Chi reclutiamo, selezioniamo, formiamo in modo adeguato per essere – sempre e comunque – lo Stato? 

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Il Comandante Generale dei Carabinieri Giovanni Nistri durante i funerali di Cerciello Rega

Ho dato opportunamente spazio ai dubbi che Antonio de Martini ha sulla vicenda della morte di Mario Cerciello Rega. In molti state leggendo quelle considerazioni.

IL CASO CERCIELLO REGA E LE CRITICHE DI ANTONIO DE MARTINI

L’ho fatto perché alcune questioni poste dall’amico Tonino sono cruciali (terrei conto soprattutto delle sue riflessioni in quanto conoscitore del territorio dove si è consumato il feroce delitto) e perché avevo bisogno di una pausa per cominciare ad avere una mia visione degli avvenimenti. Tanti, gravissimi, convulsi avvenimenti certamente da non far finire sotto nessuna coltre di polveroso futuro oblio.

Che si tratti di ragionare della vittima “sacrificale” (a undici colpi di pugnale in dotazione dei Marines  nessuno sarebbe sopravvissuto) è cosa ovvia. Ma in questo blog non trattiamo l’ovvio o non saremmo in scontro aperto con uomini di potere (anche decisamente pericolosi) come Alberto Manenti (ex AISE), Ezio Bigotti / Aurelio Voarino / Francesco Sarcina (ex AISI). Ed altri.

Niente, pertanto, cose ovvie e stereotipate, anche in questo caso. Prendo ancora tempo per permettere alla macchina mediale di sfornare altre informazioni (direi che siamo già in overdose, per rimanere in tema di sostanze stupefacenti) certamente preparandoci a dare il nostro contributo mai rimuovendo il dettaglio che è morto un compatriota in divisa e che l’assassino è certo. Benda o non benda.

Di come Mario Cerciello Rega sia andato incontro alla morte è questione delicata che va trattata senza ipocrisie e soprattutto senza scaricare su alcuni la responsabilità di eventuali inadeguatezze. Come nei tanti (troppi?) altri casi che hanno coinvolto l’Arma e da troppo tempo.

Reclutamento, selezione, formazione del personale sono un trittico semantico e concettuale che vale per ogni organizzazione complessa. Vale per i “Servizi”, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza. Per l’Arma. Per i Vigili Urbani. Per i docenti nelle scuole di Stato. In ogni rotella della P.A., fino al Capo dello Stato.

In realtà passata la fase convulsa, affinché non si spenga il solito “occhio di bue”, torneremo a dare il nostro contributo per fare luce sulla “12ma coltellata” a cui fa riferimento un amareggiato e preoccupato Generale Nistri. Ci dovremo chiedere anche chi selezioniamo, dopo averlo reclutato, e come formiamo questi cittadini quando gli chiediamo di essere lo Stato. Lo Stato con gli alamari.

Oreste Grani/Leo Rugens