Ride bene chi ride ultimo/he who laughs, last laughs laudest

ridere-malvagio-meme

Il 13 febbraio 2013, ho messo in rete un post che, ciclicamente, vado a rileggere. Da oggi lo ripubblicherò tutto le mattine. Lo faccio per ribadire a me stesso che se si prende un accordo bisogna fare di tutto per mantenerlo e per darmi qualche spunto di riflessione del perché, viceversa, alcuni siano tanto attratti dal farsi traditori e mancatori di parola data. Spesso, vigliacchi, lo fanno con quelli che ritengono deboli o in stato di bisogno. E in 72 anni, ormai compiuti, di tali soggettoni, sentite a me, ne ho incontrati moltissimi. Ad onor del vero, quello dei furbi stronzi è un mondo più maschile. Le donne sono molto meno ingannatrici. Non mi soffermo su questioni di sesso. Un mondo maschile, dicevo, quindi popolato prevalentemente da quelli che ti usano come sponda per arrivare dove non non non potrebbero mai avere un briciolo di credibilità. Credibilità o introduzione sufficiente per carpire un’informazione, una conoscenza determinante o utile a poter millantare una abilità o un grado di affidabilità.

Sono i campioni del mondo nel torneo denominato “Passata la festa, gabbato lo santo”. Divertenti (a volte, viceversa, il loro gioco finisce in tragedia) i modi e le scuse che il cantastorie di turno, ladro di verità, arzigogola per provare a stare tranquillo con la sua coscienza e memoria. La quale, passando il tempo, tende a rassicurarlo sul fatto che non può essere tanto stronzo e infingardo. Questo (“io non posso essere così verme”) è un pensiero di Nietzsche che, notoriamente, con la mente umana, aveva una qualche dimestichezza. Deve essere andata così anche per Fabrizio Piscitelli, il malavitoso laziale. Deve aver fatto accordi e poi ha pensato di potersene fottere. Piscitelli. Così, ai suoi tempi, il professor Aldo Semerari. Faceva accordi con i malavitosi e poi deve aver pensato che poteva mancare la “parola data”. Forse quando si dice che uno “si monta la testa” forse si riferisce a casi come questi.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S. A Semerari, se ben ricordo, gliela mozzarono intera-intera la testa.


«CHI PRENDE UN ACCORDO E NON LO MANTIENE È UN TRADITORE. STIAMO PARLANDO DI UN AMBITO CRIMINALE, NO?»

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

Boss scarcerati con false perizie in manette otto medici e avvocati

Massimo Lugli Francesco Viviano

— C’è anche un magistrato nel “sistema” allestito dall’avvocato penalista Marco Cavaliere, che intascava parcelle milionarie dai suoi clienti per procurare loro false perizie mediche. Così boss, trafficanti di droga e killer ottenevano gli arresti domiciliari o il ricovero in cliniche private romane compiacenti. Otto i professionisti che sono stati arrestati oggi nella capitale.

 da La Repubblica 13.2.13

Martedì 12 febbraio 2013 è arrivato un segnale importante dalla procura di Roma: l’arresto di medici e avvocati in combutta con pericolosi delinquenti al fine di ottenere agevolazioni nello scontare la pena, il tutto con la complicità addirittura di un magistrato.

Avere stroncato questo “sistema” indica la volontà del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e dai suoi sostituti di incidere con decisione il tessuto del malaffare che, a dispetto delle promesse del sindaco Gianni Alemanno e complice una inetta amministrazione, ha visto nella Capitale una crescita spaventosa.

La delicatezza dell’indagine risiede proprio nell’avere colpito la potentissima casta degli avvocati senza timore di affrontare quella altrettanto potente (e pericolossisima se dedita al malaffare) dei magistrati.

La vicenda ricorda, in minore, quella occorsa trent’anni orsono e che vide come protagonisti niente di meno che la camorra di Cutolo e la Banda della Magliana oltre al terrorismo nero e ambienti dei servizi acquiescenti e che fece letteralemente perdere la testa al dottor Aldo Semerari.

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

[…] I fascisti, da parte loro, contraccambiarono i favori del Negro mettendo a disposizione della banda contatti estremamente interessanti. Tra questi, la relazione più importante tra la banda della Magliana e il mondo dell’eversione nera avviene attraverso la figura del dottor Aldo Semerari.

Compilando una biografia di questo personaggio, Otello Lupacchini dice di lui:

Psichiatra forense, iscritto alla loggia P2, diplomatico del Sovrano Ordine di Malta e da sempre agente dei servizi d’informazione militare. A conoscenza dei retroscena più scabrosi del regime, e tra questi il delitto Moro. Propugnatore di teoriche antisemite e visceralmente anticomunista, coltiva stretti rapporti con i più accesi ambienti neofascisti e si propone di cementare il neofascismo di “Costruiamo l’Azione”, del “M.R.P.” e di “Ordine Nuovo”, con le organizzazioni delinquentistiche non soltanto romane, in un unico aggregato antistatuale, finalisticamente orientato alla realizzazione di attentati dinamitardi, sequestri di persona, traffici di armi. Funge da garanzia per malavitosi, fascisti di borgata, banda della Magliana, camorristi e mafiosi, che spesso gli apparati di sicurezza usano come braccio armato (Otello Lupacchini, Banda della Magliana,Koinè, 2004).

C’è soprattutto Aldo Semerari e le sue perizie fasulle, in sostanza, dietro ai miracoli psico-legali che consentirono ai membri della banda della Magliana di farla franca tante volte. La vita del professore, d’altra parte, era scandita da spettacolari relazioni che, tra le altre cose, gli consentirono di avere a che fare anche con l’organizzazione della vigliacca strage di Bologna: per questa ragione, in realtà, verrà arrestato nel 1980 ma, per lui, si muovono i servizi segreti di mezzo mondo, compresa la CIA, tant’è che il dottore sarà liberato dopo neppure un anno di detenzione.

Con i “bravi ragazzi”, il dottore si incontrerà diverse volte. La sua proposta era semplice: quelli della Magliana si sarebbero dovuti occupare di piazzare bombe a destra e a manca e lui, dall’alto della sua posizione professionale, avrebbe provveduto a redigere false perizie utili ad ammorbidire le sentenze dei giudici in caso di arresti o detenzioni. Ma quelli della Magliana, in fondo, erano ladri, rapinatori, spacciatori e anche assassini. Ma dei veri e propri terroristi no. Da buoni malandrini, soprattutto, Selis, Abbatino e soci sapevano che fare casino significava moltiplicare le “madame” in circolazione e con tante “madame” in circolazione non c’è niente da fare, si “lavora” male. Per questo, a quanto è dato sapere, la Magliana, pur utilizzando ugualmente le perizie di Semerari, rifiutò di trasformarsi in una squadra di bombaroli. I “bravi ragazzi” erano disposti a uccidere per conto di chiunque potesse garantire loro un introito sicuro o un aggancio più tranquillo con il mondo del potere ma, evidentemente la banda aveva capito in anticipo che, prima di lutto, quel medico fascista era soprattutto un pazzo inaffidabile. E non si sbagliavano. Perché in maniera stupida e avventata Aldo Semerari aiutava indiscriminatamente tutti i soggetti che potevano contribuire alla buona riuscita del suo farneticante piano eversivo. Dispensa le sue consulenze legali a Raffaele Cutolo e alla sua NCO ma, allo stesso tempo, presta i suoi servigi anche alla concorrente “Nuova Famiglia” di Umberto Ammaturo.

C. Armati Y. Selvetella, Roma criminale, Newton Compton, 2007

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

Come finisce la storia di Semerari (1921-1983) lo lasciamo dire a Umberto Ammaturo

D. E sulla morte del criminologo Semerari?

Ammaturo “Gli tagliai io la testa”.

D. Lo uccise personalmente?

Ammaturo “Sì, perché si era impegnato con noi della Nuova Famiglia a seguire le nostre cose, ed era ben remunerato da me personalmente, ma Cutolo fece ammazzare uno giù alle camere di sicurezza del tribunale e Semerari gli fece una perizia falsa per farlo assolvere”.

D, Lei lo considerò un traditore?

Ammaturo “Era un traditore, chi prende un accordo e non lo mantiene è un traditore. Stiamo parlando di un ambito criminale, no?”.

Umberto Ammaturo è stato un capo della “Nuova famiglia” e un boss del traffico internazionale di droga, ha combattuto contro la Nco – la Nuova camorra organizzata – di Raffaele Cutolo una guerra tra clan che ha lasciato sul campo settecento cadaveri. È stato il compagno di Pupetta Maresca, la vedova di “Pascalone ‘e Nola”. Ammaturo è stato arrestato in Perù nel 1993 e ha deciso quasi subito di collaborare con la giustizia. È tuttora detenuto, ma, grazie al programma di protezione, oggi ha un lavoro e una nuova identità (leggi l’articolo completo).

Oreste Grani

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981