Lecite cene (forse pranzi)

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Il problema, nella vita, sentite a me, è anche con chi si pranza o si cena. Si chiama, non a caso, commensalità. Per i giudici e i pubblici ufficiali, questione particolarmente delicata. Altrettanto degno di attenzione è con chi si decide di lavorare. O chi si decide di amare. O quali amici frequentare. A chi provare ad affidare un idea o parte di un progetto. In parole semplici, parte della propria sorte. Da queste scelte sofisticate deriva la buona o la cattiva fortuna. A volte personale, a volte della Repubblica. E tutto questo in una fotografia? A saper guardare bene, direi di sì.

Oreste Grani/Leo Rugens da non confondere, mai e poi mai, con Roberto D’Agostino. Lui, prima di darsi ad altro, ha lavorato in banca. Io, viceversa, in gioventù ero già Personal Manager in Rank Xerox e poi alla Direzione Centrale del Personale del Gruppo Rizzoli-Corriere della Sera.

P.S.

Comunque non tutti i fotografati sono esenti da gravi responsabilità per il fallimento dissipatorio del M5S a guida Luigi Di Maio.