storiche? Perché, sentite a me, questo Governo che ratifica le corbellerie, che passo dopo passo, sono messe in atto da un ristretto cerchietto di sprovveduti incolti, avrà dei rifletti “storici”. Così come un cerchietto di ossequiosi, nel 1938-39, stabiliva, per tutti, che impugnare la Spada dell’ISLAM, avrebbe fatto di Mussolini un condottiero vittorioso. Era cioè che era e ha fatto finire l’Italia come è finita. Salvini è ciò che e farà fare all’Italia la fine che non si merita. Riuscire a peggiorare la situazione che la partitocrazia (anche se non soprattutto puntellata dalla Lega) per 25 anni aveva determinato, ce ne vorrà ma il putiniano (è un reato dare del putiniano ad un esegeta del dittatore russo?) Salvini in questo burrone scosceso vi sta per spingere.

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Dove sono le video-registrazioni (e che male sarebbe stato effettuarle per poi, senza nulla temere, testimoniare i propri errori o le proprie scelte oculate?) in cui i posteri avrebbero potuto valutare, con trasparenza e onestà di intenti futuri, come il tale aveva saputo esaminare mentalmente più fenomeni (o problemi) apparentemente isolati e scollegati, per esaminare più fenomeni (o problemi) apparentemente isolati e scollegati per

rintracciare le connessioni esistenti sia tra di essi sia tra essi ed altri fenomeni (o problemi) non immediatamente visibili

spiegarne, in ottica transdisciplinare, i processi generativi e formulare proiezioni in cui i contribuiti delle singole discipline, pur presenti, perdono la loro funzione e fisionomia parcellizzate e concorrono ad una significazione unitaria di livello superiore che tutte le ingloba e le supera.

Apprendere l’arte di saper esaminare un singolo micro o macro fenomeno (o problema)

per rintracciare, in ottica transdisciplinare, i contribuiti disciplinari che – tutti insieme e non uno solo – ne permettano una realistica, globale e profonda comprensione

Per inglobare, infine, il fenomeno (o il problema) in esame in una scenario più ampio che ne migliori l’interpretazione o l’eventuale soluzione e permetta di preconizzarne con alto grado di probabilità i futuri sviluppi in un più ampio quadro di risposta ai bisogni dei cittadini e delle nazioni.

Perché, non si è potuto democraticamente innovare e, con queste modalità semplici-semplici, far emergere, per merito (ecco la parolaccia rivoluzionaria sotto intesa), le donne e gli uomini che, almeno, mostravano, in simulazione, una qualche abilità?

Ma amici tecnologici pentastellati sapete che ormai con i simulatori si addestra chiunque in qualunque disciplina? A dir la verità uno cazzone come il sottoscritto ha cominciato ad usare i roll play (sono gli antenati delle attuali  tecniche simulatorie) grazie ad un grande maestro quale era Dante Bellamio, fin dal 1972 e negli anni successivi.

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Dove sono i “roll play” in cui si vede che Vincenzo Spadafora era all’altezza di complessità a sfondo etico morale quale sembrano emergere nel campo di sua competenza quale la difesa dell’infanzia?

O i filmati in cui Giulia Sarti mostrava tutto il suo valore in un settore strategico come la Giustizia Giusta? O da cui oggi avere prova provata che il benessere del personale con le stellette fosse nelle corde del cyber sicuro Angelo Tofalo?

La porta era la via d’uscita. Perché nessuno dei piazzati ai vertici pentastellati se ne è voluto servire? Eppure le massime di Confucio (La porta è la via d’uscita … è un banale consiglio confuciano) sono come i pizzini dei Baci Perugina. Se uno sa leggere e non solo mangiare. Come certamente sapete, esiste sempre una filosofia e una logica in un processo formativo. Quale siano state in questo pasticcio, ormai fatto (e non riuscito), è arduo capirlo.

La Repubblica sarà in pericolo in tempi brevi è sarebbe stato necessario reclutare, selezionare, formare una classe dirigente capace di formulare previsioni strategiche ad alto grado di probabilità, utilizzando in ottica transdisciplinare, i diversi filoni di conoscenza disponibili. L’obiettivo era apprendere l’arte (o pensate che sia meno di un arte sublime e rinascimentale?) sufficiente a sfuggire, pensando e decidendo, alle gabbie disciplinari (che sono semplificazioni della realtà se non, sostanzialmente, quelle cazzate che sentite dire nei bar a proposito della pancia e l’arte del governo “concreto”) ed affrontare, un po’ meno disarmati, la complessità reale dei problemi reali.

Ci voleva un ciclo formativo protetto (mentre gli altri sbagliavano riprendendo a saccheggiare le casse dello Stato illudendosi di non essere osservati/studiati) alla fine del quale i decisori eletti “democraticamente” almeno avrebbero sviluppato competenze (sia pur simulate) utili a dare ai problemi soluzioni con ampiezza e profondità di impatto probabile sulla realtà tali da costituire solido e realistico sostengo alle scelte politiche. Almeno da far preconizzare un alto grado di soddisfazione dei bisogni della nostra gente. Ma chi avevate pensato di aver selezionato mettendoli in lista, tali da non aver bisogno di studiare la materia più difficile del mondo, cioè la politica? E di voi che facevate le scelte (questo lo mettiamo qui e questo li) che super valutazione davate se vi siete sentiti di essere i custodi dei nuovi custodi della Repubblica?   

Oreste Grani/Leo Rugens    

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