Il testo integrale del discorso di Giuseppe Conte

Testo importante perché sancisce la fine di un ibrido che mai si sarebbe dovuto tentare.

Tra uso inopportuno di riferimenti alla Madonna (bene ha fatto Nicola Morra a ricordare a Salvini che in Calabria era stato gesto gravissimo ed ambiguo sventolare continuamente rosari, dichiarazione di “lealtà” ai santuari che anche i criminali affiliati alla ‘ndrangheta sono soliti fare) e altre cose piccole-piccole dette da Matteo Renzi ed da gli altri soliti quattro politici (e da fuori del Parlamento da Nicola Zingaretti) la scena è desolante e di questo il Presidente della Repubblica dovrà tenere conto.

Sembra più una vera e definitiva crisi di sistema, senza valori e senza visioni.

E questo vuoto lo si deve ascrivere anche agli oltre sei anni di presenza vana del M5S che avrebbe dovuto stimolare l’ambiente parlamentare obbligandolo a ben altri paradigmi culturali.

A proposito del M5S, spero di non sbagliarmi (così mi auguro), dall’altro giorno, quando il vertice si è ritrovato a casa Grillo, Luigi Di Maio (e molti dei suoi lo devono seguire) non è più il capo politico del MoVimento. Che è tornato nelle mani di Beppe Grillo. Questa notizia è certa. Come è certo che questa sera i deputati grillini si riuniscono “senza” la presenza ormai ingombrante di Luigi Di Maio. Perché si sentano più  liberi di parlare è la giustificazione ufficiale.

Rimangono soli a cercare di non “tradirsi” con l’amica Lega, alcuni come Stefano Buffagni e Gianluigi Paragone, altro da sempre leghista, che non cessano di incontrarsi, loro ritengono riservatamente, con Giancarlo Giorgetti.

Tra Madonne taumaturgiche (a cui non crede neanche il Papa) e cambiali forse sottoscritte in voto di scambio con alcuni ambienti calabresi, il panorama è desolante. Per fortuna che il grande Nuotatore Genovese, generosamente, non si è tirato indietro. Speriamo che non sia troppo tardi. Io comunque, nella mia semplicità e marginalità, sono contento di cosa sta succedendo. Cambio della guardia al vertice M5S compreso.

Da stasera siamo nelle mani di Mattarella e del saggio Zampetti. E non solo per la crisi di governo.

Oreste Grani/Leo Rugens

 

 

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