Il caso Cerciello Rega e le critiche di Antonio de Martini

Francesco_de_Martini

Francesco de Martini è il soldato italiano più decorato della Seconda Guerra Mondiale e che ho avuto l’onore di conoscere!

 

Sono ore difficili per la Repubblica e ogni episodio va letto con la massima attenzione e visione d’insieme. Quello che sa fare, da par suo, Antonio de Martini, analista di cose complesse sempre e particolarmente in questo caso specifico in quanto conoscitore, palmo a palmo, del territorio dove si è svolta la vicenda tragica della morte del carabiniere Mario Cerciello Rega. Per fare luce su questo oscuro (finche non si farà luce ho diritto a definire così l’episodio senza incorrere nella solita denuncia?) l’esperienza “militare” (personale e per tradizione familiare in quanto Tonino è anche il figlio del Gen. Francesco de Martini) a de Martini non manca certo.

Leggete, riflettete, scrivetemi:

de martini-mori

Credo che Salvini vada dimissionato perché io ho abitato per un quarto di secolo sul luogo del delitto. 

Dimostrerò che l’ordine borghese in Roma non viene mantenuto, non per aggressività dei malviventi, (che in quella zona non ci sono né di giorno, ne di notte) ma per insipienza dei responsabili dell’ordine pubblico, mancanza di disciplina e coordinamento degli addetti e in ultima analisi per incapacità oggettiva e soggettiva del ministro dell’interno e dei suoi caudatari che galleggiano su provvedimenti di quaranta anni fa.

  1. Il luogo del delitto si trova all’angolo tra via Pietro Cossa e via Federico Cesi. L’angolo “guarda” su piazza Cavour.
  2. Il luogo si trova a un tiro di sasso dalla TENENZA PRATI (via Muzio Clementi 39) che è una traversa di via Pietro Cossa. A piedi ci si impiega non più di un minuto e mezzo camminando e trenta secondi di corsa. La tenenza gode di circa dodici posti auto riservati ben guardati. Nei locali della Tenenza, c’è anche la stazione cc. I bar della zona sono pieni, a tutte le ore, di militi che sostano – in divieto- al bar “Il Catanese” a quindici metri di distanza.
  3. A un tiro di voce a Piazza Cavour alla confluenza con via Vittoria Colonna, pascolano tre militari con camionetta e fucili mitragliatori (la famosa  operazione gloriosa “strade sicure”). I loro mezzi radio non comunicano con quelli di polizia e CC. 
  4. Dalla parte opposta al palazzo di Giustizia rispetto alla postazione dei parà (o bersaglieri, a seconda) c’è il Commissariato Borgo di PS.
  5. Fino a pochi mesi fa all’altro angolo del rettangolo rappresentato dalla Piazza c’era il comando dei vigili urbani, sempre molto attento a multare chi gli soffiava il parcheggio.
  6. Allo sbocco di via Federico Cesi, c’è via Cola di Rienzo, dove al civico 15 c’è una intera palazzina del ministero dell’Interno, dai compiti indefiniti ma ben sorvegliata.

 

Dovendo affrontare – se ho ben capito assieme a un collega – due persone, il vice brigadiere, sia pace all’anima sua, aveva a disposizione almeno tre postazioni cui chiedere presenza, aiuto o rinforzi dopo aver valutato la situazione.

Se non ha allertato i colleghi, ha sottovalutato la situazione per via del fatto – contrariamente alle bugie de “Il Messaggero” – che la zona è stata sempre calma e tranquilla. 

Carenza di formazione. 

Se ha chiesto appoggio e gli hanno risposto picche o non hanno risposto affatto, c’è una grave carenza di organizzazione, coordinamento e controllo a cento metri dalla Cassazione (dove pascolano altri tutori dell’ordine).

In tutto questo, non mi è chiaro il ruolo avuto dal secondo carabiniere, ma deve trattarsi di una mia lacuna dovuta alla riottosità a seguire la cronaca nera.

A proposito di cronaca e di cronisti che inventano, il carabiniere è stato dato in forza alla “stazione CC di Piazza Farnese”. 

La stazione nel 1994 si è trasferita a Piazza Trinità dei Pellegrini perché l’allora ministro della Difesa Previti, approfittando della sua posizione, ha comprato ai proprietari la palazzina – di scarsa redditività perché affittata da decenni ai CC – e poi ha sfrattato la stazione trasformando l’immobile nella residenza in cui poi fu agli arresti domiciliari….

Il cronista del Messaggero ha ripetuto più volte l’indirizzo sbagliato e così ha fatto il titolista. Non è andato. Ha telefonato? D’altronde se se ne fregano i tutori dell’ordine, perché pretendere precisione e sopralluoghi a un giornalista (se lo è)?

Se confrontate con Google map vedrete che ogni postazione indicata dista dal luogo del delitto non più di un minuto di auto e tre a piedi.

È mancata la formazione, il coordinamento, il collegamento, accordi e intese miranti al controllo del territorio superpresidiato segnato da gazebo che hanno suscitato l’invidia dei vigili urbani….

O è colpa del ministro, che è notoriamente un parolaio incapace, oppure finiranno per dare la colpa all’assassino: che diamine! Se avesse sparato si sarebbe potuto sentire il colpo e una volante avrebbe certamente fatto il suo dovere.

Se per una innocente evasione di Kappler da un ospedale si dimise il ministro della Difesa, perché per la inefficacia di un intero apparato di sicurezza (dimostrata dal morto colpito al centro di un sistema di sicurezza) dovremmo tenerci questo chiacchierone inconcludente?  

Mandatelo alla funzione pubblica a ciacolare coi sindacalisti. Ce n’è una, del nord come lui, che ha – credo- lo stesso titolo di studio. 

Si intenderanno e anche Putin sarà contento di riallacciare coi lavoratori italiani.

DIECI ATTESE RISPOSTE

  1. Che fine ha fatto il secondo carabiniere? Ruolo e comportamento

  2. Che fine ha fatto il Pusher e se aveva pregressi rapporti con le forze dell’ordine

  3. Perché un carabiniere di “piazza Farnese” interviene in zona “Tenenza Prati” 

  4. Era una operazione su denunzia? Di chi?

  5. Chi ha fotografato i sospettati in caserma e ha diffuso le foto? C’è stata una transazione?

  6. Leghisti più cretini del solito  continuano a ipotizzare un complotto volto a coprire i veri colpevoli. È tentante… Si rendono conto che, allora, bisognerebbe imporre doppiamente le dimissioni al ministro dell’interno colpevole non solo di mancata protezione della città, ma anche di essere incapace di controllare il suo stesso ministero?

  7. Pensate davvero di cavarvela senza una ricostruzione dettagliata dei fatti e degli antefatti di questo misfatto? 

  8. Esistono registrazioni telefoniche/radio dell’intervento e quando verranno rese note? 

  9. Idem per le registrazioni delle telecamere di sorveglianza (della farmacia, di UniCredit)? 

  10. Quando pubblicherete i rapporti del Commissariato, della tenenza e dei militari di guardia?

salvini

Parole forti (con sol qualche sfumatura imprecisa) che faccio mie soprattutto per quanto riguarda il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, incompetente in tutto ma sopratutto in ordine pubblico e sicurezza interna. Come si vedrà, se la situazione dovesse degenerare.

Torneremo sia sulla foto inopportunamente scattata “in caserma” che sull’intero episodio.

Oreste Grani/Leo Rugens che coglie l’occasione per salutare l’amico Tonino de Martini