Doveroso, per recuperare il tempo perduto, illuminare le zone d’ombra

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Direi – amici pentastellati – che in nessun modo si deve riaprire la stagione scellerata del patto con gentaccia come i leghisti.

Perché, i leghisti, tranne rarissime eccezioni (come si suole dire ma tanto per dire) sono brutte persone. Sul piano valoriale e su quello su cui si sentono “fichi” che è quello pragmatico e concreto. Niente cum-cresce (è l’etimologia della con-cretezza di cui spesso i cretini o i mascalzoni parlano) con i leghisti se non, quando gli riesce, il loro conto in banca.

Avete già pagato dazio (oltre sei milioni di voti in libera uscita!) e non mi sembra proprio il caso di reiterare la scelta autolesionistica dell’accompagnarsi con personaggi consolidatisi in oltre 25 anni di degerazione partitocratica. Spero che anche i più tardi di voi vedano come, non solo stia messo Salvini, ma confermando l’affermazione trasparente e inequivocabile della Ministra della Difesa Elisabetta Trenta (grazie signora), il PAL abbia l’anima del traditore. Come da tempo non sospetto denunciavamo dalla redazione di questo marginale e ininfluente blog. A differenza infatti dei due sottosegretari alla Difesa, Tofalo e Volpi, che Salvini fosse ciò che è, lo sappiamo da sempre. Cortesemente dateci atto, con onestà intellettuale a cui teniamo più di ogni altro riscontro, di questa preveggenza e posizione ferma (in solitudine) avversa all’accordo per questo governo, finalmente vicino alla fine. Nessuna reiterazione dell’errore, quindi, ricordando che errare umanum est, perseverare diabolicum. Ora, per tanto, prudenza. Non è opportuno, infatti, buttarsi in un’altra avventura. Oppure siamo per il sesso con chiunque si esce la sera, dopo un boccale di birra? Capisco che di alcuni pentastellati si dice che si siano formati, eticamente e moralmente, nei meandri labirintici e verdi di Monte Caprino o nella accogliente, vicina-vicina al Parlamento repubblicano, via delle Stelette (i 5 stelle di cui si mormora devono aver sentito affine una tale location per la denominazione astro-fisica), ma un po’ di ritrosia a questo punto della tragica vicenda italiana (perché stiamo parlando di una possibile anticamera ad una fase tragica), non ci starebbe poi troppo male. Anzi, direi che fermarsi a riflettere sugli errori commessi e sulle inadeguatezze di troppi portavoce, non solo è consigliabile, ma doveroso. Proverei a passarvi il concetto di anno sabatico, tanto per darvi l’ennesimo affettuoso consiglio. Utile a voi ed essenziale per la Repubblica, anch’essa ingiustamente affaticata dal vostro aver fatto troppo casino.

Non si può, ad esempio, in questo frangente, leggere che i “pontieri” (quelli che negoziano per il futuro) sono gli stessi del disastro a cui abbiamo appena assistito. Non credo opportuno non chiarire alcune dinamiche “di potere o di rapporti personali” che hanno portato, nel MoVimento, a collocare brave persone (quando lo erano) in posizioni apicali nel Governo.  Governo della Repubblica e non tombola con i fagioli tra studenti (a volte somarelli) fuori sede.

Pausa lucida di riflessione quindi e una lettura (ce ne vorrebbero alcune centinaia visto la pochezza di alcuni piazzati sul Ponte di Comando della metaforica Concordia in via di spiaggiamento) di un articolo comparso sul mensile Formiche, marzo 2010, a firma dell’allora vivo Giuseppe De Lutiis (storico dell’Intelligence) utile a più interpretazioni ma all’ormai ineludibile processo formativo da avviare tra i trecento cittadini ora parlamentari del M5S. Certamente il brano serve a soffermarsi (ecco un’altro motivo di pausa di riflessione) sull’occasione mancata (perché è mancata e di questo alcuni ne dovranno rispondere) di illuminare non poche zone d’ombra che, da quando esistono la Lega/Forza Italia (ad esempio) o, da quando uomini come Silvio Berlusconi/Matteo Salvini/Giancarlo Giorgetti sono in politica attiva, non sono state portate in piena luce, come era doveroso fare. Ma parli sempre di questo? Certo perché a leggere le cronachette sembra che quelli che hanno infranto la speranza (perché è infranta e ci vorrà un miracolo per ricreare le condizioni ante questa stronzata di voler governare verso i futuri possibili alleandosi con dei teppisti della politica e della convivenza civile e culturale della nostra bella Italia) ora, trasformati dalla discesa di un qualche “Spirito santo”, dovrebbero miracolisticamente diventare abili medici al capezzale della Repubblica. 

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Altro che provare a spartirsi aree di influenza nei servizi/forze armate/industria degli armamenti!

Ora che il piano perché “nulla cambiasse” è saltato (alla soluzione Gattopardo alcuni utili idioti a cinque stelle hanno lavorato pensando di fare i furbi con i padani notoriamente campioni del mondo di furbizia) vediamo di non correre nuovamente a fare “sesso spinto” con altri “notoriamente appestati”. Un po’ di astinenza, non ci starebbe male.

Ho pescato il ragionamento di De Lutiis, a cui va il mio pensiero rispettoso e grato come cittadino e modesto cultore della materia, tra i tanti possibili. Perché questo lo capirete certamente leggendolo.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

In altro post che pubblico in giornata scelgo di riprodurre un articolo comparso nello stesso numero monografico (1992 l’anno che ha cambiato l’Italia) del mensile Formiche del marzo 2010. Si tratta di un pezzo di Aldo Giannuli dal titolo, ancora oggi, stimolante: “Countdown 1987.  Non fu un complotto. Non fu un caso“.

Due pezzi importanti a mio modesto avviso. Soprattutto se uno li sa mettere e “tenere” insieme. E noi ci proviamo. Tra l’atro De Lutiis e Giannuli si conscevano. E per un periodo si sono anche stimati. 

Guardare la data: 12 dicembre 2018 e l’appello civile rivolto a Nicola Morra e Nario Giarrusso perché collaborassero senza pregiudizi.   



GIUSEPPE DE LUTIIS VA RICORDATO ED ONORATO

Giuseppe De Lutiis2

Alcuni anni addietro, di Giuseppe De Lutiis, storico dell’Intelligence, autore, tra gli altri, di un classico sul tema quale il volume I Servizi Segreti in Italia, Sperling & Kupfer del 2009 (De Lutiis ci lascia il 13 marzo 2017) compare sul mensile Formiche (Anno VII – numero 46 – marzo 2010) un ragionamento sotto il titolo “Illuminare le zone d’ombra” che faceva riferimento all’ipotesi che “…nelle recenti inchieste, emergerebbe un patto che settori dello Stato provarono a stingere, o strinsero, con un settore disponibile della mafia”. Diceva in quella occasione De Lutiis che ancora nel 2010 la domanda è la stessa: “che tipo di legame hanno la trattativa Stato-mafia e l’assassinio di Paolo Borsellino? Un giorno” – si spingeva avanti e dentro De Lutiis – “si potrà affermare che l’una sia stata causa dell’altra?”

Di seguito riporto l’articolo. A questo ragionamento, quasi fosse un omaggio al maestro Giuseppe De Lutiis, pongo io, quasi potessi permettermelo, alcune domande che la Commissione Antimafia che si insedia e che prevede, per dichiarazione onesta e programmatica da parte del suo presidente, il senatore Nicola Morra, un’articolazione proprio dedicata ad approfondire il tema della trattativa Stato-mafia da affidare al Senatore, sempre a cinque stelle, su cui è arrivata durissima la sentenza pochi mesi addietro che condanna uomini delle istituzioni e mafiosi quasi fossero una cosa sola. Le domande sono le stesse che si possono dedurre da un’attenta rilettura di questo articolo che non va considerato, pertanto, in alcun modo datato e superato dagli avvenimenti. Anni in sequenza strettissima pertanto il 1992, 1993 e il fatidico 1994 che segna l’inizio del berlusconismo. Per oggi cominciamo, come chiedeva De Lutiis, ad “illuminare le zone d’ombra”.

Mi auguro, rispettosamente, che questo post di stimolo venga letto sia dal Presidente Morra che dal sen. Giarrusso. Non tanto per quello che di pleonastico posso aver scritto io ma per quello che era implicito già quando De Lutiis scriveva il pezzo su Formiche.

Oreste Grani/Leo Rugens

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6 thoughts on “Doveroso, per recuperare il tempo perduto, illuminare le zone d’ombra

  1. fabio aschei in ha detto:

    Dalla Mia “bassezza”, amplierei la forca temporale citata 87/92 a 85/94, periodo della Cooperazione iniziato nei primi Anni 80 e Terminato con l’assassinio di Ilaria Alpi, generante il Maxiriciclaggio di 3800 miliardidi Lire con Omicidi/Suicidi conseguenti. E la successiva nascita di Berlusconi con l’ accesso diretto Della mafia alle Istituzioni, alterate dal mancato controllo dei servizi a lei assoggettati dal periodo dellutriano-berlusconiano e perseguito da quelli giorgettiano-salviniano. Ora che il Ragno Verde e’ “Uscitodalbuco” altro non Si deve fare che SCHIACCIARLO. Senza pieta’ e con ogni mezzo.
    N. B. Il nominato Mori con il suo Fido De Donno erano I supporter dei coniugi Di Leva, trafficanti di Armi gia Nel periodo Thailandese.

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    • ilrisvegliodeldragone in ha detto:

      Fabio Aschei, mi sembra non più garagista asfittico, ma tornato in libertà, dice opportunamente e consapevolmente la sua. E non si sbaglia. E nel citare Ilaria Alpi sottolinea uno dei tanti silenzi che non ci saremmo aspettati caratterizzasse la presenza del M5S al governo. Silenzio su Ilaria Alpi come su Giulio Regeni. Nulla cambia? M0′ vediamo diceva mio padre Giovanni.
      Io ci sono, caro Fabio.

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      • fabio aschei in ha detto:

        Allora “scaldo I motori”!

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      • ilrisvegliodeldragone in ha detto:

        Con questo caldo e vecchio come sono è meglio che dici raffreddo i motori. Anche se so che vanno riscaldati.
        Certo e, se ti va, riscrivi alcune storie che conosci e che mi onorerò di pubblicare. Ci metto le mani censorie solo per evitarti fastidi. Abbiamo bisogno viceversa di tutte le nostre residue energie. Segui, così capisci il divenire delle cose, tempi e modi.

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      • fabio aschei in ha detto:

        Va bene, Sara’ un Onore per me. Pero’ meglio sele invio privtamente.

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      • ilrisvegliodeldragone in ha detto:

        Ovviamente.

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