“Piscia in to carbon” ovvero del far brutte figure 

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Qualche settimana addietro un alto ufficiale dei Carabinieri (uomo di grande e comprovata esperienza essendo stato, tra l’altro, anche Capo ufficio stampa dell’Arma) con l’intento benevolo di consigliarmi opportunamente (così ho vissuto il colloquio) mi suggeriva, nello scrivere, di non scadere in uso di termini volgari avendo ormai, diceva lui, il blog un suo posizionamento autorevole e una qualche credibilità in ambienti, anche istituzionali. Ho sentito il consiglio opportuno e connotato da uno spirito amichevole e da allora mi sono sostanzialmente attenuto a questa forma di opportuna autocensura. Un fioretto o poco più. Oggi devo fare un’eccezione ma spero di non urtare sensibilità di nessuno perché i termini scurrili li scriverò in lingua genovese anche per fare un omaggio a Giuseppe Grillo da Genova che sia pure in ritardo non si sta sottraendo a fare la sua parte.  Con la solita generosità ligure.

Le citazioni sono prese da un volumetto delizioso (per chi è genovese o per chi, come me, ha vissuto a Genova alcuni anni) intitolato “belin! Imprecazioni volgari modi di dire popolari e antichi proverbi genovesi“. Il libretto è nato ad opera di uno che di libri non solo se ne intende, ma di mestiere li scrive e li cura con un grande amore e raffinata intellettualità pensando ai bambini/ragazzi. L’autore è Walter Fochesato e la casa editrice si chiama Il golfo.

A me è arrivato tramite un amico (oggi leale sostenitore del blog). Scelgo il capitolo “Piscia in to carbon” che comincia a pag. 45.

Perché scelga questo è di facile comprensione.  Leggendolo capirete lo spirito metaforico e analogico utile in un momento grave dove “brutte figure” sono in troppi ad averne fatte. E dove ci auguriamo che in molti abbiano finito di fare i comodi loro. Dentro e fuori il MoVimento. E questo lo diciamo “riservatamente” a Grillo che deve saper fare i conti ricordando che qualcuno un giorno sentendosi furbo ha provato a metterlo ai margini di tutto. Lo deve al Paese e ai milioni di Italiani che lo hanno amato e seguito. Ognuno mettendoci la faccia.

Oreste Grani/Leo Rugens

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