Da Savoini a Luigi Di Maio

puledri

La forza di una famiglia, come la forza di una armata, si basa sulla lealtà reciproca“. Mario Puzo. Altro contesto? Altra finalità? Vediamo.

Comunque di lealtà voglio scrivere, libero di farlo.

Che noia! Certo che si è innocenti fino a prova contraria e fino ai tre gradi di giudizio. Ma qui non stiamo parlando di comportamenti regolati dalla prassi giurisprudenziale. La storia è un’altra ed è prettamente di natura politico-culturale. Gli avvenimenti non solo sono certamente accaduti (i colloqui a Mosca), ma riguardano, senza ombra di dubbio alcuno, l’approvvigionamento energetico che, a sua volta, è questione strettamente attinente la sicurezza nazionale. Punto.

Direi, pertanto, di attenersi strettamente all’ambito gravissimo di una attività politicamente sospetta se svolta da persona, da decenni (e uno), una sola cosa con la dirigenza leghista (anzi, alcuni esponenti di questo gruppo di vertice ruotano e passano e il Savoini, viceversa, è costante e permanente) che, nel suo intimo pensiero “pensa” che Hitler fosse uno che aveva ragione e che solo un complotto giudaico-massonico lo aveva fermato nella sua sacrosanta attività di terminatore di ebrei, comunisti, diversamente abili, omosessuali, rom e di chiunque la pensasse diversamente da lui.

Gianluca Savoini (e con lui molti altri che si sono riorganizzati provenendo dagli ordini nerissimi nella Lega non più Nord) nello svolgere la sua attività politico-affaristica questo pensa. Un soldato neonazista questo Savoini e come lui in molti, da anni (e due), sembrano praticare questo credo, strutturati (e al tempo mimetizzati) in una galassia di difficile lettura iniziale ma che, mi permetto di dire (certo di averlo fatto affidando, con largo anticipo, tale interpretazione sulla pericolosità sociale di questi ambienti, a credibili esponenti delle istituzioni repubblicane), andava investigata, anni addietro (e tre) e fermata con la dovuta determinazione. Lo Stato repubblicano questo avrebbe dovuto saper fare ma, per motivi ancora oscuri, non lo ha fatto. In molti sapevano che dietro questa passione per l’Eurasia e per ex comunisti oggi putiniani, in realtà si celava un disegno di portata eversiva. Stiamo parlando dello stesso credo a cui si ispirano i trafficanti/contrabbandieri di armi da guerra investigati nell’ultimo anno e, finalmente, arrestati, in queste ore, in alcune località del produttivo Nord.

di maio salvini

Oltre ad essere nazista Savoini è anche il vero ministro degli esteri ombra della Lega e non fa nulla, da anni (e quattro), per non farlo pesare. Chiunque rimuova questo dato certo si fa complice di questo groviglio bituminoso in cui la Repubblica si trova: il nostro Presidente Sergio Mattarella (vero capo delle Forze Armate) va in visita in Lituania e dice cose a sostegno di quelle popolazioni e della NATO e, della stessa NATO, Savoini (ripeto il ministro degli esteri ombra della Lega) si chiede “a cosa serva se non a provocare Mosca e (il suo duce ndr) Vladimir Putin“. Caro Luigi Di Maio, tu ignorando quasi tutto delle complessità geopolitiche (non è una offesa un un dato di fatto non avendo alcuna formazione funzionale), il governo (contratto o meno a garanzia) con questi non andava fatto. Punto. Perché, a prescindere dai tanti cerini o meno che ti hanno lasciato in mano (elenco lunghissimo), è la politica estera che comanda su tutto.

La politica estera e, quindi, l’AISE. E se da quelle parti il presidio è quello che avete consentito fino a pochi mesi addietro avendo, da anni (e cinque) lasciato fare “di tutto” (e vedremo se mi sbaglio ora che dovrò “difendermi” dalle accuse del Generale Alberto Manenti), c’è poco da stare allegri. A tal proposito, un consiglio terra-terra: se hai intenzione (questo si dice che ti prepari a fare), in una fase già tanto turbolenta caratterizzata (prova, cortesemente, a non dimenticarlo) dalla dissipazione di un patrimonio di fiducia e di speranza di oltre sei milioni di cittadini elettori che hanno bocciato le tue scelte soprattutto attinenti agli uomini e alle donne (poche) che hai piazzato al governo e che tieni intorno a te, di provare a mettere mano ad una segreteria politica che ti affianchi, tieni conto che se dovessi commettere nuovi errori di valutazione che dovessero apparire connotati da rapporti personali e non basati sui rudimenti di una qualche ritrovata “meritocrazia e competenza” sarebbe il de profundis del M5S e tuo personale. Intendo dire che da questa tragica sconfitta (che non è sta solo di natura elettorale) e dalla fase pericolosa per la democrazia repubblicana che ha seguita la sconfitta, si esce solo con un approccio (e scelte) che facciano intendere che hai capito la lezione. E non credo, se posso essere strasincero, pur nella mia marginalità e ininfluenza, che, da solo o mal consigliato da quegli stessi che ti hanno messo (scientemente?) in questo vicolo cieco, ne uscirai vivo (metaforicamente, ovviamente) se non saprai dare, con creatività e ritrovata onestà intellettuale, un segnale forte. Direi, meglio, fortissimo. E per fortissimo non intendo semplificazioni che passino per figure che per anni (e sei) non hanno saputo interpretare (in RAI per cominciare) il divenire delle cose. Per non parlare di giramondo ad intermittenza che sanno poco o niente di complessità appesantiti come appaiono da menti complicate (non utili ad affrontare le complessità) come quelle in dotazione al personale motomunito.

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Per non parlare delle troppe LinkCampus che hanno inquinato (tramite cavallucci di Troia) l’ambiente, dissipato la tua stessa opportunità e ciò che era anche patrimonio di noi che vi avevamo votato e che in voi avevamo creduto.

Ripeto: stai per fare scelte (le ultime che ti saranno concesse dalla Storia) anche organizzative ma che devono essere, almeno queste, rivoluzionarie, scardinanti un ambiente asfittico che si è consolidato intorno al piccolo poterino pentastellato (la corte intorno al capo politico) che è la vera sorpresa negativa di quanto ha seguito la metaforica, intelligente e salvifica traversata dello Stretto di Messina. Non puoi tornare alle origini perché non sei Beppe Grillo e poi perché non ci sia bagna mai due volte nella stessa acqua del fiume della storia che, notoriamente, scorre. Come già Eraclito, molti anni addietro (e sette) sapeva e sosteneva. Eraclito che viene prima di Rousseau. 

Ci vuole quindi un colpo di genio e un coraggio notevole. Nel mio mondo si chiama “reagente Zeta“. Se non sai di che si tratta ti lascio l’indizio e, tramite le fonti aperte (conosci le fonti aperte del web?), prova a raccapezzarti.

Forza e coraggio si dice in alcuni ambienti che hanno dimestichezza con il combattimento. Perché che tu ora debba combattere è certo. Con che esito, è altro.

Oreste Grani/Leo Rugens

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