Ekaterina Postnikova, la giornalista che viene dal freddo e prova a far saltare il governo Conte

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Da: “Постникова Екатерина Андреевна” <e.postnikova@iz.ru>
Data: 24/07/2019 12.31PM
Oggetto: Un’indagine su di partito Lega_Richiesta dei media

Car* OMISSIS,

Buongiorno,
Mi chiamo Ekaterina Postnikova, sono giornalista internazionale sul giornale russo IZVESTIA. Vi scrivo per quanto riguarda l’attuale indagine contro il partito «Lega» che è sospettato di finanziamento illegale dalla Russia. In questo contesto, puoi per favore rispondere alle seguenti domande:
1. Questa indagine minaccia il governo italiano?
2. È possibile che questa storia possa innescare elezioni anticipate?
3. Credi che questi sospetti siano veri?
Grazie in anticipo,
Cordiali saluti,
Ekaterina Postnikova,
Giornalista internazionale
Sul giornale russo IZVESTIA

Numero di telefono: +7 (926) 045-44-78

Questo il testo di una mail che ha raggiunto la posta istituzionale di alcuni senatori del M5S.

Il quotidiano Novye Izvestija fu fondato il 24 ottobre 1997 da un gruppo di giornalisti dimissionari dalla Izvestia, storico quotidiano russo. Questo gruppo di giornalisti aveva il supporto economico di Boris Berezovsky [trovato morto impiccato ndr.]. Dopo le elezioni di Vladimir Putin a presidente della Russia nel 2000, la Novye Izvestija divenne fortemente critica verso il nuovo governo, criticandolo soprattutto per la deriva antidemocratica e per la guerra cecena.

Quando Boris Berezovsky si trasferì a LondraOleg Mitvol ottenne da lui il 76% della proprietà del quotidiano, ma in realtà Berezovsky continuava a sostenere finanziariamente l’impresa. Comunque il 20 febbraio 2003 Oleg Mitvol, in qualità di presidente del consiglio d’amministrazione[1] insieme agli altri membri del consiglio, accusò il direttore generale Igor Golembiovsky d’appropriazione indebita dei fondi del giornale e lo licenziò, senza avvertire gli altri giornalisti e redattori proprietari del rimanente 24% del giornale. Le pubblicazioni furono sospese.[2] Boris Berezovsky contestò la mossa di Mitvol dicendo che essa aveva un movente politico[3][4] visto che il quotidiano si opponeva al presidente Vladimir Putin. Lo stesso giorno fu pubblicato un articolo di Vladimir Pribylovsky riguardo l’emergente culto della personalità di Vladmir Putin.[5]

Diversi importanti giornalisti delle Novye Izvestija, compreso Golembiovsky, fondarono in appena due mesi un quotidiano più piccolo e più cauto chiamato Russkij kur’er. Novye Izvestija riprese le pubblicazioni sotto il direttore generale Valery Yakov, ex vicedirettore generale, che pur essendosi opposto al licenziamento di Golembiovsky decise di non lasciare la Novye Izvestija. Comunque alla ripresa delle pubblicazioni le critiche al governo si fecero più sfumate e prudenti.[6]

Ekaterina Postnikova è una giornalista (qui trovate l’elenco dei suoi articoli pubblicati su Izvestia) che ci prova, come tutti i giornalisti, ma in questo caso cosa sta provando a fare se non provocare una crisi di governo? Una giornalista davvero riservata sotto il profilo delle immagini di se stessa.

Non la dobbiamo spiegare agli addetti ai lavori la pericolosità degli apparati russi in materia di “provocazione” e poiché in “Gnosis” non abbiamo trovato citazioni opportune, lasciamo ad altri un breve sunto in materia.

Rimarchiamo il tempismo con il quale in una fase così delicata la signora Postnikova ci ha provato, a poche ore dall’intervento di Conte in Parlamento sul caso russo.

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Tutte le immagini sono derivate dal profilo tweeter della Ekaterina

First, there’s provokatsiya (provocation), which is the cornerstone of the Russian espionage worldview. This part of Kremlin spy culture is older than the Bolsheviks, dating to the late Tsarist era, when Russia invented the modern intelligence agency to fight anarchist terrorists.

Provocation is complicated, but at its most basic involves secret acts to confuse and dismay your enemy. The recent antics of Devin Nunes, chair of the House Intelligence Committee—positing conflicting and unsubstantiated allegations of malfeasance by our spy agencies—are a classic provocation designed to divert attention from the White House as its Russia crisis mounts. Regardless of whether anyone in Russia has a hand in this, the Kremlin surely approves.

Provokatsiya gets more complicated and nefarious from there, with the ultimate aim of turning the tables on your enemy and defeating him detail—before he realizes what’s happened. As I’ve explained, this involves a lot of shady stuff such as:

Taking control of your enemies in secret and encouraging them to do things that discredit them and help you. You plant your own agents provocateurs and flip legitimate activists, turning them to your side…While this isn’t a particularly nice technique, it works surprisingly well, particularly if you don’t care about bloody and messy consequences.

Moscow is alarmingly forward-leaning about provocation, and the Kremlin’s traditional devil-may-care attitude about these dirty tricks means it’s a safe bet that when you encounter rabid anti-Putin activists, there’s a solid chance some of them are secretly working for the Russians.

Cari compagni, la fate finita una buona volta oppure, parlate con noi che è meglio.

La redazione