Cannabis terapeutica. Dietro alla presunta inadeguatezza produttiva nazionale cosa si potrebbe celare?

serra cannabis

Quando questo marginale e ininfluente blog si mette in moto (sempre e comunque con il metodo sicuro dei cerchi concentrici) su un qualunque tema, se fossi un semplice lettore o uno che ne sa un po’ di più, mi chiederei dove quel tipaccio di Grani vuole andare a parare.

Anche sul tema della cannabis terapeutica, ad esempio, da vero scassapalle tuttologo, mi preparo a dire la mia.

Sulla materia prima (benefici ed altro) mi limiterò a recuperare suggerimenti di fedeli lettori che ne sanno. Primo fra tutti il lucido Matteo T. da cui mi aspetto un contributo nel merito. Su chi ha oggi l’incarico di produrre il farmaco e sulle dinamiche che hanno caratterizzato una recentissima gara per il potenziamento/costruzione delle serre dove già oggi si produce il farmaco, mi proverò a suggerire un ragionamento prudente e al tempo lungimirante. In realtà mi attivo/allarmo perché mi sembra che intorno ad un tema tanto delicato, si stiano svegliando non pochi appetiti. E questo degli appetiti, a volte insani, lo considero da sempre un allarme. Anzi, l’allarme per eccellenza.

Leggete e tenetevi pronti perché il vostro Orestino, anche questa volta, non vi deluderà.

Oreste Grani/Leo Rugens