A fare i ministri ci mettiamo personalità di specchiata moralità e competenza. Firmato G&G

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G&G sta per Grillo&Grani

Verso le 18:30 ho cominciato a scrivere questo post.

Non per scaramanzia ma perché conosco il mio bizzarro Paese, per ora mi taccio (così avevo scritto) sulla vera speranza che coltivo in cuor mio in queste ore in cui, comunque, è stato scongiurato il piano eversivo di Matteo Salvini, del suo ufficiale di collegamento con il mondo euroasiatico Savoinico, dell’alleato piazzarolo (Fratelli d’Italia) guidato dalla simpaticona Giorgia Meloni con annessa scatoletta.

Quanto sta accadendo (per ora non si è andati allo scioglimento del Parlamento) va letto esclusivamente come il saggio tentativo (che sembra in via di riuscire) di non far sciogliere, con violenza e richiesta di pieni poteri (l’imbroglione rimuove il dettaglio che è stato preso contro tempo ma che era stato lui a tentare il doppio salto mortale senza rete).

Vi prego non provate a spiegarmi chi siano le donne e gli uomini del PD. Basta leggere questo blog nella sua interezza per sapere come la penso. Ma ormai la sciocchezzuola di fare il governo con i leghisti era stata fatta e da questo cappio al collo bisognava liberarsi. Parallelamente, stavo scrivendo, durante il tentativo Conti n°2, ci si deve liberare (stavo cercando un sinonimo), anche in modo radicale, di chi, nel M5S, ha non solo venduto il sogno pentastellato ma ha offerto le terga a Putin, vero burattinaio del PAL. Quando ero a questo punto del ragionamento, impostato tra me e me, è arrivato il post di Beppe Grillo (o Giuseppe da Genova?) che propone quello che mi preparavo a scrivere “avrebbe potuto fare Conte”: mandiamo a casa tutti gli ambiziosetti e, a fare i ministeri, mettiamo solo personalità di alto profilo scientifico e di competenza (ed io aggiungo di grande e riconosciuta specchiata moralità) e, viceversa, per scegliere i sottosegretari proviamo a pescare tra i parlamentari azzerando tutti quelli che, nel passato governo, hanno lasciato perplessi per un qualunque motivo. Stavo per attribuire a Conte questa ipotesi (niente politici a capo dei ministeri) e così, al tempo, mi esprimevo, anche telefonicamente, con gli amici e collaboratori. Anche per vedere che effetto faceva una tale provocazione. Avevo detto la mia da pochi minuti quando è arrivata la notizia che Giuseppe Grillo da Genova aveva buttato lì la proposta che alcuni servi dei servi ha subito accolto con vero sconcerto. Un po’ faccio trapelare le mie speranze tanto mi leggete in quattro gatti e quasi tutti donne e uomini d’ambiente abituati alla riservatezza.  Dopo questa super fesseria sulla compartimentazione vediamo di lasciare detto qualcosa che abbia un senso per il futuro del Paese.

Primo: Giuseppe Conte non avrebbe mai pronunciato una requisitoria di quella durezza (ve la pubblicammo in versione integrale il 20 agosto 2019) se non avesse avuto in mente come poteva andare a finire.

IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI GIUSEPPE CONTE

Secondo: Giuseppe Conte ha in mente di scegliere lui (sia pur con l’accordo del Capo dello Stato) nomi di grande qualità e prestigio (donne e uomini) a cui affidare i ministeri chiave. Conte farà questo passo per non buttare alle ortiche quella speranza che milioni di italiani avevano affidato al M5S.

Terzo: Giuseppe Conte, ritiene così di risanare anche il MoVimento mettendolo alla frusta mostrando cosa si debba fare e come.

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Non mi sento con Grillo (non credo che sappia che esisto). Tanto meno confondo il MoVimento che ho amato con quell’ectoplasma che la gestione Di Maio lo ha fatto diventare.

Oreste Grani/Leo Rugens