Il ministro Bonafede si è iscritto al partito degli ingenuotti raggirati dai Leghisti

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Il Ministro di Giustizia Alfredo Bonafede scopre, solo ora, che il leghisti non non non vogliono processi veloci ed equi? E basta, cortesemente!!!!!!!! Questo stato d’animo (è turbato signor ministro?) lo abbiamo appreso alle ore 21:00 spaccate di ieri sera 9 agosto 2019, durante la trasmissione In Onda sulla La7! Bonafede (non l’ultimo quindi) è un’altro reo confesso (per rimanere in tema) che ammette di sapere poco di questo Paese e dei suoi soci di Governo. Ed io, ripeto anche in questo post dico che bastava leggere Leo Rugens. Gratis, in quanto fonte aperta. La verità è che, come si potrebbe vedere a breve, il signor ministro sa poco anche di altro. E questo “sapere poco” potrebbe farlo scoprire, ben abbinato, proprio con quello che ora gli appare essere il capitano dei furbacchioni fortemente (se non esclusivamente) interessati ad essere graziati dalle prescrizione di turno. Ministro, sveglia, i suoi ex compagni di governo sono solo (ed esclusivamente) interessati ad avere immunità per il passato, il presente e, sperano loro, il futuro. Il resto è noia.

Signor Ministro, lo dico, per ora, rispettosamente, lei è certamente (questa è la mia legittima opinione) tra gli adulti che sapevano con chi vi stavate mettendo quando vi siete scelti quella moglie (o quel marito?) per governare il Paese. Lei, inoltre (è un aggravante in questo tema delicatissimo) è siciliano e laureato in legge. Ai siciliani non è dato di poter essere ingenuotti. Ai laureati in legge, non è concessa l’ignoranza. Questo è il Paese dove le mafie si erano “fumati” centinaia di servitori dello Stato. Alcuni anche passati per l’Arenula. Figurarsi bravi ragazzi come, alcuni di voi, si stanno dimostrando essere. Ragazzi a cui, evidentemente, è girata la testa rivelandosi ambiziosi e inadeguati. Ora che avete aperto la strada alla restaurazione malandrina, please, un passo indietro. Non di lato. Ho scritto indietro, ma avrei dovuto scrivere “fuori”. Ma avete fatto un tale casino (scientemente?) non organizzando nulla (se non le vostre posizioni personali) che è difficile perfino dire da dove ve ne dovete uscire. Temo che questo sia, alla fine del Giro dell’Oca, il dramma: se uno vi volesse anche chiamare a rispondere del disastro dissipativo (milioni di consensi resi sterili in pochi mesi!) non sa dove, come, quando farlo. E questo perché oltre che una piattaforma elettronica (carissima in quanto fagocita formalmente oltre 90.000 euro al mese cioè 3.000 euro al giorno!!!) pretenziosa di “formazione a distanza”, non c’è nulla. Non una una sede, non una sedia, non un tavolo. Neanche una sedia da spaccare in testa a qualcuno. Solo “poltrone”, ma immateriali e ben difese da servitori dello Stato, a loro volta mal pagati. Un vero esperimento, ben riuscito, di Agorà telematica. Per voi.

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Oreste Grani/Leo Rugens che, alla luce dell’attuale disastro, ricorda, per ora in amicizia residua, al sottosegretario Angelo Tofalo chi ci ha rimesso credibilità e faccia. E chi dava garanzie per chi. E chi avrebbe dovuto rendicontare e a chi. A tal proposito rimango in attesa paziente almeno di una lettera di scuse. Che mi pervenga prima dell’inizio del contenzioso giuridico che mi vede contrapposto a Lupo Alberto Manenti: 16 settembre 2019. Per i danni subiti e per avermi indotto, ci stiamo organizzando.   

Oreste Grani/ Leo Rugens

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