Nazistoil / La caduta degli dei per un pugno di rubli

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Artemisia Gentileschi, Elisa e Oloferne, 1620 ca., olio su tela, 199 x 162,5 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi. « Fermatasi presso il divano di lui, disse in cuor suo: «Signore, Dio d’ogni potenza, guarda propizio in quest’ora all’opera delle mie mani per l’esaltazione di Gerusalemme. È venuto il momento di pensare alla tua eredità e di far riuscire il mio piano per la rovina dei nemici che sono insorti contro di noi». Avvicinatasi alla colonna del letto che era dalla parte del capo di Oloferne, ne staccò la scimitarra di lui; poi, accostatasi al letto, afferrò la testa di lui per la chioma e disse: «Dammi forza, Signore Dio d’Israele, in questo momento». E con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa. » 

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Irina Osipova, legata all’estrema destra russa e finita nell’inchiesta sui combattenti anti-Ucraina. Meloni la candidò al Comune di Roma. Alla sua destra il ministro dell’Interno alla sinistra Savoini (fonte La Repubblica)

Resistere……resistere……resistere.Mi arrendero'(al gossip) solo quando Salvini inizia una relazione con Asia Argento….

Il 5 marzo, il 29 maggio e il 10 novembre 2018, un anno dopo il fatidico viaggio a Mosca del 2017, Dionisia, inafferrabile firma del blog Leorugens, annunciava la caduta degli dei (minori) ossia del loro portavoce, il Salvini Matteo, e della cerchia (ring) magico che lo sosteneva (il Savoini Gianluca).

Dionisia notava che ad avercela con il Salvini fossero innanzitutto i servizi francesi che tramite la loro tromba anzi fanfara “Mediapart” (quella che ha un contratto con Travaglio Marco e il Fatto Quotidiano) lo inchiodavano sulle spese folli all’epoca della sua permanenza al Parlamento europeo, segnalando anche la presenza del Savoini.

Che la Lega Nord sia infarcita di nazisti, non ce ne voglia l’ottimo Claudio Gatti, lo presentivo dal primo manifesto che apparve sui muri di Milano trent’anni fa, presentimento certificato da Oreste Grani, conoscitore esperto della faccia oscura della Luna, un decennio fa.

Recentemente, il sottoscritto annunciava che il Capitano avrebbe tradito Savoini in coerenza con la spregiudicatezza che lo contraddistingue o perché il giramento di orecchie che Mike Pompeo gli ha fatto qualche giorno addietro lo deve avere persuaso che se lo zio Sam si incazza sono cavoli amari.

Visto che è partito il concorso: “scopri chi ha bruciato Savoini” e l’ENI e IntesaSanPaolo come danni collaterali ma non troppo, escludendo siano stati i russi, rimane da capire chi abbia le capacità e l’ardire di fottere la cyber security di Putin stroncandogli un alfiere nero..

Alberto Massari

PONTIDAGATE?

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— A Matteo Salvini va riconosciuto il merito “storico” di essere stato tra i primi politici europei a sbilanciarsi a favore di Mosca nel contenzioso tra l’Ucraina e la Federazione Russa. Un merito d’attribuire anche, certamente, all’Associazione Culturale Lombardia Russia di Gianluca Savoini. Nel corso della primavera del 2014, durante il referendum in Crimea a seguito al colpo di stato di Euromaidan, la partecipazione dell’on. Claudio D’Amico — responsabile dei rapporti coi partiti esteri della Lega Nord — in qualità di osservatore elettorale poteva già far presagire qualcosa. Infatti, poco più tardi Matteo Salvini si è presentato in prima persona a Sebastopoli, divenendo, di fatto, il primo leader di un partito occidentale a riconoscere la decisione del popolo crimeano, ovvero l’appartenenza della Crimea alla Federazione Russa. Questa presa di posizione non è passata inosservata a Mosca, tantomeno le battaglie leghiste per dire “no!” alle sanzioni nelle sedi nazionali ed europee. Fabio Sapettini, autore di Da Pontida a Mosca

È lecito sognare, anche agli CENSURATO che nella vita non hanno mai combinato nulla, tipo Matteo Salvini. Che questo CENSURATO aspiri all’incarico di formare il Governo futuro del Paese più che ridere fa pensare a quanto un personaggio della caratura di Putin sia caduto in basso ritenendolo un alleato.

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Davvero immaginate che questo CENSURATO, transitato dal Leonka (celeberrimo centro sociale de sinistra milanese) alla Le Pen, sia buono a fare qualcosa di più che sbraitare e fomentare l’odio razzista? Com’è possibile che un astuto colonnello del KGB lo abbia fatto avvicinare al suo tavolo e in nome di che? Fossi in Putin, chi me lo avesse portato sarebbe oggi in Siberia a vendere frigoriferi. Eppure è successo e il cretino si pavoneggia da capo del governo agitando i sonni dei democrat nostrani. O tempora o mores.

Salvini è più o meno il CENSURATO di Silvio, lo capissero tutti e si mettessero il cuore in pace; qui non siamo di fronte a un professore di geopolitica presso la Link Campus di Scotti come Mifsud, il piazzista delle mail della Clinton trafugate dai russi, ma a un CENSURATO.

Dionisia

P.S. Le immagini della crisi politica dell’Occidente, Salvini scambiato per uno normale

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ATTENTI AL CAIMANO PADANO! PAROLA DI CAIMANO

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Sono basito per la relazione fra Salvini e la Isoardi. Un uomo rozzo che non si lava, si veste male, con la barba sempre lunga e l’alito che sa di grappa [vodka ndr]. Non ce lo vedo con la Isoardi lei è una bella ragazza, una delicatissima. Lui mi ha sempre aggredito in tv, ma di solito quando le persone amano si ammorbidiscono. Se questo è il caso ben venga la Isoardi, altrimenti speriamo che lui non faccia diventare rozza anche lei. (Alessandro Cecchi Paone)

182 cm, Elisa Isoardi non è una che passa inosservata. La presentatrice si è accasata con l’unico politico italiano che al momento sembrerebbe avere l’opportunità di conquistare il potere. La certezza della forza del suo amore, l’avremo il giorno in cui Matteo sarà arrestato, a meno che il finanziamento illecito non sia più un reato.

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Come i due si siano incontrati non ci interessa e, sebbene non probabile, ci teniamo in un angolo della mente l’idea che la signora “delicatissima” e scampata a un tumore benigno che le avrebbe tolto la voce si interessi a Salvini anche per altre ragioni, magari a sua insaputa.

Apprendo in queste ore, dovendo rivedere un giudizio sul caimano padano non proprio corretto, che la coppia trascorse l’inizio del 2017 a Mosca, il luogo ideale per delle vacanze invernali. Dato il freddo siberiano si nota come i due fossero ben muniti di colbacchi.

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Dai sorrisi si evince che i due fossero molto felici anche perché, a poterselo permettere, il lusso moscovita, tarato sugli oligarchi e i mafiosi di tutto il mondo che transitano da quelle parti, immagino quanto possa far girare la capa a un CENSURATO come il caimano padano. Che il Salvini ami spendere in gozzoviglie, l’hanno denunciato anche i servizi francesi – okkio Matteo quelli non scherzano – che gli stanno addosso per via dei suoi rapporti con Marine Le Pen:

Inchiesta Ue su Lega e Fn: “Champagne, cene da 400 euro e regali di Natale, restituiscano i soldi del Parlamento”
„Neppure il tempo di godersi il successo elettorale e già la Lega di Matteo Salvini deve fare i conti, in tutti i sensi, con Bruxelles. Secondo la stampa francese, infatti, il Carroccio e il suo alleato di ferro in Europa, il Front national di Marine Le Pen, potrebbero dover restituire 427mila euro dei fondi destinati dal Parlamento europeo al loro gruppo, l’Europa delle Nazioni e della Libertà (Enl).

Spese pazze con i soldi pubblici?
Stando al documento svelato dal sito Mediapart e dall’Afp, la commissione per il controllo dei bilanci dell’Eurocamera avrebbe messo nero su bianco una serie di irregolarità nelle spese del gruppo. Nel 2016 l’Enl avrebbe avuto 38.889 euro di spese non sufficientemente giustificate e 388.278 euro di spese in violazione delle regole. Si parla, nello specifico, di pasti da oltre 400 euro a persona e un centinaio di regali di Natale da più di 100 euro, identificati come spese “non ragionevoli”. Al gruppo Enl viene chiesto inoltre di comunicare chi fossero i destinatari di circa 230 bottiglie di champagne, sei delle quali di un valore di oltre 81 euro.

Siamo certi, inoltre, che dietro quel sorriso vi sia stata e vi sia ancora la stupida idea del caimano padano di essere a un passo dal risolvere i propri problemi economico-politici alleandosi con Putin. Tanta imbecillità spero di vedere punita duramente entro pochi anni se non prima.

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Nel frattempo, mi è capitato di orecchiare un paio di faccende davvero inquietanti; la prima riguarda il disgusto del caimano verso il padano, percepito come uno pericoloso e senza regole, il che si giustifica sia per l’età del vecchio puttaniere sia per l’oggettiva pericolosità di uno che ha una smania per il potere senza freni.

Da Mosca alla Calabria, dove si è fatto eleggere e riconosce come il nuovo rappresentante di quel territorio il CENSURATO padano se impensierisce il caimano stanco, dovrebbe a maggior ragione impensierire un cittadino per bene come Luigi Di Maio nonché i suoi alleati e amici di un tempo, soprattutto chi si è applicato negli anni per imparare il mestiere.

Questo è il momento del coraggio non della paura; dell’intelligenza collettiva non del gossip o dei dossier.

Ciliegina sulla torta, pare che di ritorno dalla Russia, la coppia sia diventata un trio (si segnala presenza di un cittadino russo che segue i colombi ovunque vadano e si ritiene che ciò avvenga per proteggere  i 182 cm di “delicatezza”  o per tradurre i cirillico gli scaltri pensieri del caimano padano.

Dionisia

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QUANDO LA NAVE AFFONDA LA OMISSIS SCAPPA

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La love story tra la bella e la “bestia” è finita! Elisa Isoardi ha lasciato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Perché una donna di spettacolo lasci un politico candidato a diventare la guida del Paese è una faccenda che di privato non ha nulla, al contrario è un segnale forte e chiaro.

Qui non siamo di fronte allo sfigato “quinto Beatles” che scende dal razzo pronto a volare in orbita, piuttosto siamo vicini, è la nostra analisi, a qualcosa di simile alla lettera di Veronica Lario in merito “al drago e alla vergine” con conseguente divorzio e crollo politico del puttaniere.

Se Elisa, sorridente e beata nel suo soggiorno moscovita, ha deciso di lasciare Salvini significa che qualcosa nella sua mente è cambiato oppure che la sua missione è finita.

Nel primo caso, la bella Isoardi, potrebbe avere aperto la porta sbagliata o letto una mail riservata o intercettato qualche immagine… e, spaventata o disgustata o… o…, ha capito che razza di brutta persona, vero e proprio negazionista del dramma africano e del crimine organizzato nazionale, stava stringendo tra le “braccia” e così, forse confortata dal confidente del cuore o un avvocato, ha deciso di lasciare perdere per non entrare in conflitto con la propria coscienza.

Nel secondo caso, dopo avere potuto osservare da molto vicino il futuro ducetto – ricordo a tutti la profezia dell’Umberto che lo ha avvisato di lasciare perdere certe amicizie pena il finire a testa in giù a Piazzale Loreto – il suo reclutatore le ha ordinato di sfilarsi prima che…

Chi avesse in mente una terza ipotesi che non sia: è finito l’amore, si faccia avanti.

Entrambi gli scenari prospettano almeno un punto debole del nostro Ministro dell’Interno, così debole da determinarne il crollo o imbarazzanti dichiarazioni o un ricatto continuo.

Insomma, il bello deve ancora venire, il brutto c’è già.

Dionisia

P.S. Lasciare il proprio fidanzato quando finisce nella polvere (Anna Falchi – Ricucci; Martina Stella – Lapo Elkann) non da una buona immagine di sé.

 

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LA RETE SCOPRE CHE LA SIGNORINA ISOARDI HA LASCIATO SALVINI BEN INFORMATA DI QUALCOSA

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La rete ha scoperto (i grafici si stanno impennando) non che la signorina Elisa Isoardi si fosse lasciata con Matteo Salvini, perché lo sapevano tutti, ma che, secondo un nostro post, la Topa (come volgarmente l’hanno definita in redazione) si è data alla fuga avendo intuito che, paradossalmente, nel momento della massima ascesa del vostro eroe, in realtà era cominciata la parabola discendente. Genialità delle donne che si dice abbiano, per queste questioni, il famoso sesto senso? Sarebbe pertanto interessante venire a sapere, quanto prima, il perché della fuga messa in atto, in piena consapevolezza e preveggenza, dalla Isoardi. Colgo l’occasione per scusarmi con tutte le donne lettrici per la scelta lessicale che, a sua volta donna, Dionisia ha fatto. Ma, come si dice, non ci sono peggiori nemici delle donne che le donne stesse. In fine:  chissà cosa sa più di noi la bella Isoardi? Anche con lei ci scusiamo per il titolo infelice.

Oreste Grani e la redazione tutta tranne Dionisia responsabile della scelta semantica offensiva.